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Le ultime news di ETiCinforma.ch

  • A bocce ferme: HCAP e HCL una stagione passata, l’ennesima … storia di emozioni da raccontare!

    RBoss
    Apr 23, 2016
    hcap, hcl, stagione 2015/2016, valutazione etci
    0

    Pensiamo che dopo aver smaltito le emozioni di una finale, e altre emozioni, si possa stilare un resoconto parallelo tra le due squadre che in Ticino sanno suscitare più delle altre emozioni e sentimenti anche contrastanti. L’Ambri periferica e la Lugano della città, hanno vissuto momenti travagliati, crisi, incapacità di reazione e poi esplosioni vere. Ma non vogliamo analizzare i singoli giocatori, perché pensiamo che una squadra è costruita come compagine e non deve affidarsi unicamente ai singoli, perché sarebbe pericoloso e lo si è visto anche quest’anno.  Vorremo dare dieci temi e dieci risposte. Poi alla fine stilare con una parola la stagione delle due nostre squadre.

    Inizio stagione, i proclami:

    HCAP) abbiamo la squadra più forte degli ultimi anni e puntiamo diritti ai Play-off.

    HCL) vorremmo dopo dieci anni approdare almeno alla semi-finale di Play-off

     

    Prima parte di stagione:

    HCAP) buone partite, scostanti come sempre, ma dimostrazione che la squadra potrebbe raggiungere gli obiettivi.

    HCL) una catastrofe, basti pensare che a fine ottobre il Lugano era ultimo (ultimo avete letto bene) in classifica

     

    Gli esoneri degli allenatori: (ottobre):

    HCAP) inspiegabile l’esonero di Pelletier in un momento che la squadra andava benino. Di certo Pelletier a noi è sempre sembrato una brava persona ma poco carisma nell’allenare, tanto che in tutta la sua carriera non ha mai vinto nulla di importante, pur avendo per alcuni anni fra le mani una squadra fortissima (Friborgo).  Poi si venne a sapere che già da marzo la dirigenza aveva di fatto preso la decisione di esonerare quanto prima l’allenatore. Fare lavorare un allenatore per 6 mesi, come allestire la sua squadra sapendo che non sarebbe stato lui a portare la stessa alla fine del campionato è stato il gesto peggiore che una dirigenza possa fare, compromettendo di fatto anche i risultati della stagione stessa.

    HCL: il progetto Fischer, voluto dalla presidente e durato due anni e mezzo, si infranse con l’ultimo posto in classifica del Lugano. Anche per la dirigenza era necessario dare una mossa e Fischer fu lasciato a casa con le lacrime agli occhi, proprio perché il valore umano dei rapporti regnava sovrano tra dirigenza e allenatore.  Di certo il commiato fu doloroso proprio per i rapporti di amicizia e legame alla maglia da parte di Fischer ma il momento era giunto e il progetto Fischer naufragò nel peggior modo possibile. Si trattava di ricostruire tutto il mentale e la fiducia nei giocatori. Da lì a poco vi fu la nomina di Fischer a selezionatore della nostra Nazionale …. (puzza lontano un miglio la combinazione tra club e lega)

     

    I nuovi allenatori:

    HCAP: Kossmann visto come un salvatore. Dopo il lavoro di Pelletier, onesto e senza sbavature, ci venne presentato Kossmann come un salvatore, un motivatore e uno che favoriva anche i giovani nell’economia della squadra. A sentirlo nella sua prima intervista sembrava che di questo Ambri avesse capito tutto e che i Play-off era cosa già fatta. Nulla di tutto ciò. Addirittura si seppe poi per ammissione del presidente che già in marzo vi era un accordo e la dirigenza doveva solo trovare una scusa plausibile per allontanare Pelletier. Una brutta operazione verso l’uomo Pellettier….

    HCL:  Doug Schedden, un duro che a Zugo ha fatto molto bene ma non ha mai vinto un titolo. Si è presentato subito con grande temperamento, orgoglioso di poter prendere in mano le sorti di questo glorioso club. Forte della conoscenza dell’Hockey in Svizzera, lentamente plasmò il mentale dei giocatori per portarli ai massimi livelli, insperati solo qualche settimana prima. Doug Schedden di certo è un ottimo allenatore che però manca egli stesso della fiducia in se stesso. Portare il Lugano in finale è stata una vera magia ma poi intestardirsi in un gioco al massacro ha spianato la strada al Berna diventato poi campione Svizzero. A questo allenatore, che ha rinnovato con il club, si chiede una maggiore ripartizione delle fatiche tra tutti i giocatori e meno testardaggine che porta poi a rendite insufficienti in certi giocatori che si sentono non in simpatia con l’allenatore. Ci chiediamo una volta come mai Petterson che ha segnato tanto in regular season nei Play-off è sparito letteralmente. Forse un mea culpa dell’allenatore va fatto, e bruciare un simile giocatore è veramente un grande peccato. La prossima stagione dirà se Doug ha fatto tesoro dei suoi errori e maturerà per portare nuovamente il club ai massimi livelli. L’analisi globale va comunque in positivo in quanto d quando Doug ha preso in mano le sorti del club, dall’ultimo posto è volato nella finalissima e questo è straordinario.

     

     

    La Spengler:

    HCAP: —-

    HCL: con delle partite strepitose il Lugano si garanti l’accesso alla finale dove contro la foglia d’acero perse, ma vendò la pelle carissima. Questo fu il primo segnale di una metamorfosi in atto. Un cambiamento mentale di tanti giocatori talentuosi fino allora mai emerso con regolarità. Da questa finale è partita una cavalcata straordinaria dei bianconeri verso la finalissima.

     

    I derby:

    HCAP: il derby per i leventinesi è la partita che vale tutta la stagione.  Questo è il mentale sia della dirigenza che dei giocatori come dei tifosi, quello zoccolo che vede solo bianco blu. E i derby sfuggono la logica di classifica. Una gara nella gara che l’Ambri è stato capace di vincere tre volte e perdere tre volte. Di certo l’ultimo derby della stagione, quando i giochi erano già fatti, e in attesa dei Play-off il Lugano è salito alla Valascia con uno spirito rilassato e con molti juniori, ma questo non toglie nulla alla statistica. Pari e patta e neanche in questa speciale classifica nessuno eccelle.

     

    Il finale di stagione:

    HCAP; i leventinesi si sono giocati fino a due partite dalla fine la possibilità di entrare nei Play-off e forse i troppi punti persi per strada, colpa un allenatore incapace di motivare i suoi, l’Ambri ha fatto come sempre negli ultimi dieci anni, salvo tre anni fa, la “caraola” su se stesso e chiuso il campionato a soli 2 punti da quel Berna che poi ritroveremo in finale. Il mini torneo dei Play-out, una pagliacciata della Lega, e poi l’ultima partita contro il Losanna persa 7:0 segno evidente del poco carisma dell’allenatore. Con questo vergognoso finale, la squadra che era oggettivamente attrezzata per disputare i Play-off si è ritrovata ancora una volta nel novero delle deboli e a dover giocare delle partite inutili tanto che anche i tifosi non sempre sono corsi alla Valascia. Una fine indegna di un Club che era attrezzato per ben altri traguardi.

    HCL: dalla Spengler è stato tutto un salire di gradini in campionato per perdere l’attimo fuggente del 4 posto finale in classifica ai danni dello Zugo, con alcune prestazioni nelle ultime partite che hanno fatto riesumare i fantasmi di inizio stagione. Col senno di poi già qui i rapporti con Petterson si incrinarono e il proseguo della stagione nei Play-off lo dimostrarono tanto che poi Petterson decise a fine stagione di lasciare il club bianconero. Ma un finale che poi ha inserito una marcia trionfale, battendo senza storia lo Zugo e il Ginevra, per essere proiettato in finale con un Berna ripresosi alla grande. Già dalla prima partita della finale, vinta dai binconeri, si capì come il Berna era squadra e il Lugano era un assieme di talenti straordinari ma incapaci di connettersi tra di loro, forse segno della spremitura all’infinito degli uomini milgiori durante la stagione regolamentare. E così, partita dopo partita, con qualche aiutino degli arbitri ai Bernesi e la sfortuna ai bianconeri, si chiude una stagione esaltante per i bianconeri con la sconfitta della finale in sole 5 partite. Tutte partite vinte dai bernesi per un gol di differenza e nei Play-off, se poi pensiamo all’ultima partita vinta dai Bernesi a Lugano che valse il titolo, ebbene in quella partita due svarioni arbitrali plateali e tre pali segnati dai bianconeri dicono come l fortuna non sia stata dalla parte del Lugano, ma il divario, sottile e quasi impalpabile dava la logica vittoria finale al Berna. Vice-campioni Svizzeri un riusltato straordinario alla luce di dieci anni di bocconi amari.

     

    Il futuro:

    HCAP: tutto da ricostruire, con un’ossatura rotta, via Pestoni e Grassi, arrivano degli stranieri poco noti, conferma per Maenpaa, girato le spalle a Maxim Noireau, giovani da valorizzare e una stagione che sarà ancora una volta tutta da giocare. Un po’ meno di approssimatismo e maggiore professionalità da parte di una dirigenza, potrebbe portare a grandi risultati. Naturalmente a questa dirigenza un encomio per aver saputo in questi anni difficilissimi tenere il Club nella massima serie, lottando come leoni con le finanze per garantire spettacolo puro. E l’Ambri che sia da finale da Play-off o da finale da Play-out le forti emozioni le fa sempre vivere grazie ad una tifoseria ipnotizzata dai colori bianco blu. In attesa della nuova pista un’altra stagione alle porte che si preannuncerà difficile sia dal profilo finanziario che sportivo. Basti pensare a una diretta concorrente, il Bienne, che investimenti stà effettuando per disputare una stagione da protagonista, vedi Hiller e dicono 700 mila franchi a stagione. Di questo passo per club storici come l’Ambri diventerà sempre più difficile garantirsi uno spazio nella massima divisione.

    HCL: ripartire da dove si è terminato con innesti di pochi nuovi giocatori che sappiano assumersi le proprie responsabilità e soffrire per la maglia. Questo Lugano ha dimostrato, che con alcuni accorgimenti, mentali per l’allenatore e tecnici per i giocatori potrà ancora regalare ai suoi fantastici tifosi emozioni fortissime e puntare ancora più in alto.

     

    I numeri spettatori:

    Premesso che il nuovo sistema di conta a noi sembra una mezza ipocrisia, contare sempre i tesserati anche se non presenti, abbiamo assistito a frequentazioni straordinarie per la Resega, una media durante i Play-off di oltre 6000 spettatori a partita, e durante la stagione la media alla Resega è stata di  5669 spettatori, mentre alla Valascia di 5288. Play off e Play out eslcusi. E anche in questo campo la vittoria compete contro il pensiero di tutti a favore della Resega.

     

    Le nostre valutazioni finali sulla stagione appena conclusa:

    HCAP: una squadra attrezzata per altri traguardi, da cui ci si attendeva parecchio e che fondamentalmente ha deluso: insufficiente

    HCL: da questa squadra ci si attendeva fiammate, sono arrivate solo durante i Play-off: discreto/buono

    ***********************************

    Abbiamo cercato di fare una valutazione oggettiva, condivisibile o meno, ma questo è il nostro parere. Prendetelo come tale.

    ETiCinforma.ch

     

     

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