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Le ultime news di ETiCinforma.ch

  • Una chicca ¦ Il San Domenico di New York ventuno anni dopoSD26 a New York Restaurant, di Rocco Lettieri

    RBoss
    Ott 15, 2025
    #fatotreetc, eticinforma.ch, intervista sui vini, new york, rocco lettieri, san domenico, tony may
    0

    Il San Domenico di New York ventuno anni dopo
    SD26 a New York Restaurant

    Il 9 settembre 2009 (Nine, Nine, Nine!) sarà inaugurato a New York il nuovo Ristorante SD26, una realizzazione che, per le sue straordinarie caratteristiche, il concept, il design e l’eccellenza della cucina, costituirà l’evento clou
    dell’autunno- inverno newyorkese.

    Dal 1988, per 20 anni, il San Domenico di New York ha rappresentato il punto di riferimento per la moderna cucina italiana in America. Seguendo la strada già tracciata in precedenza dal Palio (1986), il nostro lavoro si è ispirato alla cucina e all’accoglienza che ha sempre contraddistinto le famiglie aristocratiche italiane.

    Un cibo al tempo stesso semplice, ricco di sapore, leggero e, pur nella sua moderna interpretazione, profondamente italiano. A corollario, una Carta dei Vini di ben 750 etichette che ben hanno rappresentato i passi da gigante che hanno saputo fare negli ultimi anni i produttori italiani. Insomma, una gioiosa riscoperta dell’alta ristorazione italiana che si è protratta per 23 anni, tutto questo continuerà nel nostro nuovo ristorante, dalla prestigiosa collocazione in Central Park South ci trasferiamo di fronte ad un altro parco: il Madison Square Park.

    Il nuovo San Domenico New York si chiamerà SD26

    Il logo del nuovo SD26 rappresenta un riposizionamento dell’immagine del ristorante: Giovane, Contemporaneo, Amichevole. La parola Sandomenico scritta nel logo reitererà la continuità. Il nuovo SD26 sarà un’interpretazione americana del cibo, del vino e del modo di vivere italiano/mediterraneo. La filosofia del nuovo SD26 sarà prima di tutto semplicità strettamente connessa ad una cucina che tiene conto delle attuali esigenze nutrizionali ed il desiderio del consumatore di abbandonare il consolidato modo di godere dell’esperienza del ristorante. Il RISTORANTE, oggi, è intrattenimento, un’AMBIENTAZIONE quasi teatrale; il CIBO dev’essere divertente, il SERVIZIO non invadente ed efficiente e di una QUALITÁ che soddisfa le aspettative del cliente, con un PREZZO che sia perfettamente connesso al valore di ciò che viene servito.
    L’intera esperienza deve essere indimenticabile.

    Il Design

    L’approccio progettuale dello studio Massimo Vignelli, caratterizzato da vibranti colori mediterranei, trasmetterà un’immediata sensazione di energia e di astrazione temporale. Il design del ristorante risponderà al desiderio di cambiamento manifestato da una nuova generazione di consumatori. Il nuovo SD26 sarà caratterizzato da una grande cucina a vista con all’interno il “tavolo dello chef” da una parte, e una vera e propria “charcuterie” dall’altra. In una cella frigorifera di cristallo faranno bella mostra di sé prosciutti e formaggi artigianali e altre preziose delicatezze. E poi una boutique con prodotti gastronomici di altissimo livello. Il “Bar”, ampio ed elegante, e la “Lounge” saranno un luogo dove si potrà bere, mangiare e socializzare. Infine il “Wine Bar” con grande vetrata panoramica affacciata sul Madison Square Park, con servizio dei vini realizzato tramite i più moderni dispenser Enomatic. La “Lounge” sarà caratterizzata da tavoli neri e puff rossi. Il tutto che si distende sopra un pavimento di legno nero importato dall’Italia. La sala da pranzo avrà 130 posti e il tutto sarà avvolto da una luce soffusa che si rifletterà in specchi e trame di foglie dorate che daranno all’ambiente un tocco festoso e rilassato. Tramite la scala e l’ascensore si potrà accedere alla “Wine Room” della cantina, situata al piano inferiore oppure alle sale private situate al piano superiore che

    La Cucina

    La cucina italiana si è evoluta, sta crescendo ed è pronta per un definitivo balzo in avanti che la faccia passare da un insieme frammentato di cucine regionali ad una cucina semplicemente riconosciuta come.. italiana! Il nuovo San Domenico offrirà una gamma di piatti provenienti da tutti i territori italiani e mediterranei sfruttando la diversità e la generosità di una cucina orientata al prodotto. L’offerta dei cibi spazierà dalle piccole porzioni servite al bar, che sarà aperto per 12 ore al giorno, al menù completo servito ai tavoli della sala da pranzo. Ed anche il lunch al SD26 sarà un pasto speciale. Oltre ai “Menu a la Carte” sarà possibile optare anche per un Pasto Antisonnolenza. Gli ingredienti ed il menù sono stati studiati ed assemblati da un team di nutrizionisti dell’Università di Milano il cui primo obiettivo è stato quello di rifondere energia al cliente per il suo pomeriggio di lavoro in ufficio senza sacrificare o compromettere il gusto e la piacevolezza degli alimenti. Il nuovo SD26 sarà caratterizzato da un modello nutrizionale mediterraneo a base di carboidrati, olio di oliva e vini: la triade vincente! In più verdura e frutta provenienti da piccoli produttori, carni e pollame allevati a terra e nutriti con mangimi biologici. Ogni piatto del menù avrà tra i suoi componenti un ingrediente che il cliente potrà anche acquistare in loco o tramite il sito Internet del ristornate.

    I Vini

    La Carta dei vini includerà una distinta maggioranza di vini italiani, ma ci sarà anche una ottima rappresentanza del meglio della produzione americana e francese, oltre ad un buon assortimento dei vini di tutto il mondo, inclusi spagnoli, australiani, cileni, sudafricani ecc. ecc. Un’ampia selezione di vini che spaziano dalle etichette più celebrate a piccoli grandi produttori sarà offerta al bicchiere sia al Barche al Wine Bar. La Carta dei Vini del Ristorante offrirà una gamma di oltre 600 etichette che saranno proposte dai nostri sommelier, sempre pronti a dare consigli ed aiutare i clienti nella scelta del vino da accompagnare alloro pasto. Al SD26 anche la degustazione del vino sarà un’esperienza da ricordare e di cui parlarne.

    SD26, San Domenico
    Madison Square Park
    19 East 26th Street
    New York, NV 10010
    Tel: +1. 212.265.5959
    SD26NY@SD26NY.COM
    www.sd26ny.com

    Intervista a Tony May a cura di Rocco Lettieri

    D) Tony, 20 anni fa ci siamo conosciuti al San Domenico di Imola poi ci siamo ritrovati a New York. Venti anni non sono tanti ma non sono pochi però tra noi è rimasta solida una bella amicizia. Si aprirà tra poco il nuovo SD26 di New York. Cosa mi puoi raccontare di questa tua bella esperienza ventennale creata pure con la collaborazione di Gian Luigi Morini e Valentino Marcattillii.

    R) Diciamo che quando ci siamo conosciuti 20 anni fa, avevamo un sogno, un’idea, che poi si è concretizzata. Volevamo insieme creare un ristorante italiano che potesse mostrare i gusti dei prodotti e la vera qualità non in un ristorante di lusso ma certamente di altissimo livello e ci siamo riusciti perché le basi sono state applicate alla lettera come al San Domenico di Imola. Gli uomini erano davvero tutti validi, da Valentino a Natale, da Gian Luigi a Paul Bartolotta, senza dimenticare i tuoi utili consigli per avere un pane tipico italiano in terra americana. Lo chef Valentino è stato un vero motore che ha trainato tutti e ci ha dato forti stimoli e ispirazione per continuare per 19 anni ancora. Il tempo vola, le cose cambiano, la proprietà dello stabile ci ha aumentato l’affitto sino alla decisione di lasciare per un nuovo San Domenico anche perché si sentiva la necessità di rinnovare l’immagine, trovare un luogo più adatto se non migliore, dove ci fosse anche più movimento di gioventù. Sentivamo la necessità di dare un’immagine più contemporanea ai nostri giorni. Volevamo avvicinarci alla clientela con un modo diverso, più casual, meno elegante ma sempre decoroso, fine e discreto, un modo nuovo insomma di proporre la cucina in un’atmosfera più contemporanea.

    D) Forse anche perché i tempi sono cambiati e le conoscenze sono più reali?

    R) Direi che noi abbiamo dato tanto agli Stati Uniti e nonostante ciò c’è ancora tanta poca conoscenza dei nostri prodotti e gli americani sanno che l’Italia ha un patrimonio infinito di prodotti che a volte neanche arrivano in USA. La nostra forza è stata la nostra grande credibilità con una clientela che si lasciava suggerire tutto. Abbiamo cercato di riproporre fedelmente i gusti e i sapori dell’Italia a scapito, a volte, di una clientela che non capiva a pieno i nostri sforzi. Quello che noi abbiamo proposto è sempre stata la qualità assoluta, senza compromessi, l’unico modo onesto per fare capire la vera cucina dell’Italia.

    D) Tony di certo in questi 20 anni sono aumentate le tue conoscenze sui prodotti italiani e poi mi dovrai raccontare qualcosa sulla scuola di cucina in Piemonte.

    R) Innanzitutto io mi sento sempre studente quando si tratta di imparare qualcosa sui prodotti italiani. Tutti i miei viaggi sono esperienze di vita e ogni volta accumulo in me l’evoluzione che subiscono anche gli prodotti. Per quanto riguarda la scuola abbiamo dato la possibilità a studenti americani di conoscere i nostri prodotti dall’aceto balsamico tradizionale al prosciutto crudo di Parma e di San Daniele, dal parmigiano reggiano alle robiole, e poi la differenza degli oli regionali italiani, i vari tipi di riso, la diversità dei pomodori e delle melanzane e dei carciofi, ecc. Gli studenti quando vanno via per fine corso, hanno sempre le lacrime agli occhi.

    D) Un’ultima cosa: il pane? Hai sempre in te quello spirito pionieristico che ci ha spinti a trovarci per meglio panificare a New York?

    R) Indubbiamente. Il pane è una cosa essenziale per noi. Non possiamo sederci a tavola senza avere un cestino con sei, sette tipologie diverse di pani regionali d’Italia. Tu, debbo dire, hai avuto un ruolo importante, prima a Imola e poi di conseguenza qui da noi. L’americano mangia il pane in cassetta che trova al supermercato, scialbo, senza sapore, senza gusto. Quando vengono da noi svuotano letteralmente i cestini prima ancora di cominciare a mangiare. I diversi tipi di grissini, di ciabattine, di pani diversificati alle olive, al rosmarino, all’uvetta e fichi e alle mandorle e noci manda in visibilio il gourmet americano e noi godiamo di queste attestazioni di affetto per un prodotto tipicamente italiano che viene realizzato tal quale nei nostri forni di casa.

    D) Un’ultima domanda: quando ci sarà il trasferimento nei nuovi locali?

    R) La data è stata da tempo fissata: il 9.9.09 (nine, nine, nine) una data che resterà nella storia della ristorazione americana. Speranzosi di potercela fare.

Associazione ETC

Associazione ETC: un’associazione che è editrice del proprio giornale di informazione online www.eticinforma.ch (dallo storico www.ch-ti.ch – 11.04.2006) e pure del bimestrale cartaceo ETiCinforma Paper (numero zero apparso l’11 settembre 2016), che si occupa, tra le altre attività, anche di comunicazione, relazioni pubbliche, organizzazione come promozione di eventi. Una delle nostre specializzazioni è l’attività di ufficio stampa, di PR, di agenzia fotografica (anche per eventi come matrimoni, cerimonie, ecc.). Collaboriamo con molti media.

Promuoviamo molti progetti a valenza sociale e di solidarietà sul territorio a favore dei meno favoriti. EUREKA per il tuo benessere e RiGnam sensibilizzazione contro lo spreco alimentare.  Ogni due anni Incontro Gastronomico “Al nos mangee…” per valorizzare la Spampezia. IPSI è un progetto dopo Covid che tende a sostenere i piccoli commerci, artisti ed artigiani. Anche il Patrocinio in questioni dedicate ai consumatori a favore degli stessi e non solo è un tema di enorme interesse da parte di ETC. Per le vostre questioni e rivendicazioni, noi di ETC vi patrociniamo.

Prendiamo molto seriamente la tutela dei vostri dati personali e confidenziali, se richiesto ne tuteliamo la vostra privacy

 

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ROBERTO BOSIA
Presidente Associazione ETC e Direttore ETiCinforma.ch
E-mail: associazione.etc@gmail.com
Cellulare: +41 79 484 98 51
Associazione ETC editore
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