A fine dicembre è nato il COMITATO SAT, un comitato che ha come scopo principale quello di rappresentare un gran numero di scuole artistiche legate alle arti sceniche presenti nel Canton Ticino e di poter dare voce a queste realtà, troppo spesso poco considerate da parte delle Autorità Cantonali e Comunali.
Ad oggi, hanno aderito a questo progetto, ideato dall’attore e regista Mirko D’Urso, direttore del Centro Artistico MAT di Lugano, una quarantina di scuole del territorio.
Il Comitato è formato da Alessandra Ashkenazy (Ashkenazy Ballet Center di Pura), Mirko D’Urso (Centro Artistico MAT di Pregassona), Mi Jung Manfrini-Capra (Area Danza di Bellinzona). Paolo Meneguzzi (Pop Music School di Mendrisio), Luca Spadaro (Teatro d’Emergenza di Lugano) e Martin Wüthrich (New Style Dance di Massagno).
Obbiettivo del gruppo di lavoro non è solo quello di trovare modalità e strategie per riuscire a superare questo momento così difficile per il settore artistico, ma anche quello di creare una sinergia tra le varie scuole (che fino ad oggi è in parte mancata) con la speranza che possano nascere a breve anche nuove collaborazioni all’interno del panorama artistico-didattico ticinese.
Un “punto” di incontro dove scambiare le proprie idee, dove confrontarsi, ma anche un modo per creare condivisione e per crescere, oltre a rappresentare un’importante possibilità di fare “rete”.
In Ticino esistono all’incirca una settantina di realtà legate alla formazione delle Arti Sceniche, alcune più piccole, altre con un numero importante di allievi, alcune nate da poco, altre presenti sul territorio da molti anni, alcune che si dedicano alla formazione pre professionale, altre che si concentrano invece sulla parte più ludica e legata al tempo libero. Si stima che siano circa 4000 gli allievi di tutte le età che frequentano una formazione artistica in queste strutture (senza calcolare tutti gli allievi delle scuole di musica del Cantone) e che siano circa 250 i professionisti coinvolti a tempo indeterminato in questa categoria.
In questi mesi di chiusura, obbligata durante il primo lockdown e parziale in queste ultime settimane, le difficoltà che le scuole artistiche stanno affrontare sono molte.
Quelle più colpite sono sicuramente quelle che hanno per lo più allievi over 15 anni visto che le attuali direttive non permettono, se non i piccoli gruppi, il proseguimento della loro attività didattica, ma tutte quante hanno subito un significativa diminuzione delle iscrizioni per l’anno 20-21 e le prospettive per l’anno 21-22 sono ancora meno rosee.
Dallo scorso mese di marzo è spesso emerso, da parte di noi direttori delle strutture, un senso di confusione e di smarrimento in merito alle direttive emanate a livello cantonale o federale. Questo perché non è quasi mai chiaro in quale categoria dobbiamo collocare la nostra attività (Palestre? Sport? Strutture per il tempo libero? Attività culturali?) per attenerci al rispetto di tali ordinanze. La situazione nelle ultime settimane ci sembra leggermente migliorata anche se diversi punti sono ancora piuttosto confusi.
La lettera inviata oggi al Consiglio di Stato vuole prima di tutto sensibilizzare l’autorità cantonale su quanto sia importante la nostra attività sul territorio, sia a livello formativo-educativo, ma anche a livello aggregativo-sociale ed economico. Per non parlare dell’aspetto legato al benessere psicofisico.
Anche la chiusura di una sola scuola artistica dovuta a questa situazione pandemica, sarebbe una sconfitta per tutti, ma il timore è che, senza aiuti concreti da parte dello Stato, le realtà che dovranno chiudere definitivamente (e a breve) potrebbero essere davvero molte, con tutte le conseguenze del caso. Il tempo sta per scadere.
Chiediamo quindi una maggiore attenzione nei nostri confronti e delle misure concrete che possano garantire la sopravvivenza di tutte le scuole delle arti sceniche ticinesi.
Questo il nostro manifesto:
Perché insegniamo Arti Sceniche
Insegnare le discipline delle Arti Sceniche non è soltanto un lavoro.
Partecipare ad un corso di danza o di teatro non è soltanto un passatempo.
La danza e il teatro fanno parte da millenni della vita e della cultura della nostra specie. In ogni epoca, in ogni luogo, ad ogni età le persone si sono dedicate a queste forme di espressione, tanto che si potrebbe dire che queste attività siano un tratto caratteristico dell’Umanità.
Il teatro, la danza, non sono solo attività estetiche o ludiche: sono un modo di conoscere sé stessi e di fare esperienza del Mondo, sono tra i pilastri della cultura umana, insieme alla Letteratura, alle Matematiche, alla Musica, alla Pittura…
Ma Teatro e Danza sono diverse da ogni altra forma culturale per un motivo: perché il prodotto di queste forme d’Arte non rimane saldo nel tempo come una scultura o un libro. L’arte scenica esiste solo per il breve momento in cui uno spettatore osserva l’artista che gli sta di fronte. Poi l’opera d’arte scompare e si trasforma in memoria.
Per questo è così difficile insegnare le Arti Sceniche, per questo a scuola non vengono quasi mai insegnate.
Le Scuole di Arti Sceniche sono una risorsa fondamentale per il territorio, facendosi carico del compito di salvaguardare, tramandare e dare nuova linfa a una branca della nostra Cultura tanto fondamentale quanto fragile.
Come scrivere un componimento è importante non soltanto per futuri scrittori, come risolvere equazioni servirà a tutti e non solo agli scienziati, come fare sport farà bene a chiunque e non solo ai futuri atleti della Nazionale, così imparare a danzare e a recitare è utile e necessario a tutti (bambini, adolescenti, adulti).
Le nostre strutture diventano spesso delle seconde case per i giovani allievi che frequentano i nostri corsi e che trascorrono nelle nostre sale gran parte del proprio tempo libero. Abbiamo la pretesa di pensare che non formiamo solo potenziali attori e ballerini, ma che prima di tutto facciamo crescere in un ambiente sano e costruttivo le nostre future generazioni. Allievi che magari non diventeranno attori e ballerini professionisti, ma che molto probabilmente diventeranno pubblico, diventeranno lettori.
Altrettanto importante è poi il lato aggregativo perché nei nostri spazi nascono spesso amicizie che verranno coltivate per tutta la vita e, perché no, anche relazioni amorose.
Allo stesso modo, queste strutture rappresentano anche per gli allievi meno giovani una fonte di evasione, una possibilità per sfuggire alla solitudine o alla quotidianità, un aiuto per superare situazioni difficili a livello emotivo.
Fare arte è terapeutico. Fare arte crea benessere.
Per questo i corsi di Arte Scenica non sono solo un passatempo.
Per ogni informazione supplementare potete contattare:
Mirko D’Urso – 0765087731
Grazie per l’attenzione e cordiali saluti
COMITATO SAT (comitatosat@bluewin.ch)
Alessandra Ashkenazy
Mirko D’Urso
Mi Jung Manfrini-Capra
Paolo Meneguzzi
Luca Spadaro
Martin Wüthrich














