Il prossimo 8 marzo si voterà sull’iniziativa popolare “Rispetto per i diritti di chi lavora! Combattiamo il dumping salariale e sociale!”.
Si tratta di un’iniziativa promossa dall’MPS (Movimento per il socialismo) il cui scopo dichiarato è quello di contrastare il dumping salariale in Ticino.
Nonostante il titolo altisonante questa iniziativa, se accolta, non avrà comunque alcun effetto benefico sui salari in Ticino ma si limiterà ad introdurre un apparato di controllo tanto mostruoso, quanto inutile e, purtroppo, dannoso per le aziende.
Sì, perché introdurrebbe l’obbligo sproporzionato a carico dei datori di lavoro di notificare alla pubblica amministrazione ogni contratto, ogni modifica e ogni cessazione. Vorrebbe dire ca. 300’000 notifiche l’anno, un carico amministrativo enorme che rallenterebbe e ostacolerebbe le normali e necessarie attività quotidiane. Per gestire questa burocrazia, il Cantone dovrebbe assumere più di 160 nuovi ispettori, con costi superiori ai 18 milioni di franchi annui. Le aziende si vedrebbero caricate di un enorme carico burocratico. Inoltre, questa assurda situazione danneggerebbe l’attrattività del Canton Ticino per possibili futuri investimenti, mettendo quindi in pericolo il benessere e i posti di lavoro sul territorio ticinese.
Va infine ricordato che il Ticino è già oggi il Cantone più controllato della Svizzera: circa il 30% delle aziende viene verificato ogni anno e le infrazioni rilevate sono poche e quasi sempre legate a semplici sviste. Nel 2024, ad esempio, il tasso di infrazione alla legge sul salario minimo relativo ai lavoratori controllati dall’Ispettorato cantonale è stato dell’1,6%, a indicare come in Ticino le aziende rispettino già oggi i parametri salariali in vigore. Non vi è quindi alcuna necessità di creare un nuovo apparato di controllo, inutilmente costoso e maggiormente burocratico.
E’ quindi importante che l’8 marzo questa iniziativa sia respinta con decisione. In tal senso vi invitiamo a votare NO.

















