La Lega dei Ticinesi prende atto della decisione dell’Udc, comunicata oggi tramite gli
organi di informazione, di presentarsi con una lista propria alle elezioni cantonali del 2027.
Siamo sorpresi non solo dalla scelta, ma anche dalle modalità con cui essa è stata resa
nota. Nonostante i contatti e gli scambi avvenuti nelle scorse settimane tra le parti, la Lega
non è stata informata direttamente della decisione, apprendendola unicamente attraverso i
media.
Nel corso degli ultimi mesi, la Lega dei Ticinesi ha esaminato attentamente e fino in fondo
tutte le possibili soluzioni per mantenere forte, compatta e competitiva l’area di destra del
nostro Cantone, nella consapevolezza che le vere sfide politiche dei prossimi anni
richiederanno un fronte saldo e credibile in contrapposizione alla sinistra.
La nostra priorità è sempre stata quella di difendere gli interessi del Ticino e dei ticinesi,
affrontando con determinazione temi fondamentali quali la sicurezza, il lavoro, la pressione
migratoria, il potere d’acquisto, la mobilità e la tutela della nostra identità.
Prendiamo tuttavia atto che, per l’Udc, la questione sembra essersi progressivamente
trasformata in un problema di persone. In particolare, è stata posta come condizione
l’esclusione del Consigliere di Stato Claudio Zali da una eventuale lista comune. Una
posizione che, nei fatti, ha portato a far naufragare qualsiasi ipotesi di collaborazione. Ne
prendiamo atto.
Avremmo potuto, a nostra volta, sollevare numerose riserve nei confronti di alcuni
esponenti dell’Udc. Avremmo potuto ricordare gli accordi presi durante la precedente
campagna elettorale, quando ci era stata assicurata una collaborazione leale e costruttiva.
Avremmo potuto ricordare gli impegni assunti affinché non si trasformassero in bersagli
politici permanenti i nostri Consiglieri di Stato o i progetti sostenuti dalla Lega. Eppure, nel
corso degli ultimi anni, non sono mancate critiche, spesso anche particolarmente dure,
rivolte alla Lega e ai suoi rappresentanti proprio da parte di esponenti dell’UDC.
Abbiamo però scelto di guardare oltre le questioni personali, nella convinzione che gli
interessi del Ticino debbano prevalere sulle antipatie individuali. Evidentemente questa
visione non è stata condivisa.
Per quanto riguarda la tempistica, è opportuno ricordare che qualsiasi decisione relativa a
una lista congiunta sarebbe spettata esclusivamente all’Assemblea della Lega, unico
organo competente in materia, che avrebbe avuto modo di esprimersi nelle prossime
settimane.
L’Udc ha invece scelto di percorrere unilateralmente un’altra strada.
Lo scenario è ora chiaro. La Lega dei Ticinesi continuerà a fare ciò che ha sempre fatto:
difendere il Ticino e i ticinesi con pragmatismo, concretezza e vicinanza alla popolazione.
Non saranno certo altri partiti a stabilire chi abbia o non abbia il diritto di rappresentare la
destra ticinese. La Lega non accetta patenti di legittimità da nessuno. Da oggi lavoreremo
con ancora maggiore determinazione per compattare il nostro elettorato e rafforzare quelle
sensibilità autenticamente ticinesi che troppo spesso non coincidono con le logiche e gli
interessi dettati da Berna.
A chi pensava di archiviare la Lega o di ridimensionarne il ruolo politico diciamo una cosa
molto semplice: grazie per essere passati! La Lega c’è, è viva, è radicata sul territorio ed è
più combattiva che mai. E, come sempre, venderà cara la pelle.
Ticinesi, unitevi: il momento è arrivato.
Lega dei Ticinesi















