Votazioni popolari del 28 settembre 2025
I Sindaci dei Comuni della Leventina lanciano l’allarme: gravi conseguenze finanziarie per
i Comuni in caso di approvazione degli oggetti in votazione.
Il 28 settembre 2025 la popolazione sarà chiamata a esprimersi su tre oggetti che avranno un impatto diretto e potenzialmente molto pesante sulle finanze comunali.
1. Decreto federale concernente l’imposta immobiliare cantonale sulle abitazioni secondarie, collegato
all’abolizione del valore locativo.
2. Iniziativa popolare cantonale “Basta spennare il cittadino, cassa malati deducibile integralmente!”
3. Iniziativa popolare cantonale “Esplosione premi di cassa malati: ora basta! (Iniziativa per il 10%)”.
Effetti attesi della soppressione del valore locativo.
L’abolizione del valore locativo comporterà per gli enti pubblici la perdita di un gettito stabile e difficilmente compensabile in tempi brevi, quantificabile in 55 milioni per il Cantone e 44 milioni per i Comuni ticinesi. La facoltà di introdurre un’imposta immobiliare speciale sulle abitazioni secondarie, prevista come misura sostitutiva, richiederà infatti un percorso legislativo articolato e soggetto a incertezze istituzionali e democratiche. Non vi è inoltre garanzia che il nuovo strumento fiscale generi entrate equivalenti a quelle attuali. Non sorprende quindi la posizione contraria assunta dal Consiglio di Stato al riguardo.
Per i Comuni della Leventina, caratterizzati da un importante numero di residenze secondarie, il rischio non è trascurabile e, in caso di approvazione, sarà fondamentale che la perdita di gettito originata dall’abolizione del valore locativo per le residenze secondarie possa essere da subito interamente compensata da questa nuova imposta immobiliare speciale.
Impatto delle iniziative popolari cantonali sulla deduzione dei premi di cassa malati.
Come per l’abolizione del valore locativo, anche le iniziative popolari cantonali che toccano il tema delle casse malati avranno delle ripercussioni finanziarie importanti per i Comuni.
L’attuazione dell’iniziativa “Basta spennare il cittadino, cassa malati deducibile integralmente!”
comporterà a partire dal 2026 minori entrate corrispondenti a una media di circa cinque punti di
moltiplicatore per i Comuni della Leventina.
Parallelamente, come rilevato dal Consiglio di Stato e dell’Associazione dei comuni ticinesi (ACT), anche
l’iniziativa volta a limitare al 10% del reddito l’incidenza massima dei premi di cassa malati non mancherà di produrre a sua volta significative ricadute negative sui bilanci comunali per i noti e in questi anni sempre attuati processi di riversamento di oneri dal Cantone sui Comuni (rispettivamente sui cittadini dei Comuni).
In questo caso il Cantone si vedrebbe infatti privato di circa 300 milioni di franchi di risorse finanziarie che andranno giocoforza controbilanciati con misure a carico di cittadini sia a livello cantonale che, appunto, tramite i Comuni.
Rischio concreto: aumento delle imposte o taglio dei servizi
La combinazione di queste tre riforme metterebbe a rischio la capacità finanziaria dei Comuni. In caso di
approvazione delle stesse e senza adeguate misure di compensazione, gli enti locali sarebbero costretti ad
aumentare il moltiplicatore d’imposta o, in alternativa, a ridurre servizi essenziali a favore della cittadinanza in ambiti quali le scuole, i servizi extrascolastici, gli asili nido, l’aiuto domiciliare e il sostegno alle case anziani.
Alla luce delle importanti conseguenze finanziarie derivanti dall’approvazione dei tre oggetti in votazione, l’Associazione dei Comuni della Leventina (ACL), oltre a manifestare la propria preoccupazione, sottolinea l’importanza di:
• in caso di approvazione del decreto collegato all’abolizione del valore locativo prevedere periodi
transitori adeguati a livello federale;
• garantire una pianificazione realistica e tempestiva a livello cantonale per l’eventuale introduzione
dell’imposta speciale sulle residenze secondarie;
• mantenere un dialogo costante con i livelli istituzionali superiori, al fine di salvaguardare la stabilità
finanziaria e la continuità dei servizi comunali.

















