Resilienza, formazione e rappresentanza al centro dell’azione associativa di EIT.ticino
Comunicato stampa
In un contesto internazionale segnato da forti turbolenze economiche e geopolitiche, EIT.ticino ha tenuto lo scorso 20 maggio l’Assemblea generale ordinaria 2026, momento di confronto e di bilancio sulle principali sfide del settore elettrico cantonale. Il presidente Didier Guglielmetti ha evidenziato come le instabilità globali, unite alle incertezze politiche e finanziarie a livello nazionale e cantonale, incidano direttamente sull’attività delle aziende, chiamate a operare in un contesto sempre più complesso.
Tra le principali criticità figurano l’aumento dei costi delle materie prime – in particolare dei derivati del petrolio e dei cavi elettrici, con rincari tra l’8% e il 15% –, l’incertezza legata all’attuazione dei recenti risultati delle votazioni cantonali e federali e il crescente peso della burocrazia. Fattori che, nel loro insieme, rischiano di limitare sia l’operatività sia la capacità di investimento delle imprese.
Nonostante queste difficoltà, EIT.ticino conferma il proprio impegno a tutelare gli interessi del comparto, promuovendo al contempo una visione orientata al futuro. In questo senso, centrale è il tema della carenza di manodopera qualificata: una problematica strutturale che richiede azioni coordinate per valorizzare la formazione, sostenere i giovani e rafforzare l’attrattività delle professioni tecniche.
L’associazione rappresenta oggi 100 aziende attive sul territorio, per un totale di oltre 1’500 collaboratori, di cui 550 apprendisti. Si tratta in prevalenza di piccole e medie imprese, che contribuiscono in modo significativo alla creazione di valore, occupazione e benessere a livello locale.
Prosegue anche l’impegno nel partenariato sociale: nel 2025 si sono concluse le trattative per il nuovo Contratto nazionale mantello, entrato in vigore il 1° gennaio 2026, frutto di un attento equilibrio tra le diverse esigenze delle parti.
Rilevante è inoltre il ruolo della Commissione paritetica cantonale, attiva sia nel controllo del rispetto delle condizioni di lavoro – con verifiche effettuate in 66 aziende – sia nella promozione della formazione continua, con oltre 60’000 franchi destinati al perfezionamento professionale.
La formazione resta uno dei pilastri strategici dell’associazione. Il centro professionale di Gordola si conferma un punto di riferimento per la formazione pratica, con particolare attenzione alla sicurezza e all’aggiornamento delle competenze. Tra le novità, l’introduzione di strumenti didattici innovativi e, da settembre 2026, una nuova piattaforma digitale per semplificare la gestione dei corsi interaziendali e migliorare il monitoraggio dei percorsi formativi degli apprendisti.
Guardando al futuro, EIT.ticino si sta preparando all’implementazione della nuova ordinanza federale sulla formazione professionale, che prevede un rafforzamento dei corsi interaziendali e richiederà adeguamenti organizzativi e logistici. In quest’ottica è allo studio l’ampliamento degli spazi formativi, per garantire standard qualitativi elevati anche negli anni a venire.
L’associazione svolge inoltre un ruolo attivo nel dibattito politico ed economico cantonale, contribuendo a iniziative di interesse generale, come il sostegno alla campagna contro l’iniziativa antidumping e la partecipazione alla nuova Commissione edilizia e artigianato della Camera di commercio, volta a rafforzare la rappresentanza unitaria del settore.
Tra gli obiettivi per il 2026 figurano il rinnovamento delle strutture associative, la promozione delle professioni tra i giovani e il monitoraggio delle evoluzioni in ambito formativo.
In conclusione, EIT.ticino ribadisce il proprio ruolo di attore chiave per lo sviluppo del settore elettrico cantonale, impegnata a sostenere le imprese, valorizzare le competenze locali e contribuire alla crescita economica e sociale del territorio.

















