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Ven
OSA! Organico scena artistica 19° Festival La donna crea/ 17° Rassegna internazionale Voci Audaci 6 marzo -19 luglio 2020 @ Locarnese
Mar 6–Lug 19 giorno intero

OSA! Organico scena artistica
19° Festival La donna crea/ 17° Rassegna internazionale Voci Audaci
6 marzo -19 luglio 2020
Gambarogno, Locarno, Losone, Muralto, Tenero
Immaginazione donna

Venerdì 6 marzo 2020 OSA! Organico scena artistica festeggia nel suo modo consueto la giornata delle donne, con l’apertura della stagione di primavera che si compone della 19° edizione del festival dell’arte al femminile La donna crea, direzione artistica Santuzza Oberholzer, e della 17° edizione della rassegna internazionale Voci audaci, diretto da Oskar Boldre.
OSA! ospita eventi di teatro, teatro-ragazzi, musica e seminari di canto nei numerosi luoghi culturali del Locarnese, toccati dalla manifestazione. Ben 5 spettacoli sono ad entrata libera, permettendo così una partecipazione popolare, grazie anche alle reti e collaborazioni con Comuni, Associazioni e operatori culturali del territorio, che ogni anno si rinnovano.

INCONTRI alla Biblioteca Cantonale di Locarno: Immaginazione donna è il tema conduttore de La donna crea, e anche al centro del dibattito del primo incontro con la food designer Agnese Z’graggen e la clownessa Gardi Hutter, che dialogheranno con la giornalista Patricia Barbetti sulla loro idea di immaginazione (6 marzo, ore 18.00).
Si rinnova la collaborazione iniziata nella scorsa edizione con “L’immagine e la parola”, nell’incontro Corpo celeste, dedicato all’opera della scrittrice napoletana Anna Maria Ortese, che ha ispirato la formazione dell’immaginario della regista Alice Rohrwacher, presente all’incontro insieme alla studiosa e poetessa Antonella Anedda e all’attrice Tatiana Lepore (29 marzo, ore 16.00).
TEATRO: L’8 marzo spazio al teatro giovane a Cambusateatro con la doppia proposta Rivelare il nascosto: spettacolo in due capitoli nato dai lavori di fine formazione all’Accademia Teatro Dimitri, su tematiche tutte al femminile. Virginia Cassina in Unique Female Experience, period. fa una riflessione sulle mestruazioni come tabù della nostra società; e Luana Volet in Souvenir du futur sulla capacità di resistenza delle donne. Le proposte di teatro continuano con Cunti di casa di Egidia Bruno all’Oratorio di Tenero, che raccontando come si faceva la passata di pomodoro, racconta anche di riti e legami delle piccole comunità del Sud Italia (14 marzo, ore 20.30).
Anche in Anime e sassi del Teatro dei Fauni ritroviamo legami e storie tramandate oralmente, ma nelle valli a Sud delle Alpi. Un percorso teatrale nel borgo di Piazzogna, Gambarogno, in cui si alternano vita quotidiana, antiche leggende e musica popolare dal vivo (26 aprile ore 16.00).
TEATRO RAGAZZI: Tre gli spettacoli di teatro ragazzi per celebrare insieme la festa del papà, dedicati ai mitici Fratelli Grimm. A Losone come di consueto, tutti sotto la Tenda Bianca con Nicole &Martin che nel loro modo circense e divertente ci propongono due fiabe Hansel & Gretel e Gian-di-Ferro (18 marzo-19 marzo) e alla Sala Congressi di Muralto una versione antica della Gatta Cenerentola della Compagnia Oltreilponte, con pupazzi di grande formato e attori (22 marzo, ore 17.00).
MUSICA: In aprile iniziano gli appuntamenti di musica di Voci Audaci con due gruppi di nuova musica d’ispirazione folk, provenienti dalla Francia dalla forte presenza femminile, che propongono sonorità molto differenti, interessante il confronto (in collaborazione con Locarno Folk). Alla Sala Congressi di Muralto Barba Loutig, un quartetto di cantanti e percussioniste indiavolate dalla Bretagna, che partendo dalle tradizioni canore popolari della loro terra, hanno ampliato il repertorio in dialogo con altre culture (4 aprile, ore 20.30). All’Osteria la fabbrica di Losone, Lolomis: trance balcanica ispirata al personaggio dei fumetti Red Sonja (9 maggio, ore 20.30).
7 WORKSHOP DI CANTO 4 giorni di intense proposte per tutti i gusti, per chi vuole approfondire e sperimentarsi nel canto, nell’improvvisazione e nella musica corporale e anche per chi vuole semplicemente divertirsi.
Molte le novità di questa edizione: oltre ai sempre seguitissimi corsi di canto improvvisato con Oskar Boldre e canti e improvvisazioni dall’Africa con Anita Daulne, nuove proposte sono quelle dei maestri di canto difonico Ilaria Orefice & Giovanni Bortoluzzi dalla Sardegna e canto e body percussion ispirati ai ritmi del Brasile con Charles Raszl. Questi artisti si presenteranno anche in un doppio concerto e, a chiusura della stagione, vi sarà la tradizionale Circlesong, canto in cerchio guidato dai maestri dei seminari (16 -19 luglio). Info e iscrizioni: oskarboldre@tiscali.it

Fare rete, tessere collaborazioni è sempre stata la base della programmazione di OSA! che desidera contribuire a diffondere le incredibili risorse culturali presenti sul territorio, accostando artisti locali a prestigiose presenze internazionali. Le associazioni, i Comuni, le biblioteche, le sale si connettono e collaborano in un programma comune proposto dai direttori artistici Santuzza Oberholzer per il teatro e Oskar Boldre, anche direttore del coro Goccia di voci, per la musica. Questo tessuto porta anche a mescolare pubblici con interessi diversi e a creare, in modo naturale, quella mediazione culturale tanto necessaria. Nel nostro lungo cammino abbiamo rinnovato anno dopo anno, diverse proficue collaborazioni con alcuni partner ormai consolidati e continuiamo a stringere nuovi legami da un’edizione all’altra.

OSA! info e prenotazioni: telefono 076 280 96 90 / e-mail: ticket@organicoscenaartistica.ch
tutto il programma scaricabile da: www.organicoscenaartistica.ch

Mar
7
Sab
Esposizione-evento “immaginatura – dipinti di Eric Alibert”, Castelgrande – Sala Arsenale, 7 marzo – 21 giugno 2020 @ Bellinzona
Mar 7–Giu 21 giorno intero

Per festeggiare i suoi 60 anni in Ticino Pro Natura ha deciso di unire arte, scienza e natura attraverso un’esposizione temporanea nella magnifica cornice del Castelgrande ed un vasto programma di eventi su tutto il territorio cantonale.

“immaginatura” è un’esposizione artistico-didattica, che nasce dal desiderio dell’associazione Pro Natura di meravigliare il pubblico grazie al connubio tra arte-scienza-natura. Questa esposizione temporanea, che animerà la Sala Arsenale dal 7 marzo al 21 giugno 2020, è stata possibile grazie alla stretta collaborazione di Pro Natura con la Città di Bellinzona e l’Organizzazione Turistica Regionale Bellinzonese e Alto Ticino.

Città e OTR sono particolarmente felici di accogliere questa importante mostra negli spazi espositivi dei Castelli, sicuri dell’interesse turistico sia locale, sia nazionale, ma anche internazionale. Esposizione che, assieme al programma annuale di mostre ed eventi organizzati ai Castelli, formano un calendario ricco di eventi e di momenti culturali ed artistici tutti da scoprire.

Le informazioni sul programma completo 2020, anno che segna anche i 20 anni di entrata dei Castelli di Bellinzona e la murata e cinta muraria del borgo medievale di Bellinzona nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO, si possono consultare sul sito internet: www.bellinzonese-altoticino.ch/castles

Pro Natura, la più antica associazione per la protezione della natura in Svizzera, è da 60 anni presente anche in Ticino. Per festeggiare il proprio giubileo ha deciso di implementare un’esposizione accompagnata da un ricco programma di eventi dedicato a grandi e piccoli dove ognuno può trovare un’attività adatta alla propria età e curiosità. La mostra è invece un invito a meravigliarsi della bellezza e fragilità della natura. Il visitatore viene invitato a seguire un breve e semplice percorso in cui si alternano lo sguardo scientifico e quello artistico e in cui sempre si colgono la forza e il soffio vitale della Natura.

La prima sala è interamente dedicata ai bambini: le varie attività didattiche e i cartelloni informativi sono un omaggio al grande mondo dei piccoli insetti e alla campagna di Pro Natura “Insieme contro la scomparsa degli insetti”. Tutta la didattica della mostra è tradotta in 4 lingue (IT, DE, FR, EN).

La seconda sala illustra una parte del lavoro di Pro Natura visto con gli occhi di Eric Alibert. All’artista è stato chiesto di dipingere alcune aree naturali che stanno particolarmente a cuore a Pro Natura. Si

Pro Natura Ticino CP 2317, Viale Stazione 10, 6501 Bellinzona

Für mehr Natur – überall! Telefono 091 835 57 67, Fax 091 835 57 66

Agir pour la nature, partout! pronatura-ti@pronatura.ch, www.pronatura-ti.ch Agire per la natura, ovunque! CCP 65-787107-0

tratta di cinque riserve naturali: ogni riserva è accompagnata da alcuni insetti che la caratterizzano. Gli stessi sono osservabili anche al microscopio.

La terza e ultima sala conduce il visitatore nell’universo di Eric Alibert: si incontrano splendidi animali inseriti in paesaggi mozzafiato e si è pervasi da sensazioni che non necessitano di guide né di spiegazioni. L’intento è di risvegliare l’immaginazione e liberare le emozioni capaci di smuovere gli animi, favorendo l’introspezione per poi permetterci di osservare il mondo esterno con una rinnovata consapevolezza. Quelle stesse emozioni che, suscitate dalla bellezza e dalla fragilità della vita, guidano il lavoro di Pro Natura Ticino da ben 60 anni.

In concomitanza con l’esposizione e l’anno del giubileo Pro Natura lancia due concorsi sensazionali. Uno per i più grandi, coinvolgendo la popolazione a favore degli insetti e per una maggiore biodiversità. Informazioni e indicazioni sul sito internet di Pro Natura. L’altro concorso à dedicato ai più piccini, tutte le indicazioni per il concorso si trovano all’interno della mostra.

Spazi esterni: Animatura per le classi scolastiche

Esplorare con una lente d’ingrandimento la vita nascosta di un prato fiorito, imitare una rana saltellando e un rospo camminando oppure mascherarsi da formica per difendere gli afidi delle piante dalle coccinelle affamate. Il programma di Animatura è tanto diversificato quanto lo può essere la natura stessa e si basa su quattro elementi chiave: «scoprire», «osservare», «riflettere» e «muoversi». Degli animatori competenti e formati su temi specifici accompagnano le classi scolastiche (max. 25 bambini) in natura e propongono delle attività all’aperto che permettono di completare le conoscenze teoriche su animali, piante e ambienti naturali acquisite in classe. Durante il periodo dell’esposizione – solo su riservazione – esiste la possibilità di svolgere un’Animatura (in lingua italiana) nella corte esterna di Castelgrande.

Un animatore di Pro Natura accompagnerà le classi per un paio d’ore alla scoperta di tante curiosità sul mondo delle api selvatiche o dei prati fioriti. Le Animatura saranno effettuate da aprile a giugno (nei giorni martedì e giovedì).

Altre Animatura sono possibili, in collaborazione con il Museo cantonale di storia naturale, presso l’aula sull’acqua di Muzzano sul tema degli insetti acquatici.

Più natura in città!

Oltre all’esposizione e agli eventi previsti per l’anno del 60° Pro Natura ha elaborato e creato un’installazione esterna, visitabile da metà marzo, per promuovere la biodiversità in ambiente urbano. Sulla corte esterna del Castello, lato nord, saranno allestiti particolari ambienti per favorire la natura in città: un prato fiorito, delle casette nido per api selvatiche, delle cataste di legna. Queste piccole azioni favoriranno la biodiversità e permetteranno lo svolgimento delle Animatura con le scuole da marzo a giugno.

Mag
11
Lun
Otto incontri online per parlare di come l’alimentazione influenza il cervello (11 maggio – 4 giugno 2020 online) @ online
Mag 11–Giu 4 giorno intero

BRAINCIRCLE presenta PILLOLE PER LA MENTE
Otto incontri online per parlare di come l’alimentazione influenza il cervello
Dall’11 maggio al 4 giugno ogni lunedì e giovedì alle 18.30

Live su braincirclelugano.ch e brainforum.it

https://www.facebook.com/brainforum/
e in differita su https://www.youtube.com/user/BrainForum

La serie si inaugurerà lunedì 11 maggio alle 18.30, con Telmo Pievani, uno dei più prestigiosi evoluzionisti a livello internazionale, che racconterà le ultime novità circa l’evoluzione del rapporto con il cibo nel genere Homo, dal ruolo della carne, alla cottura, ai tuberi, alla selezione delle piante già in Neanderthal, smentendo la bufala della “paleodieta”

Giovedì 14 maggio, Claudio Franceschi, immunologo, professore emerito all’Università di Bologna, racconterà i segreti per invecchiare in buona salute grazie alla dieta. Il prof. Franceschi è una autorità indiscussa per i suoi studi sui centenari e sui rapporti tra dieta e sistema immunitario.

Il nostro corpo ha due cervelli: quello più noto, dentro la scatola cranica, e l’intestino, che contiene circa 100 milioni di neuroni, in stretta correlazione con i neuroni cerebrali. È uno dei motivi per i quali stress, paura, emozioni hanno una immediata ripercussione sul sistema digestivo. Nell’intestino vivono miliardi di miliardi di batteri – se ne contano circa 35.000 specie diverse – che costituiscono il microbiota, oggi al centro dell’attenzione anche dei neuroscienziati per le ripercussioni che la flora microbica ha sull’attività e il benessere del cervello. La dieta è un elemento fondamentale per bilanciare il microbiota. Ne parlerà lunedì 18 maggio Florian Bihl, docente di gastroenterologia presso l’Università di Ginevra.

Come sviluppa il cervello la propensione verso un cibo piuttosto che un altro? Da che cosa dipende la preferenza per il dolce o il salato, il rifiuto della carne o del pesce, la scelta di essere vegetariani o vegani? E le disfunzioni alimentari, il rifiuto di nutrirsi nell’anoressia o la bulimia, come sono condizionate dal cervello? Raffella Rumiati, professoressa di neuroscienze cognitive al Sissa di Trieste illustrerà nel suo incontro questi temi di grande interesse per tutti. Giovedì 21 maggio, sempre alle 18.30.

Adrian Raine, psichiatra e criminologo, professore alla University of Pennsylvania, è uno dei massimi esperti al mondo del rapporto tra fattori genetici, ambientali, biologici nello sviluppo della personalità criminale. Nel suo intervento, lunedì 25 maggio, affronterà il tema attualissimo di come una alimentazione scorretta durante la gravidanza e le prime fasi della vita può contribuire allo sviluppo di una personalità aggressiva, e di come, sempre attraverso la dieta, è possibile aiutare i bambini a contenere i comportamenti violenti.

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Si parla sempre di che cosa mangiare, ma la dieta ha anche un altro aspetto, per ora poco esplorato. Quello dei ritmi circadiani, legati al ritmo della luce e alle caratteristiche psicosomatiche individuali. Di questa tematica all’avanguardia si interessa oggi l’epigenetica, una disciplina che studia come il corredo genetico si sviluppa nel corso della vita in rapporto all’ambiente, alle abitudini, allo stress e anche all’alimentazione. Paolo Sassone- Corsi, biologo e studioso di genetica molecolare, direttore del Centro di Epigenetica e Metabolismo dell’Università della California a Irvine, spiegherà giovedì 28 maggio come gli effetti dell’alimentazione cambiano in rapporto agli orari dei pasti e non solo…

E dopo tanto cibo, parliamo della sua assenza, di digiuno, una pratica che interessa sia il corpo che la mente, con una lunga tradizione in tutte le culture del pianeta, ad esempio nei rituali connessi alla preghiera e alla meditazione. Esistono diverse pratiche del digiuno, in grado di influire non solo sulla nostra fisiologia ma anche sui nostri processi cognitivi. Ne parlerà lunedì 1 giugno Massimiliano Sassoli de Bianchi, ricercatore presso la VUB di Bruxelles e direttore del Laboratorio di Autoricerca di Base a Lugano, che oltre ai fondamenti della fisica si occupa nella sua ricerca di sviluppo del potenziale umano.

È sopravvissuto a una forma grave di Covid Enzo Soresi, primario emerito di pneumologia presso l’Ospedale di Niguarda a Milano, scrittore e cultore del benessere psicofisico attraverso l’alimentazione. Ritiene che la vittoria contro il virus l’abbia ottenuta grazie alla sua dieta, che gli ha consentito di tagliare il traguardo degli 80 anni in ottima forma. Vincere il Covid con la dieta è il tema del suo intervento che concluderà la rassegna giovedì 4 giugno.

Mag
12
Mar
Riapertura della Pinacoteca Züst, Rancate ¦ Jean Corty (1907-1946): gli anni di Mendrisio (12.05 – 11.10.2020) @ Rancate
Mag 12–Ott 11 giorno intero

Riapertura della Pinacoteca cantonale Giovanni Züst, Rancate
Jean Corty (1907-1946): gli anni di Mendrisio. Opere dalla collezione del dottor Olindo Bernasconi
CARTELLA STAMPA

Jean Corty (1907-1946): gli anni di Mendrisio
Opere dalla collezione del dottor Olindo Bernasconi

Dal 12 maggio 2020 all’11 ottobre 2020

A cura di
Mariangela Agliati Ruggia
Paolo Blendinger
Alessandra Brambilla
Giulio Foletti

Mag
16
Sab
Gilbert & George. The Locarno Exhibition, 16 maggio – 18 ottobre 2020 ¦ Museo Casa Rusca, Locarno @ Locarno
Mag 16–Ott 18 giorno intero

Gilbert & George. The Locarno Exhibition, 16 maggio – 18 ottobre 2020 ¦ Museo Casa Rusca, Locarno
A cura di Gilbert & George e Rudy Chiappini

Comunicato stampa

Il Museo Casa Rusca inaugura la nuova stagione espositiva ospitando la coppia più provocatoria dell’arte contemporanea internazionale: Gilbert & George.

Si tratta di un evento di grande importanza poiché gli artisti – sulla scena artistica da oltre cinquant’anni – hanno eccezionalmente accettato di esporre le loro opere a Locarno, dopo aver tenuto mostre nei più prestigiosi musei del mondo, dal Centre Pompidou di Parigi all’Art Museum di Shangai, dalla Tate Gallery di Londra, al MoMA di New York.

The Locarno Exhibition, progettata in stretta collaborazione con Gilbert & George, si concentrerà su cinque gruppi di opere realizzate tra il 2008 e il 2016 che vertono, come spesso accade nei loro lavori, su tematiche controverse del dibattito odierno. Una selezione di sessanta opere imponenti e dirompenti, scelte con cura appositamente per ogni spazio del Museo, caratterizzate da immagini intense e cromatismi accesi, dominate da una caleidoscopica simmetria speculare, trasformerà ogni sala in un grande affresco dalle violente cromie, dando vita ad un’esperienza affascinante e coinvolgente, che comunicherà al pubblico l’essenza del lavoro del duo artistico inglese.

L’arte di Gilbert & George

Gilbert & George sono inseparabili dal loro incontro alla Saint Martin’s School of Art, avvenuto nel 1967. Londra, con il suo melting pot di culture, religioni, correnti politiche, musicali e letterarie, è il crogiolo ideale per l’inizio della loro carriera. Il duo ottiene il plauso della critica per la leggendaria performance del 1970 The Singing Sculpture, in cui si affermano come “sculture viventi”. Uniti nella vita e nella professione, fedeli a loro stessi, indipendenti, da allora si presentano sempre insieme come un’unica entità artistica, eccentrici nello stile e nel modo di porsi (con il classico aplomb britannico che li caratterizza), immancabilmente vestiti con outfit impeccabili, convinti che le loro vite e la loro arte sono indissolubili. Amati dal pubblico, osannati da musei e gallerie, il loro atteggiamento pluralista mescola performance, scultura e grafica pop in un unicum accessibile a tutti (e non potrebbe essere diversamente, dato il leitmotiv che da sempre guida la loro pratica: “Art for All”).

Obiettivo principale del loro lavoro è produrre un’arte democratica e di forte impatto comunicativo, che sfida le convenzioni dell’élite e della società borghese e che analizza in profondità la complessità della condizione umana. Gilbert & George sono perciò interessati a riprendere esperienze di ogni tipo, un proposito che non esclude dalla rappresentazione artistica proprio nulla, neppure le cose più disturbanti o innominate per eccessivo perbenismo. Affrontando argomenti solitamente estranei alle sale museali e che possono colpire alcuni visitatori gli artisti, con il loro vissuto, per primi si sottopongono a tale minuzioso esame, mettendo in scena sé stessi, in un’ottica che vede coincidere l’artista e l’opera d’arte: “Essere sculture viventi è la nostra linfa, il nostro destino, la nostra avventura, il nostro disastro, nostra vita e nostra luce” dichiarano, indicando nel rapporto tra l’arte e la vita l’asse portante della loro poetica.

La mostra si concentra sulle tematiche più controverse e urgenti del dibattito contemporaneo, da sempre, alla base della loro ricerca: sesso, razza, religione, politica, identità all’insegna di pochi comuni denominatori: l’ironia pungente, il rifiuto delle etichette e la voglia di mettere tutto in discussione, senza necessariamente fornire risposte alle domande suscitate.

L’arte di Gilbert & George nasce da un punto di osservazione privilegiato: la loro casa-studio situata nell’East End londinese, un quartiere dove la convivenza tra diverse fasce sociali, etnie, valori e costumi permette loro di essere costantemente in contatto con i molteplici aspetti della vita quotidiana di una grande metropoli. Attraverso un’osservazione meticolosa del tessuto urbano, Gilbert & George s’impadroniscono della ricca varietà di graffiti, scritte e testi affissi abusivamente nelle strade vicino alla loro abitazione. Ne scaturisce un repertorio ricco di immagini allo stesso tempo elettrizzanti e spaventose, teatrali, austere, bizzarre, in cui i due artisti dividono la scena con titoli di giornali, avvertimenti, pubblicità erotiche, scorci urbani, iconografia religiosa, bandiere e slogan.

La selezione di opere in mostra

L’esposizione di Casa Rusca si apre con la serie UTOPIAN PICTURES (2014), caratterizzata da un proliferare di proclami e insinuazioni. Gilbert & George fissano lo spettatore mascherati e/o con delle corone. I loro corpi sono parzialmente oscurati dalla calligrafia che riproduce le iniziali del monarca Re Giorgio VI. In sovraimpressione appaiono degli avvisi che trasmettono un’atmosfera cupa di minaccia e di sfida, tra le voci dell’ordine civico e l’esortazione a ribellarsi, tra l’accettazione e la sicurezza delle regole e il volatile libero arbitrio dell’individuo. Le Utopian Pictures forse intendono suggerire che la cosiddetta “società perfetta” sia in realtà frutto della tolleranza, dal permettere e dal coesistere di dissonanza e dissenso.

Il percorso espositivo continua con le JACK FREAK PICTURES (2008), dove la bandiera britannica (nel linguaggio comune “Union Jack”) è ridotta a pattern decorativo all’interno di un mondo denso di figure specchiate e di simboli enigmatici. Ogni opera è costituita da più livelli in cui si giustappongono i corpi degli artisti in molteplici pose: distorti, smembrati, strizzati o abnormi. Il cerchio e la croce ricorrono in maniera quasi ossessiva, avviluppate con degli elementi materici (medaglie e amuleti). La serie Jack Freak è invadente, mostruosa e claustrofobica e suscita l’impressione che Gilbert & George celebrino tutto ciò che è intrinsecamente strano (tradotto dall’inglese, freak indica appunto qualcuno o qualcosa di inusuale, singolare).

Nelle SCAPEGOATING PICTURES (ossia capro espiatorio) Gilbert & George compaiono invece insistentemente in una successione di forme mascherate o come se fossero stati fatti esplodere in mille pezzi. Protagoniste delle composizioni sono le bombolette di gas esilarante all’ossido d’azoto, conosciute come hippy crack. Queste “bombe”, sinistramente onnipresenti, sembrano asserire le conseguenze del dare la colpa ad altri: la produzione costante di odio e risentimento, la determinazione ad aggredire, a schierarsi, a radicalizzarsi. Le Scapegoating Pictures raccontano la complessa coesistenza di fedi, politiche e stili di vita, in tutte le loro sfumature, dal fondamentalismo religioso al laicismo capitalista.

Si prosegue con il risultato di una collezione pluriennale di “strilli” giornalistici: le LONDON PICTURES (2011), che riportano annunci di violenza, passione, squallore e avidità. Ogni pannello allinea titolazioni accomunate da un termine forte (per esempio ACCUSED, PERVERT, HATE, KILL) accompagnate da una raffigurazione della Regina Elisabetta II, tratta da una moneta. Gran parte dell’impatto e dell’intensità della serie deriva dalla schiettezza e dall’immediatezza dei titoli di giornale e dall’accostamento sorprendente del ritratto di Sua Maestà, potente per fasto e autorità, con l’indice alfabetico dell’oltraggio, catalogato per argomento dalle London Pictures.

Sempre più ultraterreni nell’abitare i loro quadri, nella serie conclusiva BEARD PICTURES (2016) Gilbert & George sono raffigurati con il volto e il corpo di un rosso vivo, gli occhi ombreggiati e imperscrutabili, circondati da recinzioni di filo spinato, spesso dinnanzi ad uno sfondo nero che evoca il vuoto. Indossano barbe follemente esagerate, vividamente colorate di un color malva-verde-viola, congiunte in strane forme architettoniche. Oppure assumono le sembianze di personaggi fumettistici dai corpi piccoli e dalle teste enormi. Dietro di loro uno stravagante fogliame ornamentale, numeri di telefono di escort, allarmi di vigilanza consumati dalle intemperie, profili numismatici di papi, monarchi o eroi. Lo spettatore può anche vedere in quest’ultimo sviluppo il rafforzamento dell’atmosfera di chiusura che permeava le Scapegoating Pictures del 2013. È come se il loro universo visionario sia andato verso un mondo squilibrato, inquietante e paranoico che comunica attraverso l’alienazione, l’artificialità, il metallo, la luce argentata e le messinscene grottesche. Ma perché le barbe? La barba pervade la storia religiosa, culturale e sociale, dall’induismo agli hipster. Fin dagli inizi, l’arte di Gilbert & George è coincisa con questo teorema: riunire elementi semplici, diretti e normali che, combinati, ottengono una formidabile accensione dello stato d’animo.

Le allucinanti Beard Pictures sono un’intensificazione di temi e sentimenti che gli artisti testano, esplorano e ritraggono da più di cinquant’anni. Per Gilbert & George l’arte non è altro che una rielaborazione della vita e deve necessariamente avere anche una funzione educativa, indicando la strada per superare qualsiasi tabù, religioso, culturale o sociale.

La firma comune

Il loro modo di intendere l’arte si rispecchia anche nella scelta della firma comune: ciò non indica solo un rifiuto della distinzione dei ruoli, ma anche una profonda revisione dell’idea di identità e di individualità. L’essere insieme, il fatto di esistere in quanto due in un unico concetto, fanno di Gilbert & George dei precursori di tematiche che oggi vengono poste quali importanti e necessarie. Si tratta di porre in esame situazioni che riguardano la vita di coppia e la condivisione di un’esistenza al di là dei pregiudizi. Il segreto del loro grande riscontro di pubblico e, tardivamente, di critica, sta forse proprio nella “&”, quella “e” che simboleggia l’unione tra due persone, tra due creativi a generare un carisma non convenzionale.

Catalogo

La mostra è accompagnata da un catalogo interamente curato dagli artisti, corredato da illustrazioni a colori delle opere esposte, unitamente a testi di Michael Bracewell, in versione italiana o inglese.

Note biografiche

Gilbert Prousch nasce a San Martino in Badia, Italia, nel 1943. George Passmore nasce invece a Plymouth, Regno Unito, nel 1942. Sarà la St. Martin’s School of Art di Londra, dove entrambi studiano scultura, a farli incontrare nel 1967. Precursori nel scegliere il palcoscenico anticonvenzionale per il loro talento, nel 1968 si trasferiscono nel quartiere operaio di Spitalfields e si oppongono subito al conformismo della società e all’arte d’élite. Singing sculpture , la loro prima performance davanti agli studenti della scuola, risale al 1969. I due artisti si presentano come “sculture viventi”: in piedi su un tavolo, ballano e cantano “Underneath the Arches”, canzone nella quale due vagabondi descrivono il piacere di dormire all’aperto. Fin dagli esordi Gilbert & George adottano il motto “Art for All” (Arte per tutti) e, intenzionati a raggiungere un pubblico più ampio, espandono la loro arte utilizzando cartoline, disegni, video, fotografie e film considerando ciascuno di essi una “scultura”.

Il 1971 è l’anno della loro personale di esordio. Presentano pertanto le prime fotografie in bianco e nero alla Whitechapel di Londra, alla Kunstverein di Düsseldorf e allo Stedelijk Museum di Amsterdam. Il successo arriva nel 1972, quando vengono invitati alla rassegna Documenta di Kassel e il Daily Mirror li proclama “il grande, nuovo fenomeno del mondo dell’arte”. Dal 1972- 73 collaborano con prestigiose gallerie: la londinese Anthony d’Offay, la Sonnabend Gallery di New York e la Galerie Konrad Fischer di Düsseldorf. La serie Bloody life (1975) mostra l’ingresso di un nuovo elemento che si ripeterà poi sempre nelle opere successive: gli artisti compaiono soli o con personaggi della strada all’interno delle immagini. Nel 1976 si tiene la prima mostra museale negli Stati Uniti, all’Albrightknox di Buffalo. Nel 1977 smettono di mostrarsi come sculture viventi e la loro produzione di grandi composizioni fotografiche, con struttura a griglia ortogonale e i loro ritratti sempre presenti, comincia a subire dei mutamenti.

Dopo il bianco e nero e l’utilizzo del rosso, dagli anni Ottanta Gilbert & George si aprono al colore e parallelamente aumentano le dimensioni delle opere che assumono, progressivamente, l’aspetto di veri e propri mosaici in virtù della costruzione a pannelli giustapposti. Dalla serie THE 1982 PICTURES prendono forma gli assemblaggi e le sovrapposizioni che da allora accompagnano i lavori di Gilbert & George. L’emergenza legata alla diffusione dell’AIDS e la scomparsa di amici e conoscenti, fa sì che alla fine degli anni Ottanta molte delle loro opere siano segnate da un profondo senso di isolamento e disperazione.

Nel 1990 gli artisti realizzano la serie THE COSMOLOGICAL PICTURES, che viene presentata in numerosi musei europei tra 1991 e 1993. Nel 1992 espongono, presso il Museo d’arte di Aarhus, in Danimarca, la loro opera più monumentale: NEW DEMOCRATIC PICTURES (1991) . Il corpo umano diventa oggetto della ricerca artistica, non soltanto dal punto di vista della sessualità e dell’anatomia, ma anche della biologia. Un’arte che non esclude neppure gli escrementi, rappresentati in THE NAKED SHIT PICTURES (1994) o i fluidi corporali (sangue, urina, sperma) nelle FUNDAMENTAL PICTURES (1996). Nel 1997 tengono una retrospettiva sui 30 anni della loro carriera al Museo d’Arte Moderna di Parigi. A partire dall’imponente opera in quattro parti Nineteen Ninety Nine (1999) il duo introduce nei quadri testi, annunci pubblicitari, nomi di strade e scritte sui muri del quartiere in cui vivono.

Dagli anni 2000 Gilbert & George iniziano a manipolare le immagini utilizzando la tecnologia digitale. Appartengono a questa fase le NEW HORNY PICTURES (2001) incentrate sulle inserzioni di mercenari del sesso, le TWENTY LONDON EAST ONE PICTURES (2003) esemplificative della stretta relazione tra l’arte della coppia e la zona di Londra in cui abitano, e le SONOFAGOD PICTURES (2005) delle quali è parte il celeberrimo Was Jesus Heterosexual? per cui sono stati accusati di blasfemia. Nel 2005, con le Ginko Pictures , approdano alla Biennale di Venezia in veste di rappresentanti della Gran Bretagna. Dopo gli attentati terroristici del luglio 2005 avvenuti nella capitale britannica, l’attualità torna protagonista in The Six Bomb Pictures (2006): Londra è, contemporaneamente, luogo di incontro-scontro di culture, coacervo di possibilità, ma anche di frustrazioni, intolleranza, rabbia e morte.

Seguono le cinque serie prodotte dagli artisti tra il 2008 e il 2016: le JACK FREAK PICTURES (2008), le

LONDON PICTURES (2011), le SCAPEGOATING PICTURES (2013), le UTOPIAN PICTURES (2014) e le
BEARD PICTURES (2016), presentate al Museo Casa Rusca in occasione di questa esposizione.

Recenti mostre personali sono state organizzate all’Astrup Fearnley Museet di Oslo (2019), al Ludwig Museum of Contemporary Art di Budapest, (2017), al Museum of Modern Art di New York (2015), al Nouveau Musée National di Monaco (2014), al Deichtorhallen di Amburgo (2011) e al de Young Museum di San Francisco (2008). Nel 2007 la Tate Modern di Londra li ha ospitati per la più grande retrospettiva mai

dedicata prima ad artisti viventi; la mostra ha fatto poi tappa nei maggiori musei europei, tra cui il Castello di Rivoli a Torino.

Gilbert & George hanno ricevuto numerosi premi inclusi il South Bank Award e il premio “Lorenzo il Magnifico” alla carriera, entrambi nel 2007; lo Special International Award nel 1989, e il Turner Prize nel 1986.

I loro lavori si trovano in numerose collezioni pubbliche e private internazionali tra cui l’Art Institute of Chicago, il Cleveland Museum of Art, il Guggenheim Museum di Bilbao, l’Irish Museum of Modern Art di Dublino, l’Istanbul Modern, il Metropolitan Museum of Art di New York, il Museum Ludwig a Colonia, il Museum of Contemporary Art a Los Angeles, il Museum of Contemporary Art a Sydney, il Museum of Modern Art a New York, il Solomon R. Guggenheim Museum di New York, lo Stedelijk Museum ad Amsterdam e la Tate Gallery a Londra.

Entrambi vivono e lavorano a Londra.

Informazioni
SEDE Museo Casa Rusca
Piazza Sant’Antonio, 6600 Locarno
ORARI Martedì – Domenica 10.00-12.00 / 14.00-17.00
Lunedì chiuso
INGRESSO Intero CHF 12.-
Ridotto AVS/AI e gruppi* CHF 10.-
Studenti dai 16 anni e gruppi AVS/AI* CHF 6.-
Ingresso gratuito per le scuole
e per gli studenti fino ai 16 anni*
BIGLIETTO COMBINATO MUSEO CASORELLA-CASTELLO + MUSEO CASA RUSCA

Intero CHF 18.-
Ridotto AVS/AI e gruppi* CHF 15.-
Studenti dai 16 anni e gruppi AVS/AI* CHF 10.-
* nel rispetto delle raccomandazioni di igiene e distanziamento
emanate dalle autorità federali.
PRENOTAZIONI +41 (0)91 756 31 85
CONTATTI Dicastero Cultura Città di Locarno
Piazzetta de’ Capitani 2, 6600 Locarno
+41 (0)91 756 31 70 servizi.culturali@locarno.ch
www.museocasarusca.ch
www.locarno.ch
www.facebook.com/casarusca
www.instagram.com/casarusca
CATALOGO Gilbert & George (a cura di), “Gilbert & George. The Locarno Exhibition”
Locarno, Museo Casa Rusca, 2020
illustrazioni a colori, italiano e inglese
ISBN 978-88-944708-0-2 CHF 40.-

Mag
29
Ven
Training della Personalità con l’aiuto del Cavallo – Cosa c’è a giugno? (29 maggio- 19 giugno 2020) @ Gudo
Mag 29–Giu 29 giorno intero

Non per caso, sempre più spesso, rivelo una similitudine tra i precetti del Taoismo o il Bushido (degli antichi samurai) e l’indole equina. Era sorprendente scoprire che lo scopo del wu wei (ossia la non azione) è il mantenimento di un perfetto equilibrio, o armonia con il Tao, e quindi con la natura (fonte wikipedia).

I cavalli sono d’esempio per un comportamento privo di violenza, per cui cercano sempre l’armonia, vale a dire la pace interiore. La raggiungono, dando priorità
-ai sentimenti e l’intuizione rispetto alla razionalità
-alla mobilità rispetto alla strategia,
-al percorso rispetto alla meta
-alla cooperazione rispetto alla concorrenza
-alla relazione rispetto al territorio.

Il cavallo è quindi il maestro o mediatore ideale per gli affezionati della natura e aiuta a ritrovare la fonte dell’armonia interiore. Per ambire a un equilibrio interiore perfetto può servire il training dell’attenzione in un contesto naturale: con ciò aumenti la concentrazione, la percezione e la consapevolezza nel proprio agire o non agire.

Suggerimento del mese: Praticare il wu wei, cioè scegliere consapevolmente di applicare in situazioni determinate la “non azione” con lo scopo di fluire senza sforzi.

I miei partner Gale e Rosita, colmi di saggezza, sono in piena forma, per cui sono lieta di presentare il programma per giugno:

Venerdì, 29 maggio, 5 e 19 giugno 2020 «Coccola l’anima»: pascolando e camminando in silenzio con il cavallo per trovare pace interiore e rilassamento”: Training dell’attenzione col cavallo. Ritrovo Scuderia Progero, Gudo ore 19:00-21:00.

Lunedì, 15 e 29 giugno 2020 “Nutri i tuoi sensi, dai ascolto al tuo cuore e respira consapevolezza” Ti va di fare una passeggiata alla scoperta dei tuoi tesori? Nutri i sensi, ascolta il cuore e respira consapevolezza. Ritrovo scuderia Progero, Gudo ore 19:00-21:00.

Le iscrizioni sono aperte (www.kathrinknupp.ch 078 628 11 18).
Attenzione, la partecipazione è limitata a massimo 4 persone probabilmente fino all’8.6.20.

Vi auguro di stare in piena vitalità. A presto in natura…

Tanti saluti

Kathrin Knupp
ProLeading Trainer
Specialista del personale APF
+41 78 628 11 18
www.kathrinknupp.ch
tpc.kathrin.knupp@gmail.com
Il cavallo come trainer di vita…per una qualità di vita migliore.

Giu
6
Sab
Prevendita | Tutti dormono 6,7, 8 giugno 2020 a Mendrisio… ACQUISTA IL TUO BIGLIETTO ORA! @ Mendriio
Giu 6–Giu 8 giorno intero

Cara lettrice, caro lettore puoi acquistare sin d’ora il tuo biglietto d’ingresso per TUTTI DORMONO. Scegli tra le repliche. Cliccando sulla data potrai inviarci una mail con i tuoi dati. Oppure visita il sito

Tutti dormono


e utilizza il modulo di contatto.

6 giugno 2020 ore 21.30
(data di riserva in caso di pioggia 13 giugno 2020 ore 21.30)

6 giugno 2020 ore 23.00
(data di riserva in caso di pioggia 13 giugno 2020 ore 23.00)

7 giugno 2020 ore 21.30
(data di riserva in caso di pioggia 14 giugno 2020 ore 21.30)

8 giugno 2020 ore 23.00
(data di riserva in caso di pioggia 14 giugno 2020 ore 23.00)

ACQUISTA IL TUO BIGLIETTO SUBITO !!!

Hai prenotato? Ora per concludere l’acquisto paga il biglietto. Eccoti le coordinate bancarie:

BANCASTATO, via Guisan 5, 6501 BELLINZONA

a favore di

CH03 0076 4598 0764 C000 C

CON_CRETA – arti espressive & progetti creativi, 6866 Meride, conto 65-433-5

Ingresso singolo: 40.- CHF
Ingresso ridotto soci Concreta, studenti e AVS: 30.- CHF
Ingresso gruppi (minimo 10 persone, solo in prevendita): 30.- CHF/ a persona

Il ritiro dei biglietti avverrà sul piazzale del Centro Culturale LaFilanda 15 minuti prima dello spettacolo.

A dieci anni di distanza gli abitanti di Spoon River scenderanno la collina, attraverseranno il fiume per ricordarci che “Tutti dormono”.
Occorre svegliarsi perché là, dove loro sono finiti, finiremo anche noi.

Sul sito di Concreta è stato attivato un conto alla rovescia, abbiamo pubblicato le attività previste e il teaser di tutti dormono

Lorenza Foschini dialoga con Moira Bubola al LAC per le Colazioni Letterarie – rinviato al 6 giugno 2020 @ Lugano (LAC)
Giu 6@11:00

L’incontro previsto per sabato 7 marzo con la giornalista Lorenza Foschini nell’ambito delle Colazioni Letterarie è stato RINVIATO, per indisposizione della autrice, al prossimo 6 giugno, sempre alle 11 al LAC.

Lorenza Foschini al LAC per le Colazioni Letterarie – 6 giugno 2020
Sabato 6 giugno alle ore 11 Hall LAC

Lorenza Foschini dialoga con Moira Bubola
Il vento attraversa le nostre anime. Marcel Proust e Reynaldo Hahn. Una storia d’amore e d’amicizia.

“Il vento attraversa le nostre anime” sono le parole che il giovane e già noto musicista Reynaldo Hahn appunta a margine dello spartito di un’opera che sta componendo, L’Île du rêve. É l’estate del 1894 il tempo in cui esplode, ricambiato, il suo amore per Marcel Proust. – Racconta Lorenza Foschini – Ho ricostruito la storia di questo rapporto attraverso le lettere salvate dalla distruzione degli scritti operata dalle rispettive famiglie che volevano cancellare ogni traccia di omosessualità dalla vita di Reynaldo e Marcel. Ne emerge il racconto di un grande amore tra due giovani eccezionali, vissuta nella Parigi straordinaria della fine ottocento.
Un grande amore diventato negli anni successivi un’amicizia altrettanto passionale e intensa che durerà fino alla morte di Proust nel 1922.”
Entrambi di origine ebraica, Reynaldo per parte di padre, Marcel per parte di madre, sono colti, ambiziosi, brillanti. Spiritosi nel loro mondano snobismo, esibiscono una irrefrenata, giovanile vitalità, attraversata a tratti da improvvise malinconie. Dopo due anni di intensa passione la loro storia, che sembrerebbe destinata a spegnersi tristemente, si tramuta invece in un sentimento unico e particolarissimo, che durerà fino alla morte di Proust, nel 1922, anche se, nel corso degli anni, le loro avventure artistiche si divaricano: la musica di Reynaldo, mutati i gusti e le mode, apparterrà sempre più a un’epoca ormai passata, mentre la fama di Marcel, autore di un capolavoro letterario quale Alla ricerca del tempo perduto, crescerà di giorno in giorno, facendone presto una celebrità.
LORENZA FOSCHINI, giornalista, ha condotto a lungo il Tg2 Rai. Autrice e conduttrice di trasmissioni di successo, ha realizzato documentari e programmi di approfondimento. Fra i suoi libri ricordiamo: Misteri di fine millennio, Il cappotto di Proust, Zoe, la principessa che incantò Bakunin e, con Giovanni Sartori, La democrazia in trenta lezioni.

La seconda edizione di “Colazioni letterarie” è un ciclo di appuntamenti volto a far conoscere meglio al pubblico luganese personaggi di spicco del mondo letterario e culturale, promosso da Società Dante Alighieri, PiazzaParola e dal centro culturale LAC nell’ambito del programma LAC edu, in collaborazione con LAC shop.
La formula del ciclo: le autrici e gli autori invitati parleranno del loro classico preferito e del ruolo che questa lettura ha avuto nella loro produzione letteraria e nella loro vita. Gli incontri della nuova stagione saranno l’occasione per dialogare con scrittrici, scrittori, saggisti e giornalisti, e affrontare con loro temi culturali di attualità.

Ingresso libero.

Prima di ogni incontro il caffè del LAC, Luini 6, offre il 10% di riduzione sulla colazione.
Lorenza Foschini sarà al caffè del LAC alle 10.30, e chi vorrà potrà unirsi a lei per parlarle e salutarla prima dell’incontro.

Per maggiori informazioni edu.luganolac.ch

Sabato 6 giugno “Il fondo del sacco” per riaprire il Teatro Sociale Bellinzona (gratutita) @ Bellinzona
Giu 6@20:45

Rigorose misure di protezione nel pieno rispetto delle disposizioni sanitarie

Il 6 giugno si riparte con “Il fondo del sacco”

Lo spettacolo tratto dal romanzo di Plinio Martini e prodotto dal Teatro Sociale Bellinzona è proposto gratuitamente per sottolineare questo momento storico

Il Consiglio federale ha decretato da sabato 6 giugno la riapertura dei teatri in tutto il Paese. Per sottolineare questo momento bello e importante nella vita delle nostre comunità il Teatro Sociale Bellinzona proporrà sabato 6 giugno alle 20.45 una rappresentazione straordinaria gratuita dello spettacolo “Il fondo del sacco” di Plinio Martini, con l’attrice Margherita Saltamacchia (che ne ha curato l’adattamento e la regia) e il fisarmonicista Daniele Dell’Agnola (autore delle musiche originali). Tutte le misure saranno prese per garantire la sicurezza del pubblico e la tracciabilità di un eventuale contagio secondo le disposizioni delle autorità federali concretizzate nel Piano di protezione allestito dall’Unione dei Teatri Svizzeri.

Portare in scena “Il fondo del sacco”, spettacolo prodotto dal Teatro Sociale Bellinzona, nel giorno in cui inizia una fase cruciale nell’uscita dal lockdown ci pare un bel segno di rinascita della vita sociale per la Città di Bellinzona e per tutta la nostra comunità. Quando i teatri sono chiusi significa che qualcosa di molto grave sta accadendo. Così la loro riapertura, ad esempio dopo una guerra, è da sempre un momento simbolicamente molto importante. In maniera diversa, anche questa riapertura è carica di significati. Le settimane di lockdown e di forzata chiusura dei teatri ci hanno fatto percepire quanto sia importante per ognuno di noi la comunità in cui viviamo e quale sia il ruolo del teatro nel dare contenuti e senso alla nostra società. Ecco perché è utile e bello ritornare a “Il fondo del sacco” di Plinio Martini, certamente un romanzo identitario per la nostra comunità: per soddisfare una nostalgia, ma anche per rispondere ad un bisogno, quello di alimentare un senso di appartenenza, di dare contenuti al nostro contesto sociale, di sentirci come collettività più di una somma di individui. Il bisogno struggente di sentirci comunità, appunto.

Ma c’è per noi un altro motivo per riaprire con “Il fondo del sacco”. Durante il lockdown con Margherita Saltamacchia e Daniele Dell’Agnola abbiamo infatti realizzato delle videoletture musicate tratte da “Il fondo del sacco” pubblicate in 12 puntate in Facebook e sul nostro canale

YouTube. Non si tratta di estratti filmati dello spettacolo prodotto dal Teatro Sociale Bellinzona nel 2019, ma di videoclip originali di pochi minuti, realizzati in modalità home working negli ultimi due mesi. In essi lettura e musica interagiscono in modo nuovo. Queste videoletture ci hanno permesso di scoprire in una luce diversa un testo che come pochi altri ci appartiene, inducendoci anche a ripensare in parte lo spettacolo. Ma soprattutto ci sono servite per tenerci compagnia in quelle difficili settimane, in attesa di poter riaprire al pubblico le porte del nostro teatro.

Per garantire il rigoroso rispetto delle misure sanitarie decretate dalla Confederazione e tuttora valide la riapertura del Teatro Sociale Bellinzona sabato 6 giugno avverrà nel rigoroso rispetto del Piano di protezione allestito dall’Unione dei Teatri Svizzeri assieme all’Associazione svizzera dei tecnici del teatro e dello spettacolo e all’Associazione svizzera delle Orchestre Professionali. In particolare, visti anche gli spazi ristretti del Teatro Sociale, si chiede al pubblico di indossare la mascherina durante tutta la permanenza nell’edificio. Gli spettatori saranno disposti in sala in modo tale che fra singoli spettatori o fra gruppi di spettatori che hanno prenotato assieme e altri spettatori nella stessa fila ci sia almeno una poltroncina vuota. Per evitare assembramenti nel foyer d’entrata il pubblico sarà inoltre diviso per settori già all’ingresso in teatro, e saranno chiusi sia il bar che il guardaroba. Infine a tutti gli spettatori sarà chiesto di registrarsi su una lista di presenze prima di accedere in sala.

Lo spettacolo “Il fondo del sacco” di sabato 6 giugno è gratuito. Si raccomanda tuttavia la prenotazione dei posti presso l’Ufficio turistico di Bellinzona, palazzo municipale, tel. 091 825 48 18 (sportello aperto dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 17.00, consulenza e prenotazione telefonica dalle 13.30 alle 17.30).

Giu
9
Mar
a.m.x. museo, CHIASSO (SVIZZERA) ¦ ALBERTO GIACOMETTI (1901-1966) ¦ Grafica al confine fra arte e pensiero, 9 giugno 2020 – 10 gennaio 2021 @ Chiasso
Giu 9–Nov 1 giorno intero

a.m.x. museo, CHIASSO (SVIZZERA) ¦ ALBERTO GIACOMETTI (1901-1966) ¦ Grafica al confine fra arte e pensiero, 9 giugno 2020 – 10 gennaio 2021

L’emergenza sanitaria ha come noto imposto anche il rinvio della mostra ALBERTO GIACOMETTI (1901-1966) Grafica al confine fra arte e pensiero, appuntamento molto atteso al m.a.x. museo di Chiasso. Secondo le ultime disposizioni federali in materia, le strutture museali possono ora riaprire i battenti, a condizione di poter accogliere i visitatori in piena sicurezza: le normative sono state pienamente applicate anche al m.a.x. museo.

Il m.a.x. museo saluterà di nuovo il pubblico nei propri spazi a partire da martedì 9 giugno 2020, dalle ore 10.00 e secondo le consuete modalità (biglietti d’ingresso, orari di apertura). La mostra dedicata a uno dei più grandi artisti del XX secolo potrà dunque finalmente svelarsi ai visitatori, offrendo una visione globale dell’opera grafica di Alberto Giacometti cui si aggiungono dipinti, disegni, sculture e fotografie. L’esposizione è accompagnata dal catalogo (casa editrice Albert Skira, Milano/Ginevra, 2020, pp. 400, italiano/ inglese. CHF 36.- o EURO 36), acquistabile al bookshop pure a partire dal 9 giugno prossimo. La situazione attuale ha indotto a rinunciare all’evento di inaugurazione così come viene tradizionalmente proposto al m.a.x. museo all’apertura di ogni mostra; un evento istituzionale ad hoc, alla presenza delle personalità coinvolte, sarà organizzato a settembre.

Conseguentemente all’apertura rinviata, la mostra avrà un periodo espositivo slittato di circa tre mesi rispetto quanto previsto: il finissage è fissato a domenica 10 gennaio 2021, così che il numero di settimane previsto per visitare la mostra ha potuto essere mantenuto.

Tutti i dettagli saranno illustrati alla stampa lunedì 8 giugno 2020: i Media saranno invitati ufficialmente nei prossimi giorni. In occasione della conferenza stampa sarà presentato anche il nuovo calendario eventi della mostra.

Nei mesi di chiusura forzata il museo ha allestito un piano di accoglienza dei visitatori secondo le
disposizioni igienico sanitarie decise dalle autorità federali e cantonali. Il pubblico avrà dunque la
possibilità di apprezzare appieno la visita, in totale sicurezza e serenità. Le misure adottate sono

illustrate nel dettaglio alla pagina seguente:

Norme di sicurezza COVID-19, m.a.x. museo

Giu
20
Sab
MIKA è il secondo grande artista del Connection Festival 2020! (Locarno, 20 e 21 giugno 2020) @ Locarno
Giu 20–Giu 21 giorno intero

Premessa: Abbiamo deciso di annunciare questo grande artista perché abbiamo pensato che un’infusione di positività servisse a tutti. Sono tempi duri per ognuno di noi, eppure continuiamo a sperare che la cooperazione di tutti argini il problema quanto prima, per tornare ad abbracciarci stretti davanti ad un palcoscenico cantando a squarciagola la nostra canzone preferita.

Per la prima volta in Ticino, una grande voce, un eccezionale performer, che ha la straordinaria capacità di coinvolgere il pubblico dall’inizio alla fine dello show, un artista internazionale apprezzato in tutto il mondo.

Il Connection Festival, giunto quest’anno alla sua terza edizione, si conferma l’evento di apertura dell’estate ticinese che, dopo Marracash, aggiunge al palinsesto un nuovo grande artista internazionale a garanzia di un’edizione emozionante e ricca di divertimento.
Image

MIKA Revelation Tour 2020, DOMENICA 21 GIUGNO IN PIAZZA GRANDE – LOCARNO
Ore 20:00
PRENOTA SUBITO!

Dopo il singolo Ice Cream, che ha anticipato il suo nuovo album My Name Is Michael Holbrook uscito a ottobre, Mika porta le nuove canzoni e tutti i suoi straordinari successi in tour con uno spettacolo colorato ed eclettico che farà il giro dell’Europa e del mondo!

In seguito alla partecipazione a show televisivi di successo come Stasera CasaMika e X Factor in Italia e The Voice in Francia, Mika ha deciso di riportare il focus totalmente sulla musica: a dodici anni dal debutto di Life In Cartoon Motion che fu lanciato dalla hit Grace Kelly, il nuovo progetto di Mika arriva dopo quattro album che gli hanno fruttato certificazioni d’oro e di platino in 32 paesi del mondo per oltre 10 milioni di dischi venduti.

Guarda ora il video di Boum Boum Boum:

Ad aprire il concerto ci penserà il noto duo ticinese “Make Plain”!

Attraverso una formazione essenziale, Luca e Andrea offrono al mondo della musica la pura semplicità del suono di due chitarre sommata all’armonia di due voci; il tutto viene sorretto da una grancassa che sostiene ostinatamente le loro canzoni.

Nel corso degli anni il duo si è aggiudicato vari premi e si è esibito con successo anche all’estero!

Il Connection Festival si svolge dal 17 al 21 giugno con vari eventi in programma in Piazza Grande e in Piazza Magnolia, seguiranno maggiori informazioni nelle prossime settimane!

Programma Piazza Grande
Sabato 20 Giugno; Marracash
Domenica 21 Giugno: MIKA

Lug
16
Gio
Osa! riprende a cantare 16-19 luglio si sono riaperte le iscrizioni (entro il 12 giugno), ai quattro giorni di canto. @ Losone
Lug 16–Lug 19 giorno intero

17° Workshop internazionale di canto Voci audaci

Osa! (Organico scena artistica) dopo aver annullato 9 eventi della stagione primaverile, è molto lieta di poter realizzare i previsti Workshop di musica vocale Voci audaci.

I seminari si terranno a Losone presso Locarno a la fabbrica dal 16 al 19 luglio, nel rispetto delle norme di distanza fisica e delle altre direttive.

Sono 7 corsi diversi di 2 ore al giorno, alcuni a due livelli di difficoltà, da combinare a piacimento. Li terranno i maestri Charles Razsl (Brasile, gruppo Barbatuques): Body percussion e Canti afro brasiliani, Ilaria Orefice e Giovanni Bortoluzzi (Sardegna, Sherden Overtone Singing School): Canto armonico; Oskar Boldre (Italia, direttore cori Goccia di voci e Ancore d’aria): Improvvisazione vocale e Conduzione circlesong.

Un’idea rigenerante per chi desidera trascorrere le vacanze in Ticino, all’isola canora della Fabbrica.

Iscrizioni entro il 12 giugno (nostra conferma corsi 15 giugno)

Programma completo allegato, nei prossimi giorni anche in:

www.organicoscenaartistica.ch

Informazioni e Iscrizioni:

Direttore artistico: oskarboldre@tiscali.it tel. +41 (0)76 4336838

Inoltre con pubblico limitato, sempre a La fabbrica di Losone

GIOVEDÌ 16.7 ore 21.00 Doppio concerto

Canto difonico di Giovanni Bortoluzzi e Ilaria Orefice, Italia

A seguire PF – Pessoa Física Performance di e con Charles Raszl, Brasile

La polifonia sarda e tuva e il cantare col corpo della cultura brasiliana si incontrano.

Prenotazioni concerto ticket@organicoscenaartistica.ch o telefono 076 280 96 90
Tutte le info su: www.organicoscenaartistica.ch

Lug
17
Ven
VOCI PER LA LIBERTÀ: PARTONO I PREMI AMNESTY INTERNATIONAL ITALIA PER LE MIGLIORI CANZONI SUI DIRITTI UMANI (17-19 luglio, Rovigo) @ Rovigo (I)
Lug 17–Lug 19 giorno intero

AL VIA IL BANDO DI CONCORSO PER GLI EMERGENTI E LE SELEZIONI DEI BRANI DEI BIG DELLA MUSICA ITALIANA

Al via i lavori per la 23a edizione del festival “Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty” con le prime fasi del Premio Amnesty International Italia nelle sezioni emergenti e big. Il festival, che coniuga musica e diritti umani, è in programma dal 17 al 19 luglio a Rosolina Mare (Rovigo) ed è nato nel 1998 in occasione del 50° Anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani.

Premio Amnesty International Italia sezione Emergenti

Per quanto riguarda gli artisti emergenti, è disponibile sul sito www.vociperlaliberta.it il bando di concorso per questa nuova edizione, a cui possono partecipare cantautori e band che abbiano un brano che parli di diritti umani, in qualsiasi lingua o dialetto e di qualsiasi genere musicale. La scadenza del bando è fissata per lunedì 4 maggio.

Gli artisti che si iscriveranno entro il 16 marzo avranno però la possibilità di partecipare al Premio MEI Musplan: tra tutti gli iscritti che entro quella data avranno caricato il proprio brano in un’ apposita playlist sulla piattaforma musplan.com sarà selezionato il premio semifinalista del concorso di Voci per la libertà da un’apposita commissione.

I semifinalisti saranno 8 in totale: oltre al vincitore del Premio MEI Musplan, gli altri 7 saranno selezionati tra tutti gli iscritti dall’organizzazione di Voci per la libertà. Quattro si esibiranno a Rosolina Mare venerdì 17 luglio e quattro il giorno successivo. I migliori cinque accederanno alla finale del 19. Gli artisti (a cui saranno assicurati vitto e alloggio) saranno valutati da una giuria composta da importanti addetti ai lavori e giornalisti, che assegnerà il Premio Amnesty International Italia per la sezione Emergenti.

Il vincitore avrà diritto a molti bonus, come la produzione di un videoclip e, insieme agli altri finalisti, l’inserimento in un album o playlist assieme ai big. Altri bonus saranno man mano definiti. Ad esempio nel 2018 per alcuni dei finalisti ci sono state anche decine di concerti e di laboratori musicali, un tour di 8 date realizzato grazie a NUOVOIMAIE e una comunicazione costante delle varie iniziative.

Il bando e altre informazioni a questo link: www.vociperlaliberta.it/festival/premio-amnesty-emergenti

Premio Amnesty International Italia sezione Big

Dal 2003 Amnesty International Italia e Voci per la libertà premiano una canzone (uscita nell’anno precedente) di un nome affermato della musica italiana sui diritti umani. Negli anni hanno vinto questo premio: Daniele Silvestri, Ivano Fossati, Modena City Ramblers, Paola Turci, Samuele Bersani, Subsonica, Vinicio Capossela, Carmen Consoli, Simone Cristicchi, Fiorella Mannoia e Frankie Hi-Nrg, Enzo Avitabile e Francesco Guccini, Max e Francesco Gazzè, Mannarino, Edoardo Bennato, Nada Malanima, Brunori Sas, Roy Paci.

Una prima selezione è partita proprio in questi giorni. Tutti possono segnalare all’indirizzo info@vociperlaliberta.it, entro il 15 febbraio 2020, brani che abbiano queste tre caratteristiche:

1) pubblicati tra il 1 gennaio 2019 e il 31 dicembre 2019,
2) composti/interpretati da un artista italiano noto,
3) su un tema legato alla Dichiarazione universale dei diritti umani.

Tutte le proposte saranno prese in considerazione da uno staff composto da esponenti di Amnesty International Italia e di Voci per la Libertà, che ne selezionerà 10. Le nomination verranno quindi sottoposte a una giuria di importanti addetti ai lavori (giornalisti, conduttori radiofonici e televisivi, docenti universitari, referenti di Amnesty International Italia e di Voci per la Libertà), che eleggerà tra le candidate il Premio Amnesty International Italia, sezione Big, 2020. Il vincitore sarà ospite nella nuova edizione di “Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty” a Rosolina Mare (RO).

La storia del premio e altre informazioni a questo link: www.vociperlaliberta.it/festival/premio-amnesty-italia

Ago
23
Dom
Greina Trail – Una versione 2020 un po’ speciale prevista il 23 agosto 2020 @ Valle Blenio
Ago 23 giorno intero

La novità del 2020, il Vertical Töira, che doveva completare l’offerta dell’ormai consolidato evento Greina Trail, si trasforma nella gara di punta per questa edizione un po’ particolare.

Il Vertical Töira, corsa in salita che parte da Campo Blenio per salire verso il pizzo Rossetto, sarà la sola gara offerta quest’anno ai corridori e si terrà domenica 23 Agosto.

Il comitato ha deciso di ridimensionare, seppur in modo passeggero, il grande evento sportivo che per la terza edizione si terrà nella zona del Soprasosto alla fine di Agosto. L’offerta ridotta ha portato all’annullamento in blocco della camminata popolare molto apprezzata “Walking” e delle due gare di corsa “Classic” & “Super”. Le gare menzionate sono comunque già state messe in calendario per l’edizione seguente che è programmata per il 21 e 22 Agosto 2021!

Il Vertical Töira è una corsa in salita di 4.5km con 900 metri di dislivello e partirà da Campo Blenio per salire verso il pizzo Rossetto, chiamato anche pizzo Töira. Per questo tipo di gare le partenze vengono scaglionate per garantire la risalita libera ad ogni corridore e quindi non ci sarà l’assembramento alla partenza come lo sarebbe invece stato per tutte le altre categorie. Questo ha fatto sì che la gara potesse essere offerta nel rispetto delle normative vigenti in questo momento. Ovviamente, nel caso di un contrordine da parte delle autorità, saremo pronti ad altri cambiamenti in perfetto spirito collaborativo con le istituzioni.
Le iscrizioni sono aperte, cosa aspettate? Sul sito www.greinatrail.ch , troverete le informazioni dettagliate e il link per iscrivervi. Vi aspettiamo a Campo Blenio, Valle di Blenio!

Ago
29
Sab
La StraLugano 2020 si svolgerà il 29/30 agosto @ Lugano
Ago 29–Ago 30 giorno intero

A causa del protrarsi della situazione di emergenza sanitaria e della conseguente proibizione di tenere manifestazioni, il Comitato Organizzatore della StraLugano ha deciso di spostare lo svolgimento della 15a edizione alla data del 29/30 agosto 2020.

Il Comitato comprende e sostiene le misure precauzionali emanate dalla Confederazione e dal Cantone e ringrazia di cuore la Città di Lugano, gli sponsor e tutte le persone ed i partner coinvolti nell’organizzazione che hanno condiviso la decisione di posticipare la data della StraLugano, confermandoci il loro sostegno e la piena collaborazione.
Come avevamo comunicato in precedenza, tale decisione è volta a tutelare la salute e la sicurezza dei nostri partecipanti e collaboratori. La scelta di rinviare piuttosto che annullare la manifestazione, oltre che quale segno di fiducia nel miglioramento della situazione attuale, è stata presa con un occhio di riguardo per tutti gli amanti dello sport che non vedono l’ora di ritornare a correre in piena salute e sicurezza.

Le iscrizioni già registrate fino ad oggi, verranno considerate valide per la nuova data del 29/30 agosto, alle stesse condizioni attualmente in vigore e proseguono quindi attraverso i canali abituali sul sito www.stralugano.ch . Non vediamo l’ora di accogliervi, ancora più numerosi, ai nastri di partenza della 15a StraLugano !

Nell’attesa di vedervi a fine agosto vi invitiamo a seguire, sui nostri social network, le proposte di allenamento da casa, per mantenervi in forma anche in questo periodo. La passione per lo sport non si arresta, ma esplora nuovi orizzonti e nuove possibilità di condivisione.

Comitato StraLugano

Set
20
Dom
Ascona, dal 20 sett. 2020 al 10 genn. 2021 – RIUNISCE 100 OPERE DI ALEXEJ JAWLENSKY E MARIANNE WEREFKIN @ Ascona
Set 20 2020@14:00–Gen 10 2021@15:00

PER LA PRIMA VOLTA, UNA MOSTRA RIUNISCE 100 OPERE DI ALEXEJ JAWLENSKY E MARIANNE WEREFKIN

L’esposizione racconta la vicenda di due compagni di vita, pionieri dell’avanguardia del Novecento

Dal 20 settembre 2020 al 10 gennaio 2021, il Museo d’Arte Moderna di Ascona ospita una importante retrospettiva che approfondisce il rapporto tra Alexej Jawlensky (1864-1941) e Marianne Werefkin (1860-1938) che, individualmente e in coppia, hanno dato un contributo fondamentale allo sviluppo dell’arte nel primo Novecento.

Per la prima volta, la mostra mette a confronto queste due originali figure di artisti, attraverso 100 opere che ripercorrono le carriere di entrambi, in un arco temporale che dalla fine dell’Ottocento, giunge fino agli anni trenta del XX secolo, ponendo particolare attenzione alla loro relazione privata.

La rassegna, curata da Mara Folini, direttrice del Museo d’Arte di Ascona, è la terza e ultima tappa di un itinerario che ha toccato due delle maggiori istituzioni tedesche per l’arte espressionista, come lo Städtische Museum im Lenbachhaus di Monaco e il Museum Wiesbaden.

Il rapporto estremamente complesso che ha legato Alexei Jawlensky e Marianne Werefkin si è sviluppato tra il 1892 e il 1921, dagli esordi a San Pietroburgo, a Monaco di Baviera (1896), città che li vide al centro del dibattito artistico internazionale dell’epoca, come fondatori della Nuova Associazione degli Artisti di Monaco (1909), premessa alla nascita del Blaue Reiter (1910) e della rivoluzionaria arte astratta del loro amico e compatriota Vassilj Kandinsky, alla quale Marianne Werefkin seppe dare fondamento teorico nei suoi scritti, fino agli anni trascorsi in Svizzera, in particolare nel borgo di Ascona, dove la stessa Werefkin fu attivissima in ambito culturale, nel partecipare alla fondazione del Museo Comunale (1922) e dell’Associazione artistica Der Grosse Bär (1924).

I due sono stati molto più di una semplice coppia d’artisti, profondamente connessi dal punto di vista emotivo: sembravano dipendenti l’uno dall’altra, compagni di vita, legati in una “relazione d’amore eroticamente platonica” (com’ebbe modo di sottolineare Lily, la moglie di Paul Klee), che in realtà nascondeva il disagio di una donna che, pur di affermarsi in un mondo declinato al maschile, decise di reprimere la sua femminilità in nome dell’arte come missione.

Il percorso espositivo segue la linea cronologica della loro liaison, iniziata nella primavera del 1892, per il tramite del loro comune maestro Ilya Repin, uno dei più importanti realisti russi, sostenitore di un’arte che emancipasse il popolo russo e “portatore” in patria del chiaroscuro di Rembrandt;

Repin fu per Marianne Werefkin una figura decisiva, prima del suo trasferimento in Germania, come ne è prova il suo Autoritratto del 1893, una delle rare testimonianze di questa sua iniziale fase creativa.

Abbandonato l’ambiente russo artisticamente conservatore e limitante, la coppia si trasferisce a Monaco di Baviera nell’autunno 1896, per ricominciare su nuove basi e stimoli, affiancata da grandi personalità dell’arte quali Wassily Kandinsky, Paul Klee, Alfred Kubin, Gabriele Münter, Franz Marc, Agust Macke e altri.

È il periodo nel quale Marianne Werefkin smise di dipingere e, invece d’inseguire una personale gloria artistica, si dedicò alla promozione del talento di Jawlensky. Come scrisse lei stessa: “Cosa potrei ottenere lavorando, seppure in maniera mirabile? Qualche opera che forse non sarà male. (…) Se non dipingo e mi dedico interamente a ciò in cui credo, vedrà la luce l’unica vera opera, l’espressione della fede artistica, e per l’arte sarà una vera conquista. Per questo vale la pena di aver vissuto”.

Sono anni in cui molte artiste riflettono sulla loro identità. All’epoca, infatti, i loro contributi godevano di scarsa attenzione da parte del pubblico, poco incline a riconoscere loro una necessaria originalità e creatività.

Questo volontario esonero durò un decennio. A interromperlo fu il progressivo guastarsi del rapporto tra i due, dovuto all’ingresso di un’altra donna, la loro domestica Helena Nesnakomova, con la quale Jawlensky aveva intessuto una relazione amorosa e dalla quale nacque nel 1902 il figlio Andreas; a questo si aggiunse la scelta di Jawlensky di perseguire una nuova strada artistica, diversa da quella prospettata da Werefkin, nel suo ruolo di guida.

Ritrovata la fiducia nei suoi mezzi espressivi, nel 1906 Werefkin ricominciò a dipingere e passò a una pittura a tempera già scevra da stilemi post-impressionisti alla Van Gogh (ancora presenti invece nella pittura di Jawlensky e in quella degli amici Kandinsky e Münter), e che si richiamava invece a Gauguin e ai Nabis, nello sperimentare le tecniche più diverse – gouache, pastelli, carboncini, gessetti, penne e matite – mescolandole in campiture di colore contrastanti, verso una composizione ritmica, seriale, avvolgente e perlopiù visionaria.

Sono opere che dimostrano quanto Marianne Werefkin fosse l’antesignana di quel nuovo linguaggio espressionista che prende forma, fin dal 1907, nelle sue opere e nei suoi numerosissimi quanto febbrili schizzi, e che porta come suo contributo nei fertili soggiorni di Murnau (1908, 1909), cittadina delle Prealpi bavaresi, ricordati dalla critica come i più significativi per la svolta astratta di Kandinsky.

Nei quadri successivi al 1906 si notano tutte le peculiarità che continueranno a caratterizzare l’opera di Marianne Werefkin, come la simbolica e opprimente atmosfera di fondo (Stimmung), o gli scenari fantastici dominati da un carattere visionario e lirico. Dal punto di vista stilistico, tutti questi lavori testimoniano quanto Werefkin avesse fatta sua la lezione dei sintetisti francesi, imbastendo le sue opere in composizioni bidimensionali tendenzialmente geometriche e seriali (ellissi, file prospettiche accorciate, linearità sinuose che a volte si spezzano), grazie all’uso sapiente dell’à plat e del cloisonné, nello stile più classico di Paul Gauguin e poi dei Nabis. Esemplari a tal proposito Autunno-Scuola (1907), Birreria all’aperto (1907), Pomeriggio domenicale (1908), Il danzatore Aleksandre Sakharov (1909), I pattinatori (1911).

Quanto a Jawlensky, il suo primo decennio a Monaco aveva evidenziato quanto il colore fosse il suo mezzo espressivo per eccellenza; una cifra che lo accompagnò già nel periodo prebellico, con la serie delle pastose teste colorate che sublimerà in quelle Mistiche (dal 1914), per poi arrivare a quelle ieratiche e cupe delle Meditazioni, negli ultimi anni di vita.

Allo scoppio della prima guerra mondiale, i due furono costretti a riparare nella neutrale Svizzera; dapprima a Saint Prex sul lago Lemano (1914), poi a Zurigo (1917) e infine ad Ascona (1918). Per la prima volta conobbero la povertà e vivendo di stenti e da esiliati senza patria. Rimarranno insieme per altri sei anni, nonostante le loro strade avessero ormai preso, dal punto di vista sentimentale e artistico, direzioni diverse. Jawlensky fece il grande salto verso un’astrazione lirica e mistica che culminerà infine nelle sempre più radicali, perentorie croci buie della sua tarda produzione a Wiesbaden (1921-1938), dove si era trasferito nel 1921, abbandonando Werefkin ad Ascona.

Marianne Werefkin continuerà lungo la strada di un espressionismo più radicale, nell’enfatizzare sempre più le forme in moti vorticosi, vitalistici, che coincidono con un recupero di quesiti più esistenziali e terreni, tra il visionario e l’aneddotico, per trovare infine, negli ultimi anni della sua vita, un’intima riconciliazione con il mondo, grazie al suo rinnovato interesse per l’amore francescano di cui Ascona, patria di accoglienza d’artisti, assurgerà a simbolo cosmico di una pace interiore a lungo agognata.

Chiude idealmente il percorso una sezione dedicata alle opere di Andreas Jawlensky, figlio di Alexej ed Helena Nesnakomova, che proprio in Svizzera ha trovato la sua maturità artistica, coltivata al cospetto di suo padre e di Marianne Werefkin.

La rassegna è il frutto di una felice collaborazione tra il Museo d’Arte Moderna di Ascona con lo Städtische Galerie im Lenbachhaus di Monaco e il Museum Wiesbaden, senza dimenticare l’apporto dell’Archivio Jawlensky di Muralto e della Fondazione Marianne Werefkin di Ascona.

Accompagnano la mostra tre cataloghi edizioni Prestel, in italiano, tedesco e inglese.

ALEXEJ JAWLENSKY E MARIANNE WEREFKIN. Compagni di vita Ascona (Svizzera), Museo Comunale d’Arte Moderna (via Borgo 34)
20 settembre 2020 – 10 gennaio 2021

Informazioni:
tel. +41 (0)91 759 81 40; museo@ascona.ch

Sito internet:

www.museoascona.ch

Canali social:
Facebook @museoascona
Instagram @museocomunaleascona

Ott
14
Mer
FFDUL – Film Festival Diritti Umani Lugano dal 14 al 18 ottobre 2020 @ LUGANO
Ott 14–Ott 18 giorno intero

I film di FFDUL – FILM FESTIVAL DIRITTI UMANI LUGANO a casa vostra
a sostegno di CASA ASTRA durante l’emergenza Covid19.

Annunciate le date della settima edizione del Film Festival Diritti Umani Lugano dal 14 al 18 ottobre 2020

In questi giorni di vita casalinga, l’attenzione a certe tematiche e la solidarietà non vengono meno, anzi, il Film Festival Diritti Umani Lugano, propone in visione sul suo sito, www.festivaldirittiumani.ch, alcuni titoli di film presentati nelle passate edizioni. E lo fa con un’operazione di sostegno e solidarietà a favore di Casa Astra.
E cogliamo anche l’occasione per annunciare le date della settima edizione del FILM FESTIVAL DIRITTI UMANI LUGANO che saranno dal 14 al 18 ottobre 2020 (naturalmente sempre passibili di modifiche dettate dalle imprescindibili necessità sanitarie).

I FILM DEL FFDUL ON LINE
Un’iniziativa che ha lo scopo di stare vicino al nostro pubblico e, al tempo stesso, di aiutare il progetto di Casa Astra ( www.casa-astra.ch), che da diversi anni opera sul nostro territorio dando alloggio alle persone senza fissa dimora. Guardando i film proposti sul sito del FFDUL, si potrà contribuire a sostenere questa attività.
In attesa di ottobre, ecco i film che potremo rivedere in questi giorni, e già attivi sul sito del festival:
DOVE BISOGNA STARE di Daniele Gaglianone e Stefano Collizzolli, 2018, 98’, Italia
Visto nel 2019, info sul film https://www.festivaldirittiumani.ch/it/2019/19-10-12/dove-bisogna-stare
GAZA SURF CLUB di Philip Gnadt e Mickey Yamine, 2016 , 87’, Germania – sub ita
Visto nel 2017, info sul film https://www.festivaldirittiumani.ch/it/2017/13-10/gaza-surf-club
PERIFERIA DEL NULLA di Zijad Ibrahimovic, 2016, 75′, Svizzera, sub ita
Visto nel 2016, info sul film https://www.festivaldirittiumani.ch/it/2016/8-10/peiferia-del-nulla
THE REMNANTS di Riccardo Russo, Paolo Barberi , 2017, 74’, Italia e Svizzera
Visto nel 2018, info sul film https://www.festivaldirittiumani.ch/it/2018/18-10-09/the-remnants
NINNA NANNA PRIGIONIERA di Rossella Schillaci, 2016, 82′, Italia
Visto nel 2016, Info e sinossi film https://www.festivaldirittiumani.ch/it/2016/9-10/ninna-nanna-prigioniera
SONITA di Rokhsareh Ghaemmaghami, 2015, 90’, Germania/Svizzera/Iran
Visto nel 2016, info e sinossi film https://www.festivaldirittiumani.ch/it/2016/7-10/sonita
ALICIA di Maasja Ooms, 2017, 90′, Olanda
Visto nel 2018, info e sinossi sul film https://www.festivaldirittiumani.ch/it/2018/18-10-14/alicia
ELDORADO di Markus Imhoof, 2018, 90’, Svizzera, Germania
Visto nel 2018, info e sinossi sul film https://www.festivaldirittiumani.ch/it/2018/18-10-12/eldorado
WHOSE STREETS? di Sabaah Folayan e Damon Davis , 2017, 103’, Stati Uniti
Visto nel 2017, info e sinossi sul film https://www.festivaldirittiumani.ch/it/2017/12-10/whose-streets
AMBASSADE di Daniel Wyss, 2019, 72’, Svizzera
Visto nel 2019, info e sinossi sul film https://www.festivaldirittiumani.ch/it/2019/19-10-10/ambassade
ERDE di Nikolaus Geyrhalter, 2019, 115, Austria
Visto nel 2019, info e sinossi sul film https://www.festivaldirittiumani.ch/it/2019/19-10-12/erde
E altri potrebbero essere aggiunti nei prossimi giorni.

La fruizione dei film del FFDUL avviene su piattaforma online alla quale ci si collega tramite il sito www.festivaldirittiumani.ch, e attraverso la quale si potranno vedere i film su smart TV o al computer scaricando l’applicazione Vimeo. Il costo per il noleggio di un film, i cui proventi andranno appunto a Casa Astra, è di CHF 8.- per la durata di 48 ore.

“Siamo felici e grati al Festival Diritti Umani di Lugano per la loro iniziativa e per avere pensato a Casa Astra. – scrive Roberto Rippa, presidente del Movimento dei Senza Voce, associazione che ha fondato e gestisce Casa Astra – Siamo amici del festival sin dalla sua prima edizione e ne abbiamo sempre apprezzato l’altissima qualità delle proposte sia cinematografiche che di occasione di dibattito con il pubblico. In tempi in cui ci vediamo costretti a limitare il più possibile le uscite e a gestire a distanza le interazioni personali, situazione che ha impegnato con serietà il nostro centro di accoglienza sin dal primo momento, è bello sapere di non dover rinunciare a un appuntamento come il FFDUL grazie all’offerta in streaming di alcuni tra i suoi film delle edizioni passate, che ci consentono non solo di approfondire il tema dei diritti umani ma anche di aprire il nostro sguardo sul cinema migliore di altre culture e di altri Paesi.”

IL FESTIVAL 2020
E proprio per mantenere il nostro impegno verso i temi più caldi della vita sociale nel nostro paese e nel mondo, con grande piacere vi annunciamo le date della settima edizione del FILM FESTIVAL DIRITTI UMANI LUGANO che si svolgerà dal 14 al 18 ottobre 2020. (la date potrebbero subire cambiamenti o posticipazione a seconda delle decisioni che verranno prese in seguito all’emergenza sanitaria per il COVID19)

“La situazione dell’emergenza attuale e le conseguenze che la pandemia provocherà nell’imminente futuro, costringono il settore artistico e culturale all’attesa e all’incertezza, – afferma Antonio Prata, direttore del Film Festival Diritti Umani Lugano – Nel dibattito sulla ripartenza delle varie attività, sono altre le priorità su cui ci si sta concentrando. Tuttavia, noi continuiamo a lavorare augurandoci che il discorso possa essere ripreso al più presto, per dare vita, nel prossimo autunno, alla settima edizione del nostro festival.
Nel frattempo non possiamo non considerare o dimenticare le enormi difficoltà che i ceti più vulnerabili della società dovranno affrontare a causa di ciò che sta accadendo e gli ulteriori sforzi a cui sono sottoposte le varie organizzazioni umanitarie e sociali in tutto il mondo per fornire loro assistenza. Il cinema ricopre un ruolo fondamentale nella nostra vita sociale ed è proprio per questo che abbiamo deciso di aprire una finestra sull’archivio del FFDUL. Un’iniziativa resa possibile grazie all’adesione dei vari distributori cinematografici, attraverso la quale proponiamo alcuni dei film selezionati nelle scorse edizioni che la gente potrà vedere comodamente da casa. Un piccolo gesto di sostegno che speriamo possa essere condiviso da molti per contribuire alla raccolta fondi a favore di Casa Astra, una realtà che da diversi anni opera sul nostro territorio per ospitare le persone senza fissa dimora. Un segnale di vicinanza verso chi oggi si sente ancora più solo e abbandonato, per continuare a tenere accesa la fiamma della solidarietà in questo tempo confuso, in cui a volte “l’emergenza propria” si trasforma in indifferenza verso gli altri.”

“Un festival è per sua natura un luogo d’incontri e di scambi e il Film Festival dei Diritti Umani di Lugano lo è a maggior ragione, per vocazione e per tradizione. – prosegue Roberto Pomari, presidente del Film Festival Diritti Umani Lugano – Diventa quindi difficile immaginare un festival come il nostro nelle condizioni attuali, in cui la distanza sociale – un brutto ossimoro coniato da chissà chi – è la misura della massima lontananza, non solo fisica, dall’altro! Per lanciare un segnale a chi negli anni ci ha sostenuto e seguito, ma anche a tutti gli utenti della rete, ecco la proposta di una rassegna di film passati nelle ultime edizioni del FFDUL. Lo scopo dell’iniziativa è duplice: da un lato ricordare che continuiamo a credere nella possibilità di realizzare la nostra settima edizione dal 14 al 18 ottobre 2020 e che in tal senso il cuore pulsante della nostra macchina organizzativa continua a battere con impegnata passione. Dall’altro, che in un’epoca segnata dalla diffidenza sociale e dal rinchiuderci nei nostri gusci domestici, c’è chi una casa la offre a chi non ce l’ha.”

LA RETE DEI FESTVAL, UNA RETE ATTIVA
Il Film Festival Diritti Umani Lugano, che oltre confine collabora già con il Festival dei Diritti Umani di Milano (del quale è imminente la prossima edizione che avrà luogo online dal 5 al 7 maggio), ha costituito nel 2015 il network nazionale dei Film Festival e Forum sui Diritti Umani, insieme ad altri attori quali FIFDH di Ginevra e Human Rights Film Festival Zurich. A Lugano, durante la prossima edizione del FFDUL, avremo modo di vedere, in sala, un paio di film proposti nell’ultima edizione del FIFDH di Ginevra, che, come noto, è stata diffusa interamente on line a causa dell’emergenza pandemica appena iniziata.

Lugano, 23 aprile 2020

Film Festival Diritti Umani Lugano
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