Guerra,
forse sei troppo impegnata a portare distruzione e a diffondere terrore per leggere la mia lettera, ma io, nonostante la paura che ho di te, ho trovato il coraggio di scriverti.
Perché ci sei? Non c’è una ragione valida che giustifichi la tua esistenza, non sei mai giusta e non sei mai una soluzione.
Quanti hanno già pianto per causa tua? Tanti, troppi.
Perché torni sempre? Se ancora oggi si parla di te, significa che le persone non hanno imparato niente dalla storia e continuano a commettere gli stessi errori e gli stessi orrori.
Lo sai che ovunque arrivi porti fame, morte, sofferenza, carestia, povertà e malattie? Purtroppo tu non ti preoccupi delle atroci conseguenze che ricadono su chi ti subisce.
Sei la manifestazione più crudele della natura umana: devasti territori interi, spezzi esistenze, rubi sogni, lasci solitudine e silenzi dove prima c’era gioia, lacrime dove si respirava serenità. Se tu, invece, potessi una volta fermarti ad ammirare quanto è bello il mondo senza di te, riceveresti abbracci e sorrisi, sperimenteresti cosa significa vivere nel rispetto e nella giustizia, proveresti che sentimenti forti sono l’amicizia e l’amore, godresti della gentilezza e della bontà delle persone e, forse, di fronte a tutto ciò ti renderesti conto che l’umanità non ha assolutamente bisogno di te e allora ti supplico, lascia che fiorisca quella pace che ogni uomo, in ogni angolo della Terra, desidera ardentemente.
Nell’attesa del giorno in cui ti si possa raccontare come un errore passato, come un incubo da cui tutti si sono svegliati, io continuerò a sperare insieme a coloro che mi sostengono e che oggi gridano il mio nome.
Con fatica,
la Pace
Lettera scritta da Beatrice Banchini allieva delle scuole medie di Pregassona e Ambasciatrice di Pace.

















