È aperta la campagna abbonamenti, dieci spettacoli per venti sere in cartellone, al prezzo di 340 franchi, per la stagione di prosa 2026/2027 al Teatro di Locarno. Nel cartellone n. 37, presentato in conferenza stampa dal Presidente dell’Associazione “Amici del Teatro di Locarno” Diego Erba e dal direttore artistico Paolo Crivellaro, si guarda al prossimo futuro si scoprono tante anime con tante novità, si presenta una serie di appuntamenti che uniscono riflessione, attualità, emozione e narrazione. A iniziare da “Monteforno” una narrazione corale di un’epopea industriale e sociale diretta da Laura Curino e prodotta dal teatro Sociale di Bellinzona. Sul filo della memoria anche “Io resto qui” di Marco Balzano edito da Einaudi dal quale è stato tratto lo spettacolo dal titolo omonimo. Protagonisti Arianna Scommegna e Mattia Fabris nei ruoli di Trina ed Erich, una coppia di sposi testimoni di una comunità ferita e sconvolta in nome del progresso cinico e incapace di provare comprensione per chi avrebbe perso la propria casa e divisi i propri affetti famigliari. Di diversa angolatura la proposta de “L’illusione coniugale” dal linguaggio ironico e vivace commedia divertente con protagonista Rosita Celentano. Una compagnia che in questi anni ha conquistato il pubblico locarnese è il milanese “Teatro dell’Elfo”. Arriva con “Erano tutti miei figli “ambientato nell’America post-bellica, ha la forza di una grande opera popolare: al centro della scena il rapporto conflittuale tra genitori e figli e la responsabilità sociale e morale dell’individuo a confronto con le tragedie della storia. IL 2026 si chiude con “Giusto” di e con Rosario Lisma per una storia surreale, buffa e dolente di una diversità nel mondo contemporaneo. Dopo il successo della stagione scorsa torna Veronica Pivetti con il suo nuovo lavoro “Breaking Brecht “un cabaret epico-satirico che attraversa il Novecento e arriva fino ai nostri giorni, raccontando le battaglie artistiche e le contraddizioni del grande drammaturgo Bertolt Brecht attraverso un linguaggio contemporaneo, ironico e coinvolgente. Segue “Tre variazioni della vita “di Yasmina Reza con Ugo Dighero: commedia brillante su relazioni e verità. Michele la Ginestra è Giacomo, un tranquillo fioraio laureato in filosofia, il quale tratta le sue piante come esseri viventi, anzi parlanti in “Il piacere dell’attesa”. Stivalaccio Teatro si confronta con un altro dei grandi personaggi della Commedia dell’Arte: Scaramuccia. La stagione si conclude ad aprile con “Argo” di Letizia Russo, un viaggio nella memoria, un gesto d’amore verso ciò che ci lega. Un invito a riflettere su chi siamo e da dove veniamo. Tutte le informazioni sul sito www.teatrodilocarno.ch.















