Viviamo tutti al di sopra delle nostre possibilità; sia nella vita individuale che nella vita comunitaria. La Svizzera oggi ha esaurito per il 2026 il suo approvvigionamento casalingo. Da oggi siamo a credito, significa che siamo dipendenti dall’estero per il nostro fabbisogno di energia e vedendo cosa succede nel mondo questo ci preoccupa assai. Ci avevano detto che se puntavamo sul fotovoltaico, anche individualmente, avremmo sopperito a questa lacuna. Un flop enorme; ci hanno fatto investire in questa tecnologia promettendoci ristorni mentre chi si è riciclato al fotovoltaico ha dovuto subire solo spese enormi senza alcun vantaggio. E di questo passo idem con le macchine elettriche e tutte le altre tecnologie che non hanno alcuna dimostrazione di vantaggi reali, individuali che comunitari. I politici seguono le mode e magari chi li convince a proporle alla popolazione!
Se nel mondo nel 2025 si sono spesi 2900 miliardi di dollari in aggeggi militari per sostenere guerre e mire espansionistiche di alcuni capi di Stato “fuori di melone”, che stanno avviandoci alla autodistruzione finale, anche noi in Svizzera alcuni comandanti abituati a giocare alla guerra in salotto, ci vogliono costringere ad aumentare le spese militari con acquisti di aerei e mezzi di difesa, per il gusto di spendere, senza che ne abbiano la competenza di difenderci in caso di guerra.
La morale: basta seguire delle “teste calde” di casa nostra e imbarcarci in spese folli, quando la nostra popolazione vive con difficoltà e basterebbero qualche miliardo per rimettere tutto al centro del paese, invece di spese folli e aiuti a tutti tranne che alla popolazione! I nostri soldi li vogliamo vedere usati per aiutare gli imprenditori e di riflesso i loro collaboratori. Solo con una politica di sostegno locale, torneremo ad essere quella Svizzera che tanto ci hanno invidiato!

















