Cara mamma, quanto siamo fortunati ad averti ancora accanto.
Gli anni passano, ma tu riesci ancora a essere il cuore pulsante della nostra famiglia. Con la tua forza, il tuo entusiasmo, la tua tenacia. E con quella capacità di sorridere che hai sempre avuto, anche quando la vita non ti ha risparmiato fatica e preoccupazioni. Ogni giorno continui a insegnarci qualcosa, proprio come quando eravamo piccoli.
La tua storia di mamma è straordinaria, ma è straordinaria proprio perché somiglia alla storia di tante mamme. Quelle che, fin da giovani, hanno dovuto mettere da parte i sogni e i desideri per pensare alla famiglia, ai figli, alla casa, al lavoro. Quelle che si sono sacrificate per portare da mangiare in tavola, magari facendo due o tre lavori alla volta. Quelle che anche nelle difficoltà più grandi non si sono mai arrese e hanno continuato a lottare a testa alta, senza chiedere medaglie.
Le mamme come te hanno fatto tutto. Spesso in silenzio. Hanno corso, cucinato, lavorato, aspettato, perdonato, ricominciato. Hanno mandato avanti famiglie intere anche quando erano stanche morte. E magari il giorno dopo erano di nuovo lì, in piedi, come se fosse normale.
Non era normale. Era amore.
E che dire delle mamme che, anche quando i figli sbagliano, sono sempre pronte ad accoglierli a braccia aperte, a perdonarli, a difenderli davanti al mondo intero? A volte ci rimproverano, certo. A volte discutiamo, ci arrabbiamo, diciamo cose che non dovremmo dire. Quante litigate si fanno con le mamme (non ditelo a me… ), ma dentro di noi sappiamo una cosa: niente ci porterà via dal loro cuore. E questa, per un figlio, è forse la sicurezza più grande.
Le mamme come la mia ci sono sempre. Non smettono mai di fare le mamme. Anche quando i figli sono grandi.
Anche quando quei figli hanno quarant’anni e loro si alzano ancora al mattino per preparare la tazzina del caffè e la schiscetta con il pranzo per il lavoro. Dal momento in cui il cuore di una mamma si lega a quello dei figli, non c’è più nulla che venga davvero prima.
Oggi però il mio abbraccio va anche alle mamme che hanno dovuto fare il sacrificio più grande: lasciare andare i propri figli per garantire loro una vita migliore.
Va alle mamme che hanno conosciuto il dolore più grande, quello di perdere un figlio. Un dolore che nessuna parola può davvero consolare.
Va alle mamme che sono mamme nel cuore, anche se la vita ha scelto per loro una strada diversa.
E il mio pensiero più affettuoso va a tutti quei figli e a tutte quelle figlie che oggi si sentiranno un po’ più soli e un po’ più tristi. Perché in un giorno come questo certe assenze fanno più rumore. Ma una mamma, quando ha amato davvero, resta. Resta nelle parole che ci ha lasciato, nei gesti che ripetiamo senza accorgercene, nel modo in cui prepariamo un caffè o apparecchiamo una tavola.
Cara mamma, grazie per essere ancora qui. Grazie per tutto quello che hai fatto per noi. Grazie per essere stata, e per essere ancora, la nostra casa.
Ti vogliamo bene,
Amalia
P.S. Oggi l’Economia con Amalia è in “versione speciale”, ma da settimana prossima, torniamo ad occuparci di economia. E da settimana prossima riceverete la Newsletter da un nuovo sistema di invio. Quindi, se doveste non ricevere le notizie domenicali, cercate nella posta indesiderata o mandatemi un e-mail. Un abbraccio, Amalia

















