L’alta cucina stellata sposa il Ticino: il successo firmato Felix Lo Basso ed Emiliana Ferraroni
C’è un filo invisibile, fatto di passione, visione imprenditoriale e alta gastronomia, che unisce Milano, la Puglia e le sponde del Ceresio. Un percorso d’eccellenza iniziato nel 2016 dall’incontro tra due mondi: quello di Emiliana Ferraroni, professionista del marketing d’impresa e del retail, e quello di Felice Lo Basso, Chef stellato di fama internazionale. Una sinergia perfetta che, dopo aver conquistato l’Italia, ha messo radici in Ticino, portando a Sorengo una proposta enogastronomica che ha già saputo ridefinire gli standard dell’accoglienza locale.

Veduta esterna (Felix Lo Basso Restaurant)
Una storia costellata di successi
Il sodalizio tra Ferraroni e Lo Basso ha da sempre il profumo del successo e il sigillo della Guida Michelin. Dal debutto nel 2016 con il Felix Lo Basso Restaurant in Piazza Duomo a Milano, passando per l’apertura di Memorie a Trani nel 2018, fino alla rivoluzione del format Home&Restaurant a Milano nel 2020 – un concept nato per accorciare le distanze tra chef e ospite –, ogni loro progetto è stato tempestivamente coronato dall’ambita stella.
Dopo nove anni di successi oltreconfine, quel sodalizio ha assecondato un sogno: quello di Emiliana Ferraroni di investire e creare valore nella sua terra d’origine e residenza. Grazie all’incontro con alcuni azionisti ticinesi, nella primavera del 2025 questo desiderio è diventato realtà con l’apertura del Felix Lo Basso Restaurant a Sorengo-Lugano, nella suggestiva cornice di Via Fomelino 10.
L’impatto sul territorio è stato immediato e dirompente. A soli pochissimi mesi dall’inaugurazione, nell’ottobre del 2025, il ristorante ha conquistato la sua prima stella dalla Guida Michelin Svizzera, a cui si è aggiunto il prestigioso riconoscimento di “un coltello” nella classifica globale The Best Chef.
Lo Chef Felice Lo Basso insieme alla proprietaria Emiliana Ferraroni
L’eccellenza d’élite diventa accessibile col cuore
Dietro questo successo c’è una filosofia d’accoglienza ben precisa, che Emiliana Ferraroni esprime con grande cuore. Il suo ideale è scardinare i vecchi stereotipi legati al fine dining: per Emiliana, la cucina stellata resta sinonimo di qualità d’élite, location elegante, posate d’argento e personale professionale d’alto rango, ma senza che questo crei una barriera di freddezza o distacco.
L’obiettivo è trasmettere un’immagine di alta cucina che sia, al tempo stesso, profondamente inclusiva e accessibile, superando l’idea rigida che solo un determinato target ristretto di clienti possa permettersi di varcare questa soglia. Il lusso, qui, accoglie e abbraccia l’ospite, non lo intimorisce.
L’Experience senza barriere: lo “Chef’s Table”
Questa filosofia di apertura si riflette perfettamente nel cuore pulsante del ristorante a Sorengo. L’Experience principale si sviluppa infatti attorno allo “chef’s table”, una formula pensata per azzerare le distanze tra la sala e i fornelli. Seduti a questo tavolo speciale, gli ospiti hanno il privilegio di assistere in prima persona a una cucina viva, dinamica e totalmente senza barriere, dove la maestria dello Chef e della sua brigata si svela in diretta, trasformando l’eccellenza in un momento di condivisione autentica.
La” Chef’s table” dove poter vivere l’esperienza del live show cooking
Il legame con il territorio, la filiera e l’arte locale
La filosofia del ristorante si ritrova anche in una selezione rigorosa delle materie prime, valorizzando le eccellenze e gli artigiani della regione. A testimonianza di questo profondo legame con il territorio, la maggioranza delle farine utilizzate nella cucina e nella panificazione del Felix Lo Basso Restaurant proviene dai rinomati mulini di Maroggia, garantendo freschezza, autenticità e un sapore che parla ticinese.
Ma il dialogo con il territorio si estende anche all’espressione visiva e culturale. Gli ospiti che varcano la soglia del ristorante a Sorengo possono infatti ammirare diverse opere d’arte di Emilio Martinenghi, stimato artista ticinese, che arricchiscono gli spazi con la sua cifra stilistica unica, fondendo l’esperienza gastronomica con il bello della creatività locale.
Il senso di “casa” e i grandi eventi internazionali
Per Emiliana Ferraroni, tornare in Ticino significa profondere trentacinque anni di esperienza nel campo degli eventi e del retail a beneficio del territorio. Il Felix Lo Basso Restaurant non è solo un tempio del gusto, ma un luogo che Emiliana ama definire “casa”, dove il senso di accoglienza e la cura per l’ospite si riflettono in ogni dettaglio e in ogni evento privato o aziendale.
Una visione strategica che lo scorso maggio 2026 ha proiettato Lugano al centro del dibattito gastronomico mondiale con la prima edizione di THE GLOBAL TABLE. L’evento internazionale, ideato proprio da Ferraroni e patrocinato da The Best Chef, ha riunito i grandi nomi della cucina globale per confrontarsi sull’evoluzione della ristorazione contemporanea e sul nuovo ruolo sociale e culturale dello chef.
Soledì Wines: l’omaggio liquido al Canton Ticino nel segno dell’arte
L’esperienza a Sorengo si arricchisce di un capitolo profondamente intimo e territoriale: la proposta dei vini Soledì (www.soledi.wine). Fondata a Lugano nel 2018 da Emiliana insieme ai fratelli Ivan e Corrado, Soledì Sagl nasce con l’intento di celebrare il legame familiare e rendere omaggio al potenziale, spesso ancora inesplorato all’estero, dei vini della Svizzera italiana.
“I nostri vini sono i primi tangibili e concreti atti per sentirci uniti”
raccontano i fratelli Ferraroni. Un connubio tra vino e territorio che celebra nuovamente l’arte locale: diverse etichette delle bottiglie Soledì sono infatti impreziosite e raffigurate proprio dai dipinti di Emilio Martinenghi, trasformando ogni bottiglia in un racconto liquido e visivo del Canton Ticino. Una produzione di alta qualità che gli ospiti del ristorante possono scoprire nel bicchiere, completando un viaggio sensoriale che unisce la maestria tecnica di Chef Lo Basso alle radici più autentiche della regione.
Il Felix Lo Basso Restaurant di Sorengo si conferma così non solo come una sosta obbligata per i gourmet, ma come il manifesto di come l’imprenditorialità illuminata, l’alta cucina senza filtri e l’arte sappiano valorizzare un intero territorio, aprendo nuove, calde e affascinanti prospettive nel panorama enogastronomico internazionale.
Tortelli di pasta fresca in farcia di gambero e mascarpone con spuma alle zucchine

Faraona farcita di salamella e funghi misti, budino di carote e cipollotto caramellato

Tartelletta di cannolo siciliano, ricotta pesche caramellate e il suo gelato

Articolo redatto da Samanta Fakhy, presidente Progetto Rignam/ETC

















