Esiste ancora un giornalismo vero e libero da condizionamenti? A questa domanda pochi rispondono proprio perché non possono rispondere. L’informazione è pilotata dall’economia, dalla politica e da personaggi che mancano di trasparenza. Ogni giornale deve identificasi come linea editoriale, deve indicare ai lettori la provenienza e il sostegno da parte di chi. Nascondersi dietro ad una frase tipo “Giornale apolitico ed indipendente” è, permettetemi il termine ipocrisia che rasenta dichiarazione per lo meno non veritiera. Ogni giorno assistiamo a notizie “pilotate”, tanto per fare giornalismo, e in particolare per gli organi che sono il megafono di una appartenenza politica, e per procacciare benefici personali ed ideologici. Affermare che le paghe in Ticino sono basse solo perché vi sono 80 mila frontalieri è falso. Le paghe in Ticino sono basse per una serie di condizioni particolari, tra cui anche i molti frontalieri presenti, ma perché la classe imprenditoriale gioca sul cambio euro/franco per proporre stipendi più bassi, facendo così lievitare verso il basso gli stipendi dei residenti. Un gioco al massacro, a cui l’imprenditoria non riesce che cogliere solo il guadagno di oggi, senza preoccuparsi del domani, che anche per loro potrebbe avere effetto boomerang.
Altri quotidiani che non sparano certamente contro i loro grandi sponsor, giornalisti stipendiati dai gruppi che non sono liberi di dire il loro pensiero. Ogni volta che qualche opinionista, o presunto tale, abbozza la sua idea, dobbiamo analizzare se sia la sua idea oppure l’idea ammorbidita per non generare malumore verso i finanziatori in genere.
Fare giornalismo affermando che solo i frontalieri posteggiano in Ticino in divieto di sosta è fomentare una quasi forma di razzismo verso nostri fratelli: ma suvvia anche noi Ticinesi non siamo certo l’esempio di rettitudine sulle nostre strade.
Tutto questo per dire che ogni notizia, in particolare opinione, va analizzata, va contestualizzata e va capito se è un’opinione di come vuole che venga fatta la direzione del giornale, con pressione degli sponsor o gruppi di potere, oppure se è opinione vera.
Abbiamo l’impressione che la maggior parte delle opinioni sono dettate da propri interessi o dal compiacersi con i propri finanziatori. Esiste dunque ancora un giornalismo vero e libero da condizionamenti?
Lo si deve per i lettori che non meritano di essere presi in giro!
(ETC/rb)















