Care amiche, cari amici, buona domenica!
Le nostra piazze sono allietate da musica, coriandoli e risotti. Quindi, tutti a festeggiare il Carnevale!
Sintesi della settimana ed evoluzione
La nostra informazione domenicale dell’Economia con Amalia dando un’occhiata ai mercati finanziari. L’inizio del 2026 è stato caratterizzato da una grande volatilità. I prezzi dei metalli preziosi come il rame, il platino e il palladio hanno mostrato l’andamento delle montagne russe: nello stesso giorno si è passati da forti rialzi a crolli ancora più grandi. Questi metalli sono fondamentali in molte applicazioni industriali legate all’elettronica, alla medicina, al settore automobilistico, come anche a quello delle costruzioni. Anche l’oro e l’argento, che svolgono piuttosto un ruolo di beni rifugio e riserve di valore (anche se si stima che circa metà della domanda di argento sia utilizzata a livello industriale contro un 10% di quella dell’oro) hanno mostrato una certa volatilità, nonostante il prezzo continui a crescere. Ma l’incertezza ha toccato anche molte grandi aziende tecnologiche che hanno visto il valore delle loro azioni ridursi (tra queste Microsoft, Nvidia, Meta, Oracle). E che dire delle criptovalute? In generale hanno subito perdite tra il 15% e il 25%. Le cause di questa situazione altalenante sono legate a un mix di fattori macroeconomici e geopolitici, oltre alla speculazione. La crescita lenta, la disoccupazione in aumento, le tensioni internazionali come pure le strategie di riduzione della leva finanziaria, hanno un effetto destabilizzante sui prezzi.
Effetto che però non dovrebbe toccare particolarmente il nuovo indice dei prezzi al consumo (IPC). Qualche giorno fa, l’Ufficio Federale di statistica, ne ha annunciato la revisione prevista ogni cinque anni. L’indicatore oltre a mostrare l’andamento dei prezzi e quindi essere fondamentale per la politica monetaria, serve, per esempio per indicizzare salari e rendite. L’IPC è una sorta di carrello della spesa dove rientrano i beni e servizi consumati dallo svizzero medio. L’importanza di ogni prodotto viene pesata in funzione della parte del reddito che si utilizza per comprarlo. I cambiamenti più rilevanti fatti quest’anno riguardano il numero di categorie principali dei beni e dei servizi, l’introduzione di nuovi prodotti e l’estensione delle rilevazioni dei prezzi su Internet. La nuova categoria introdotta è quella delle assicurazioni private e dei servizi finanziari che ora rappresentano un gruppo a sé stante. I nuovi prodotti entrati nel paniere sono il latte vegetale, i monopattini elettrici, le stazioni di ricarica per auto elettriche, i camper, i servizi funebri e le cure di lunga durata. Dal punto di vista della raccolta dati, l’utilizzo di dati elettronici è stato esteso e ampliato a più siti web, anche perché gli acquisti oggi avvengono in buona parte online. Detto questo, l’indice dei prezzi al consumo di gennaio, fortunatamente, mostra un’assoluta stabilità sia rispetto al mese precedente che rispetto all’anno scorso. Il prezzo dei prodotti è rimasto stabile.
E di un prodotto in particolare, parliamo nell’ultima notizia: le bevande a base di Cola. L’ultima campagna pubblicitaria ideata da Pepsi per il Super Bowl 2026 vede protagonista l’iconico orso polare di Coca-Cola (che è la mascotte natalizia dagli anni ‘90) che dopo aver assaggiato le due bevande a occhi bendati, sceglie Pepsi Zero Sugar anziché la Coca-Cola Zero . Per affrontare ed elaborare questo tradimento va dallo psicologo, ma, nonostante ciò, desidera sempre Pepsi (qui il link per il video). Il video termina con due orsi al concerto ripresi dalla kiss cam (parodia di quanto accaduto al concerto dei Coldplay l’anno scorso dove la telecamera aveva ripreso due amanti). Ufficialmente Coca-Cola non ha risposto, anche se sui social media esiste un video che mostra l’orso polare svegliarsi angosciato da questo incubo, andare al frigorifero e scegliere l’unica bevanda presente: Coca-Cola (link Facebook e Instagram). Questa sorta di rivalità tra Pepsi e Coca-Cola nota come Cola Wars (Guerra delle Cola), è iniziata negli anni ‘70 ed è culminata negli anni ‘80 vedendo i due marchi coinvolti in pubblicità comparative decisamente interessanti che non hanno risparmiato nemmeno la presenza di veri e propri idoli come Michael Jackson, Madonna o Cindy Crawford. Le pubblicità meritano di essere viste, perché oltre a narrare di una concorrenza aziendale che dura da più di cent’anni, in alcuni casi sono dei veri e propri capolavori. La cosa certa è che i geni del marketing così facendo, suscitano grande interesse e soprattutto grandi vendite per entrambi i marchi a prezzi piuttosto contenuti.
E di industrie, o meglio di politica industriale, abbiamo parlato nel nostro articolo settimanale “Lo Stato non può stare a guardare” che riprende un’intervista fatta da Beniamino Sali per Il Federalista, che ringraziamo. In questo testo abbiamo avuto la possibilità di chiarire l’importanza di una politica industriale che non può essere ridotta esclusivamente a sussidi per un determinato settore in un momento di difficoltà.
Trovate qui gli articoli della settimana
Lo Stato non può stare a guardare
Se vi siete persi gli articoli delle scorse settimane, eccoli:
A Davos seppelliti trent’anni di sicurezze economiche
Fare sport aiuta… l’economia!
Svizzera 2026: crescita sì, ma con prudenza
Prezzi più stabili, economia incerta: la cautela delle banche centrali
Salari in Ticino: la sfida è trovare stabilità
Quando le esportazioni rallentano, il PIL crolla
Notizie Flash di economia
Avete voglia di aggiornamenti settimanali brevi? Non avete voglia di leggermi? Nessun problema: potete guardarmi e ascoltarmi su Instagram (qui) e su TikTok (AmaliaMirante555, qui: https://vm.tiktok.com/ZMdg6eHsb/).
Ascoltami
Ma sapete che trovate “L’economia con Amalia” anche su Spotify? Cliccate qui! E se non avete accesso a questa piattaforma, nessun problema: potrete ascoltare la versione audio in fondo agli articoli scritti sul sito. Qui sotto gli ultimi. Ticinesi: ancora più poveri e infelici
Lo Stato non può stare a guardare
A Davos seppelliti trent’anni di sicurezze economiche
Fare sport aiuta… l’economia!
Svizzera 2026: crescita sì, ma con prudenza
Prezzi più stabili, economia incerta: la cautela delle banche centrali
Salari in Ticino: la sfida è trovare stabilità
In attesa di quello che ci riserverà l’economia nella prossima settimana, vi auguro una splendida domenica!
Un caro abbraccio,
Amalia Mirante


















