Inizia la scuola e oggi si sono visti in città e paesi la miriade di mamme e bambini avviarsi verso le varie scuole del Cantone, di ogni ordine e genere. Una scuola che in Ticino è messa sempre alla gogna, con ragione e con torto. Genitori che pensano che la scuola sia la compensazione anche del lavoro di genitore, grave errore e maestri che pensano di essere i “mammasantissimi” di un’istruzione che non sempre possiamo affermare sia l’eccellenza. Di fatto la scuola comporta un momento della vita dei nostri giovani importantissimo, dove vengono forgiate le qualità e le capacità degli stessi in ottica professionale futura. Purtroppo la politica rallenta i tempi di una ristrutturazione vera e reale, tanto che i partiti si gettano il “boccino”, con il risultato di non decidere mai e lasciare la scuola Ticinesi in una situazione particolare, dove possiamo anche capire un certo scoramento degli insegnanti e anche degli allievi.
La famiglia deve capire che la scuola non sostituisce il lavoro dei genitori, ma scuola e genitori devono interagire per il bene ultimo del giovane.
Se vogliamo provocare, facciamo un calcolo semplice: 55’000 allievi diviso 7000 maestri, risulta che un maestro ha una classe di 8 allievi. Vi sono certamente maestri a metà tempo, e via dicendo, ma siamo certi che 7000 insegnanti sono eccessivi e troppi e non sono garanzia di qualità (i dati lo dimostrano).
Di fatto da oggi un reggimento di insegnanti e allievi si riverseranno sulle strade ad ogni ora del giorno agli automobilisti la giusta prudenza per evitare incidenti inutili.
Buona scuola a tutti, nella speranza che si possa a breve termine vedere cambiamenti strutturali e eccellere l’insegnamento in Ticino; il materiale umano esiste, basta solo coinvolgerlo, stimolarlo e metterli in condizioni di poter lavorare ed il gioco è fatto!

















