Analizzare il momento specifico è molto difficile e complesso. Di sicuro il mondo in questi ultimi anni è molto cambiato e i vari politici, arroganti e narcisisti, si sentono oggi autorizzati ad agire come vogliono, senza neppure valutare le conseguenze. Che il mondo occidentale sia alla canna del gas è appurato, ma dalle nostre attitudini non avremmo mai pensato si arrivasse a questi minimi storici. Ci troviamo con un mondo occidentale capitanato da Trump, che onestamente riteniamo sia un pericolo vivente, in quanto nessuna logica gli appartiene ed è motivato unicamente da sete di potere ed egocentrismo. Ma non è il solo, è in ottima compagnia, basti pensare ad Israele, all’Ucraina, a tanti paesi arabi e africani, e il cerchio si chiude. Un capitolo a se merita Putin, dittatore assoluto e padrone da un ventennio della scena politica. Lui ha invaso l’Ucraina, lui elimina i suoi nemici in casa, lui comanda in maniera totalitaria e forse meglio così, altrimenti la Russia sarebbe una forza libera senza direzione, per cui più ancora pericolosa. Poi arriviamo al presidente Zelensky, che chiaramente vuole la guerra, insiste nel non accettare alcuna apertura verso la pace e porta il suo popolo alla disfatta. L’Europa che dall’inizio dell’attacco russo ha preso le difese per Ucraina, paese invaso ma che a suo tempo non esente da colpe, visto che anche loro anni fa hanno annesso al loro territorio zone russe. Un’Europa che senza una pensiero o una linea direttiva ha regalato miliardi di Euro a Zelesky, sapendo che la guerra non la vincerebbe mai. E noi Svizzeri dietro l’Europa a scimiottarli e elargire miliardi all’Ucraina, sanzionando la Russia, perdendo dunque la faccia e lo statuto di nazione neutrale. Poi vi è Hamas che replica colpo su colpo ad Israele e nessuno dei due contendenti vuole la pace. Diciamolo a bocca aperta: la terza guerra non è solo una parola, ma in questo mondo potrebbe essere un qualcosa di concreto e molto più vicino di quel che crediamo. La Svizzera poi gioca un ruolo strano; prima sanziona la Russia e poi si propone come territorio sopra alle parti per ospitare gli attori della guerra per una discussione di pace.
I nostri problemi interni rendono la popolazione più fragile e con autorità che non riescono a prendere soluzioni vere, anche noi siamo allo sbando.
Alla fine di tutte queste osservazioni vi è da pensare che la 3 guerra mondiale sia solo una questione di tempo, ma con uno spirito un pochettino pessimista, l’impressione è che la 3 guerra mondiale è dietro l’angolo.
Siamo altresì certi, almeno lo speriamo, che una 3 guerra mondiale non giovi a nessuno, per cui con ogni probabiità ci si avvicinerà a questa 3guerra mondiale, ma al momento buona vi sarà l’integrazione e la stessa verrâ lasciata stare, perché in caso di un conflitto mondiale, le persone non saranno messe alla gogna. Almeno lo speriamo.
(ETC nedia press)

















