Si è conclusa la 20a edizione di ChiassoLetteraria, Festival internazionale di letteratura,
tenuta a Chiasso nei giorni 6-10 maggio 2026, dal titolo “VENTI”.
A ChiassoLetteraria sono spirati Venti carichi di idee a sparigliare le visioni e far scoprire differenti prospettive.
Si riconfermano le oltre 6000 presenze, incurante del maltempo, un pubblico sempre attento e partecipe.
Si è chiusa domenica 10 maggio, con l’intervento di Kader Abdolah, la ventesima edizione di ChiassoLetteraria, dal titolo “Venti”, che si è svolta a Chiasso nei giorni dal 6 al 10 maggio, in un intenso dialogo tra letteratura, teatro, cinema e musica. Tematiche sempre necessarie legate all’attualità, narrazioni e autori di alto profilo. Occasioni di incontro non solo nelle sale del festival (Spazio Officina e Cinema Teatro che hanno ospitato gli incontri) ma anche nel Gazebook che ha consentito momenti di dialogo extra fra il pubblico e gli stessi autori.
“Anche quest’anno il piccolo grande miracolo di ChiassoLetteraria si è ripetuto, – racconta Marco Galli coordinatore di ChiassoLetteraria – Tantissimo pubblico, incontri densi di contenuti ed emozioni, letture appassionanti. A darci grande soddisfazione è il profondo gradimento del pubblico e degli ospiti, che si sono sentiti accolti e valorizzati. Personalmente, in particolare, sono rimasto commosso dalla lezione di dignità umana e resistenza del giornalista e reporter Rami Abou Jamous (con il pubblico alzatosi in piedi ad applaudirlo per lunghi minuti), in collegamento da Gaza, e dall’affetto del folto pubblico. Una testimonianza di rinnovata fiducia nel potere generativo della grande letteratura.”
Fra gli incontri che hanno suscitato maggior seguito e interesse, oltre al già menzionato Kader Abdolah, tornato a Chiasso dopo 13 anni, gli incontri con Francesca Mannocchi sia in teatro che con i giovani delle scuole medie, la serata inaugurale con il neuroscienziato Vittorio Gallese, il quanto mai attuale intervento di Mario Del Pero, e ancora i momenti con Noemi Nagy, Antoine Rubin, Rami Abou Jamous, Clara Usón, Myriam Wahli, oltre a Veronica Raimo, il cui lavoro è stato anche al centro del BookCHLub del festival.
(NB > brevi pillole di sintesi sui singoli incontri con gli autori sopra menzionati al termine del cs)
ChiassoLetteraria 2026 ha inoltre ospitato: Dejan Atanacković; Annelise Bergman Zürcher in dialogo con Ruun Cali; la Carta Bianca a Fabio Pusterla con i poeti Andrea Bianchetti, Cesare Mongodi Maria Luisa Vezzali; e poi (indicati in ordine alfabetico) Sarah Calörtscher, Sara Catella, Giulia Della Cioppa, Micha Dalcol, Paolo Di Stefano, Gioele Dix, Giorgio Falco, Blaise Hofmann, Bathumy Kanapathipillai, Mario Massa/Max Fortuna, Davide Minotti, Melissa Panarello, Giulia Pilotti, Fabrizio Sinisi, Turbolenta Leila.
Fra le iniziative del festival ricordiamo inoltre, il già citato BookCHLub, la collaborazione nell’ambito della seconda edizione della “Vetrina Prismi” di Luminanza (con, nel prefestival, la lettura scenica Drill Baby Drill di Sarah Calörtscher, con la regia di Giulia Rumasuglia); la serata dedicata a Goffredo Fofi con il documentario Suole di vento. Storie di Goffredo Fofi di Felice Pesoli e un incontro insieme allo scrittore e critico Paolo Di Stefano e ai poeti Fabio Pusterla e Davide Minotti; infine la mostra collettiva “Le vie del vento” ispirata al titolo del festival (opere di Eliana Bernasconi, Francesca Bianchi Lurati, Franco Ghielmetti, Giuseppe Merlo, Ivana Taglioni, Franco Valsangiacomo)
PER AVERE MEMORIA di ChiassoLetteraria2026
Per chi volesse riascoltare o ascoltare gli incontri con gli autori li può trovare sul canale Youtube del festival, raggiungibile attraverso il sito www.chiassoletteraria.ch, o leggerne la narrazione attraverso gli articoli sul blog di ChiassoLetteraria.
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IL TITOLO: “VENTI”, UNA PAROLA CHE È ANCHE UN NUMERO
ChiassoLetteraria raggiunge il traguardo delle venti edizioni, che hanno visto la partecipazione di oltre 500 ospiti, tra cui i Nobel Shirin Ebadi e Wole Soyinka, ma anche Marc Augé, Javier Cercas, Jonathan Coe, Alicia Giménez-Bartlett, Amitav Ghosh, David Grossman, Josephine Hart, Patrick McGrath, Björn Larsson, Arto Paasilinna, Zeruya Shalev, Adania Shibli, Jón Kalman Stefánsson, Abraham B. Yehoshua.
Anche questa ventesima edizione è stata occasione privilegiata per riflettere su come la letteratura interroghi il mondo e le nostre vite. Il tema e titolo dell’edizione “Venti” vuole essere soprattutto un momento di riflessione sulla durezza e l’ingiustizia dell’epoca attuale e, d’altro canto, sul bisogno profondamente radicato delle persone di guardare oltre verso nuovi orizzonti in cui la dignità di ogni persona ed essere vivente sia garantita. In un mondo attraversato da venti di guerra e di sopraffazione, è tempo che soffino venti di rinnovamento, portatori di pace, solidarietà, rispetto, giustizia e poesia. Quale vento migliore della grande letteratura?
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UN’ORGANIZZAZIONE APPASSIONATA, ESPRESSIONE DEL TERRITORIO
Il FESTIVAL È ORGANIZZATO dall’omonima associazione ChiassoLetteraria con la consulenza di un comitato scientifico, il sostegno del Comune di Chiasso e del Centro Culturale Chiasso, del Cantone Ticino, di Pro Helvetia, di Coop Cultura, dell’Hupac S.A., di La Mobiliare, dell’AGE S.A. e di diversi sponsor privati e pubblici nonché del Media Partenariato con RSI Rete DUE, del Corriere del Ticino e di Radio Gwen. Può contare inoltre sul contributo (e l’affetto!) di oltre 300 soci.
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PILLOLE DI FESTIVAL
(selezione di autori e appuntamenti che hanno suscitato particolare seguito e qui indicati in ordine alfabetico)
ChiassoLetteraria edizione 2026 – a cura di Arianna Limoncello, Elisabeth Sassi, Sofia Perissinotto, Teresa Chiriacò, Dana Lazzaro, Giuditta Wiesendanger e Mara Travella del BLOG di ChiassoLetteraria
Kader Abdolah
Kader Abdolah, uno degli autori più autorevoli della letteratura europea, trasforma l’esperienza dell’esilio e dell’incontro tra Oriente e Occidente nel cuore pulsante della sua opera. Per Abdolah la scrittura è innanzitutto uno spazio di libertà: scrivere in olandese ha trasformato profondamente la sua identità, permettendogli di diventare, come lui stesso racconta, un uomo e uno scrittore nuovo, “ancora più bello di prima.” Il suo ultimo lavoro, dedicato alla figura e alla poesia di Rumi, a sua volta esule, conferma il suo interesse per il dialogo tra le culture e per il valore senza tempo della parola poetica.
Mario Del Pero
Analizzando le profonde radici della polarizzazione degli Stati Uniti lo storico Mario Del Pero ha presentato Trump come al tempo stesso effetto, causa e acceleratore della crisi della democrazia americana. Del Pero sostiene che questa si trovi oggi in una fase di fragilità caratterizzata da delegittimazione delle istituzioni e crisi di rappresentanza.
Vittorio Gallese
Con Il sé digitale (Raffaello Cortina Editore), il neuroscienziato Vittorio Gallese ha inaugurato la ventesima edizione di ChiassoLetteraria riflettendo su come il digitale stia trasformando soggettività, tempo e memoria. Al centro resta il corpo, “mediazione radicale” dell’esperienza. Nella sua visione è emblematica la “madeleine digitale”, dove il ricordo, un tempo spontaneo come in Proust, oggi viene riattivato e selezionato dagli algoritmi.
Rami Abou Jamous (incontro in video collegamento da Gaza)
il giornalista e reporter palestinese Rami Abou JamousRami ha scelto di non lasciare la Striscia di Gaza e di continuare a testimoniare il genocidio del popolo palestinese. Il dovere di restare si è scontrato con quello di proteggere il figlio, di cinque anni, per cui ha creato un mondo altro, in cui i droni sono stelle. La collaborazione con alcuni giornalisti ha fatto sì che questo mondo divenisse il romanzo Le stelle brillano più forte. L’incontro, terminato con il pubblico in piedi, ha lasciato un’impronta indelebile nel pubblico dello Spazio Officina.
Francesca Mannocchi
La giornalista, scrittrice e documentarista italiana Francesca Mannocchi è una tra le principali voci del reportage contemporaneo su guerre e migrazioni. Al festival ha portato il suo lavoro di racconto dei conflitti attraverso la testimonianza diretta, dando centralità alle esperienze individuali e alla dimensione umana degli eventi. La sua opera su diversi medium unisce analisi e narrazione per restituire la complessità del presente.
Noemi Nagy
Noemi Nagy ha approfondito il rapporto tra corpo, malattia e scrittura nella poesia contemporanea. Nagy ha raccontato come la malattia rappresenti prima di tutto una prospettiva sul mondo, capace di modificare lo sguardo e la percezione della realtà. Attraverso la riflessione sul corpo vulnerabile e dislocato, l’autrice ha mostrato come la scrittura possa diventare uno spazio di osservazione e trasformazione.
Veronica Raimo
l’incontro si è addentrato nell’ultimo romanzo dell’autrice italiana “Non scrivere di me”, pubblicato da Einaudi, che racconta la relazione tra S., una giovane donna brillante, che sceglie il fallimento, e Dennis, che incarna scandalo e violenza. L’incontro ha attraversato i temi del desiderio, della violenza, dell’ossessione.
Antoine Rubin
Rubin, Premio svizzero di letteratura, ha portato al pubblico la sua scrittura, in costante tensione tra la ricerca antropologica, l’indagine documentaristica e la volontà narrativa. Rubin ha raccontato al pubblico come si costruisce un romanzo fatto di tre movimenti e costruito sull’indagine dello sfruttamento delle risorse da parte dell’uomo, una ricerca che l’ha portato dalla catena montuosa del Giura fino ad Uranium City, in Canada.
Clara Usón
Usón nei suoi romanzi intreccia memoria storica, vicende intime e riflessione politica, attraversando temi come la violenza, il potere e le fragilità della società europea. Ha parlato dell’importanza di scrivere per capire la storia, ma soprattutto per interrogare l’essere umano e i conflitti che lo abitano.
Myriam Wahli.
Whali ha presentato al pubblico il suo Cresecere, senza virgole, un romanzo sull’infanzia e sul rapporto con il selvatico, portatore anche di riflessioni sul vivere come persona autistica nella società di oggi, che si riflette anche nella scelta di uno stile unico e riconoscibile.
Nella foto; Raimo Veronica – ph.Alejandro Guyot Malba Courtesy

















