Una tavola rotonda organizzata da Ticino Welcome avente come tema “Enogastronomia: la carta su cui puntare”, nella fattispecie sul territorio di Lugano e dintorni. “Lugano” è un marchio di sciuro richiamo, vuoi per un passato glorioso e anche per la bellezza del suo territorio come anche l’ubicazione geografica. Alcuni dubbi trapelano sui servizi proposti sia al tema della cultura dell’accoglienza. Tema in discussione da anni e anni, dove alla fine si conviene tutti che bisogna fare molto di più. Per trattare questo tema sei relatori super qualificati: l’avv. Rupen Nacaroglu, pres. Lugano Region e Società dei commercianti di Lugano; Claudio Chiapparino, direttore eventi e congressi città di Lugano; Dany Stauffacher, CEO e Founder di Sapori Ticino; Michael Gibbert, professore facoltà di comunicazione dell’USI; Sara Rosso, CEO & Presidente di Planhotel Group e Sergio Pezzati, fiduciario e attivo nella ristorazione. La tavola rotonda è stata moderata da Enrico Carpani, già vicedirettore della RSI.
Dopo un giro di opinioni con osservazioni generali si è entrato nella materia stessa e non poche sono state le provocazioni da parte dei relatori che rappresentano entità private attive in organizzazioni di eventi di alto livello, grazie alle quali il nome Lugano viene veicolato in Europa e nel mondo intero. Diverso l’approccio istituzionale di chi rappresenta enti turistici, la città gli eventi da loro organizzati, tesi più che altro a portare gente, ma a volte poco protesi alle necessità del mondo privato e per l’occasione del mondo enogastronomico. Poco velata l’accusa a loro rivolta di organizzare eventi fuori dal centro città, mettendo a repentaglio gli affari dei ristoratori, che occupano personale e si vedo costretti di far di conto e magari iniziare a pensare a qualche licenziamento. Già, a detta del rappresentante dei ristoratori vi è la difficoltà di reperire personale qualificato, di rendere attrattiva la professione ed è anche vero, a detto dello stesso relatore, che il settore deve muoversi meglio proprio nel campo dell’accoglienza. E’ stato detto che i barometro del turismo viene misurato nei numeri di pernottamenti, che portano soldi e gente che poi, e qui Dany Stauffacher non cede di un passo, il 35% del fatturato dei turisti va a finire nel consumo enogastronomico e che le persone mangiano tre volte al giorno. Per attirare più gente a Lugano servono anche strutture ricettive moderne con aumento di numeri di camere, ma, e qui è arrivata l’ennesima provocazione, questa volta da parte del moderatore, sul lungo lago di Lugano invece di costruire alberghi come capita in ogni parte del mondo, si costruiscono case per anziani, con tutto il rispetto della struttura stessa. Il professore in comunicazione ha abbozzato un altro tema, affermando che Lugano, ma come tutto il Ticino sembra essere un territorio di caccia, dove il miglior cacciatore prende la preda e se la tiene. Questa fotografia per far comprendere come non vi sia una visione globale e una comunicazione che vada per tutti nella stessa direzione, pur comprendendo le difficoltà concettive tra il privato e il pubblico. Ma molte altre le provocazioni, o chiamiamole suggestioni che sono arrivate anche dalla sala: per la cultura si spendono milioni e milioni, quando molto meno viene speso, se non nulla, a favore della enogastronomia, in questo caso il maestro dell’evento Sapori Ticino ha affermato che da parte sua non si intrattengono discussioni con la città da almeno 7 anni, quando il suo evento genera indotto milionario a favore degli operatori locali e porta in giro per il mondo l’eccellenza del nome Lugano. Non sono mancati anche i riferimenti, sempre dalla sala, sulla situazione di Como, dove sembra non sanno più dove ospitare la miriade di turisti che scendono in città. Vuoi la fortuna di avere l’attore Cloney che aveva acquistato una villa sul lago di Como, vuoi altri eventi, come set cinematografici importanti che veicolano Como nel mondo e via dicendo. Loro poi prendono “la palla” al balzo e ne fanno una comunicazione globale tanto che ad oggi Como è un “Brand” e non più solo una cittadina sul lago.
Tanti altri spunti messi sul tavolo che hanno permesso di capire come il tema è di estrema attualità ed importante trovare soluzioni comuni, concertate e visioni a medio-lungo termine.
Una Tavola rotonda interessante, dove a differenza di altre, i temi sono stati affrontati, chi doveva dire qualcosa lo ha detto, e dove a fine serata la volontà di trovare dei punti di incontro il tutto a favore della città e della propria economia. Interessante e complimenti a Ticino Welcome che organizza queste discussioni non ovattate ma concrete.


















