Preventivo 2027: conti pubblici verso il mezzo miliardo di disavanzo. Perché il Governo rinvia ancora le scelte?
Presentata da: Amalia Mirante
Cofirmatari: Giovanni Albertini ed Evaristo Roncelli
Data: 14 ottobre 2026
Numero: Non compilare (Viene compilato dai Servizi)
Motivazione riguardo l’interesse pubblico e l’urgenza [cfr. art. 97 cpv. 1 ultima frase LGC]
L’urgenza della presente interpellanza è motivata dall’imminente esame del Preventivo 2027 da parte del Gran Consiglio e, soprattutto, dalla gravità delle prospettive finanziarie contenute nel Piano finanziario 2028–2030, che prevede un rapido deterioramento dei conti cantonali, con disavanzi destinati a raggiungere i 460 milioni di franchi nel 2030 e un autofinanziamento negativo già a partire dal 2028.Il Parlamento sarà quindi chiamato a pronunciarsi su un preventivo che rispetta formalmente il freno ai disavanzi, pur sapendo che negli anni successivi la situazione finanziaria potrebbe peggiorare in misura considerevole e che il Consiglio di Stato intende presentare un piano pluriennale di riequilibrio soltanto all’inizio della prossima legislatura. Una scelta che solleva interrogativi importanti, tanto più che negli ultimi anni il Gran Consiglio ha approvato un decreto legislativo per la revisione della spesa pubblica e il Governo ha commissionato uno studio a BAK Economics, presentato nel dicembre 2025, senza che sia ancora stato illustrato un programma organico di interventi strutturali. Riteniamo pertanto indispensabile che il Parlamento possa conoscere, prima della discussione e dell’approvazione del Preventivo 2027, quali valutazioni siano già state effettuate, quali misure siano state individuate e quali conseguenze finanziarie possa comportare il rinvio delle decisioni. Una risposta successiva alla trattazione del Preventivo priverebbe infatti il Gran Consiglio di elementi importanti per esercitare consapevolmente le proprie competenze finanziarie. Per queste ragioni chiediamo che la presente interpellanza venga riconosciuta urgente ai sensi dell’articolo 97 della Legge sul Gran Consiglio e sui rapporti con il Consiglio di Stato (LGC).
Testo:
Il Preventivo 2027 del Cantone Ticino presenta un disavanzo d’esercizio di 98,5 milioni di franchi, una cifra certamente importante, ma che appare quasi contenuta se confrontata con le prospettive delineate dal Piano finanziario 2028–2030, secondo il quale i disavanzi saliranno a 236 milioni nel 2028, 411 milioni nel 2029 e addirittura 460 milioni nel 2030. A partire dal 2028 anche l’autofinanziamento diventerebbe negativo, con conseguenze inevitabili sull’evoluzione dell’indebitamento cantonale e sui margini di manovra finanziari dei prossimi anni.
Non siamo di fronte soltanto a previsioni condizionate dall’incertezza economica internazionale o da eventi difficilmente prevedibili. Una parte significativa del peggioramento annunciato dipende infatti da fattori già conosciuti, come l’introduzione di EFAS, l’attuazione delle iniziative sui premi di cassa malati, le misure di risparmio della Confederazione, l’abolizione del valore locativo e la futura imposizione individuale. Si tratta di cambiamenti che avranno conseguenze importanti sulle finanze cantonali e che, proprio perché in larga misura prevedibili, avrebbero richiesto una pianificazione tempestiva, capace di anticiparne gli effetti e di individuare per tempo le possibili risposte.
Il riequilibrio delle finanze cantonali figurava del resto tra gli obiettivi prioritari della legislatura 2023–2027, ma oggi, a pochi mesi dalla sua conclusione, il Consiglio di Stato annuncia che il piano pluriennale di riequilibrio sarà presentato soltanto all’inizio della legislatura successiva. Non ignoriamo gli sforzi compiuti dal Governo per contenere la spesa e aumentare le entrate, né sottovalutiamo la difficoltà di intervenire su un bilancio pubblico caratterizzato da numerosi vincoli e da una crescente pressione sulle prestazioni. Nel Preventivo 2027 sono previste misure con effetti complessivi stimati in circa 237 milioni di franchi, ma una parte di questi interventi si fonda su operazioni straordinarie o temporanee, come la vendita di beni patrimoniali, il ricorso a fondi e riserve e l’aumento dei contributi provenienti da aziende partecipate. Sono strumenti che possono contribuire a migliorare il risultato di un singolo esercizio, ma che non rappresentano, da soli, una risposta duratura agli squilibri strutturali delle finanze cantonali.
È proprio per evitare di ritrovarci periodicamente nella necessità di adottare misure dettate dall’urgenza che Avanti con Ticino&Lavoro sostiene, fin dall’inizio della legislatura, la necessità di una vera revisione della spesa pubblica. Con la mozione MO 1763 del 20 novembre 2023, “Conti pubblici: avviamo un processo di spending review”, Evaristo Roncelli e cofirmatari avevano chiesto di avviare un esame sistematico dei compiti dello Stato, dei costi sostenuti e delle possibilità di migliorare l’efficacia e l’efficienza dell’amministrazione cantonale, ricorrendo, dove necessario, anche a competenze esterne indipendenti. Non si trattava di proporre tagli indiscriminati, ma di creare le condizioni per compiere scelte fondate su analisi approfondite, distinguendo ciò che funziona da ciò che può essere migliorato e individuando gli interventi capaci di produrre benefici duraturi.
Nel febbraio 2024 il Gran Consiglio ha successivamente approvato un decreto legislativo per la revisione della spesa dello Stato, nel cui ambito è stato realizzato lo studio affidato a BAK Economics, presentato nel dicembre 2025. L’analisi ha evidenziato un differenziale di costo di circa 96,7 milioni di franchi rispetto ai Cantoni comparabili, precisando tuttavia che tale importo non può essere automaticamente considerato un potenziale di risparmio immediatamente realizzabile. Lo studio rappresenta quindi uno strumento utile per orientare gli approfondimenti e individuare gli ambiti sui quali intervenire, ma non costituisce, di per sé, un programma operativo di risanamento. A quasi tre anni dalla presentazione della nostra mozione e a oltre due anni dall’approvazione del decreto legislativo, resta dunque da comprendere perché non sia ancora stato presentato un programma organico di revisione dei compiti, dei processi e della spesa pubblica, accompagnato da obiettivi finanziari e tempi di attuazione definiti.
La necessità di affrontare per tempo le conseguenze finanziarie delle decisioni politiche è stata richiamata dal nostro movimento anche in relazione alle iniziative sui premi di cassa malati. Con la mozione MO 1874 del 17 novembre 2025, “Piano di finanziamento strutturato per l’attuazione delle iniziative per i premi cassa malati”, Amalia Mirante e cofirmatari hanno chiesto di affrontare in modo organico il finanziamento dei nuovi oneri, mentre con la mozione MO 1875, depositata lo stesso giorno e intitolata “Implementazione dell’iniziativa per il 10%: non improvvisiamo, ci siano studi seri”, Evaristo Roncelli e cofirmatari hanno sollecitato approfondimenti sulle conseguenze finanziarie e organizzative dell’attuazione dell’iniziativa. A quasi un anno dal loro deposito, entrambe le mozioni sono ancora senza risposta da parte del Consiglio di Stato, nonostante riguardino provvedimenti destinati a incidere in misura significativa sulle finanze cantonali.
Questi atti dimostrano che le preoccupazioni per la sostenibilità finanziaria delle nuove misure e per la necessità di una pianificazione rigorosa non nascono oggi, di fronte alle cifre del Preventivo 2027, ma sono state espresse ripetutamente nel corso della legislatura. Non pretendiamo che problemi complessi possano essere risolti con qualche misura estemporanea, né pensiamo che esistano soluzioni semplici e prive di conseguenze. Riteniamo però che proprio la complessità delle scelte da compiere imponga di affrontarle con sufficiente anticipo, evitando di lasciare al prossimo Governo e al prossimo Parlamento una situazione ulteriormente deteriorata e un margine di manovra sempre più ristretto.
L’esperienza di altri Cantoni, e in particolare quanto sta accadendo nel Canton Vaud, dovrebbe indurre a una riflessione seria. Quando gli squilibri delle finanze pubbliche assumono dimensioni importanti, gli interventi necessari per correggerli diventano inevitabilmente più difficili e possono incidere pesantemente sulle prestazioni ai cittadini, sulle condizioni di lavoro del personale pubblico, sulle imprese e sui Comuni. Rinviare le decisioni non significa evitare questi sacrifici, ma rischia piuttosto di concentrare in pochi anni interventi che, se programmati tempestivamente, potrebbero essere distribuiti nel tempo e accompagnati da un’attenta valutazione delle loro conseguenze economiche e sociali.
La questione, dunque, non è soltanto contabile e non riguarda nemmeno una contrapposizione astratta tra chi vorrebbe risparmiare e chi vorrebbe spendere. Riguarda la responsabilità del Governo nel garantire che le risorse pubbliche siano impiegate nel modo più efficace possibile, che le prestazioni essenziali possano essere mantenute nel tempo e che cittadini, famiglie e imprese non debbano improvvisamente sopportare le conseguenze di decisioni rinviate troppo a lungo. Riguarda anche il diritto del Parlamento di conoscere con chiarezza le prospettive finanziarie del Cantone e le alternative concretamente disponibili, prima di essere chiamato ad assumere decisioni che condizioneranno gli anni a venire.
Alla luce di quanto precede, chiediamo al Consiglio di Stato:
- Rinvio del piano di riequilibrio
Per quali ragioni il Consiglio di Stato ha deciso di rinviare alla prossima legislatura la presentazione di un piano pluriennale di riequilibrio delle finanze cantonali, nonostante questo costituisse un obiettivo prioritario della legislatura 2023–2027 e le proiezioni finanziarie evidenzino un rapido deterioramento dei conti pubblici? Il Governo ritiene di aver conseguito gli obiettivi di riequilibrio che si era prefissato e, in caso contrario, quali sono le ragioni che impediscono di presentare già ora almeno gli indirizzi fondamentali del piano?
- Spending review e revisione della spesa pubblica
Per quali ragioni, a quasi tre anni dalla presentazione della mozione 1763 e a oltre due anni dall’approvazione del decreto legislativo sulla revisione della spesa, il Consiglio di Stato non ha ancora presentato un programma organico di revisione dei compiti, dei processi e della spesa dell’amministrazione cantonale? Quale seguito concreto è stato dato allo studio BAK Economics presentato nel dicembre 2025, quali misure sono state individuate e quali risultati finanziari sono stati conseguiti? Il Governo intende avviare una spending review operativa, con obiettivi quantificabili e scadenze precise?
- Misure strutturali di risanamento
Il Governo ha già individuato o valutato misure strutturali per contenere i disavanzi previsti dal 2028 al 2030 e, in caso affermativo, quali ambiti riguardano, quale effetto finanziario è stato stimato e per quali ragioni tali misure non sono ancora state sottoposte al Parlamento? Quale parte del riequilibrio necessario è già garantita da misure strutturali decise e quale resta ancora da conseguire? Sono state valutate anche le possibili conseguenze sulle prestazioni pubbliche e sui rapporti finanziari con i Comuni?
- Conseguenze del rinvio
Il Consiglio di Stato ha valutato le conseguenze finanziarie del rinvio degli interventi strutturali al 2028 o agli anni successivi, rispetto a un loro avvio già nel 2027, ed eventualmente elaborato simulazioni che consentano di quantificare gli effetti sull’indebitamento, sugli oneri finanziari e sull’entità delle future misure correttive?
- Fiscalità e possibili misure di riequilibrio
Nel presentare il Preventivo 2027, il Consiglio di Stato ha indicato che il futuro piano di riequilibrio dovrà comprendere anche una riflessione sulle entrate. Quali ipotesi di aumento del gettito fiscale sono state finora esaminate e, in particolare, tra queste figurano un aumento del moltiplicatore cantonale d’imposta, una riduzione delle soglie di esenzione, una revisione delle aliquote applicate ai coniugi e alle famiglie oppure altre modifiche della legislazione tributaria? Il Governo ha valutato queste possibilità anche alla luce della futura introduzione dell’imposizione individuale e può indicare quali interventi intende escludere e quali ritiene invece possibili o necessari per ristabilire l’equilibrio delle finanze cantonali?
- Impegni prima della fine della legislatura
Il Consiglio di Stato è disposto a presentare al Gran Consiglio, prima della conclusione della legislatura, un documento che illustri le opzioni di risanamento già valutate, il loro impatto finanziario e i relativi tempi di attuazione, affinché il prossimo Governo e il prossimo Parlamento dispongano di una base concreta sulla quale lavorare?

















