Care amiche, cari amici, buona domenica!
Giugno ha il pregio di allungare le giornate e, almeno per qualche ora, sembra allargare anche il respiro. Si esce di più, ci si ferma a parlare, si ritrovano piazze, cortili, feste di paese. Piccole cose, certo. Ma spesso è proprio lì che si capisce come sta davvero una comunità. Vi auguro allora un mese fatto anche di questo: incontri semplici, parole scambiate senza fretta, attenzione reciproca.
Sintesi della settimana ed evoluzione
La nostra informazione domenicale dell’Economia con Amalia comincia parlando di tassi di interesse. Giovedì 11 giugno la Banca Centrale Europea (BCE) comunicherà la sua decisione. L’ipotesi più accreditata è che ci sarà un aumento di 25 punti base. Questo significa che il tasso sui depositi aumenterà al 2,25%. La decisione si giustifica in funzione dell’andamento dell’inflazione che nell’area euro in maggio è salita al 3,2% dal 3% di aprile, ben sopra all’obiettivo del 2%. La ragione principale è nell’aumento dei prezzi dei prodotti energetici, ma anche l’inflazione di fondo (core), ossia l’inflazione al netto dei prezzi dei beni energetici e degli alimentari non lavorati come frutta e verdura, è salita al 2,5%. Durante l’ultima riunione di fine aprile, la BCE aveva deciso di lasciare i tassi invariati, ma aveva già anticipato un cambio di direzione nel caso in cui i prezzi avessero mostrato ancora tendenza al rialzo. La paura della BCE è quella di intervenire troppo tardi, come aveva fatto nel 2022. Se è sicuramente corretto preoccuparsi dell’inflazione, non bisogna però trascurare il fatto che si è di fronte a un’economia stagnante. La crescita è molto debole e le stime per l’area euro di quest’anno si situano attorno a una crescita dello 0,7%. Questo significa che si andranno ad aumentare i tassi di interesse e si scoraggeranno i consumi e gli investimenti proprio nel momento in cui l’economia rallenta.
E a rallentare, e anche in maniera importante, è il valore del Bitcoin, la regina delle criptovalute. Questa settimana il suo valore è sceso sotto ai 60.000 $ (47’600 CHF), arrivando ai livelli più bassi dall’ottobre 2024. Secondo il Wall Street Journal questa discesa del prezzo è stata in parte causata dalla notizia che Strategy, un’azienda tecnologica che dal 2020 ha iniziato a comperare enormi quantità di Bitcoin, avrebbe venduto 32 Bitcoin per un valore di circa 2,5 milioni di dollari (ca. 2 milioni CHF). Rispetto alla quantità stimata di 843’000 Bitcoin posseduti dall’azienda, questa è una piccola quantità, ma è significativo il fatto che l’azienda abbia cominciato a vendere quando da ormai sei anni non ha fatto altro che comperarli e accumularli. Un altro fattore che spiega questa riduzione del valore dei Bitcoin arriva dalla riduzione degli investimenti nei fondi ETF che sono dei fondi quotati in borsa che permettono a investitori normali, banche, fondi pensione o gestori patrimoniali di comperare Bitcoin senza in realtà comprarli direttamente. Il meccanismo prevede che gli investitori comprino fondi ETF e che i gestori di fondi ETF comperino a loro volta Bitcoin. Infine, la causa forse più importante è che molti investitori stanno spostando i loro soldi verso l’intelligenza artificiale, i semiconduttori e la possibilità di investire in aziende che vengono quotate per la prima volta in borsa (IPO, Initial Public Offering), come Space X, l’azienda di Elon Musk. I soldi degli investitori vanno dove possono crescere.
E a crescere in maniera anche inaspettata sono stati i posti di lavoro creati in maggio negli Stati Uniti. Il Bureau of Labor Statistics (BLS) americano ha annunciato questa settimana che sono stati creati 172’000 nuovi posti di lavoro (non agricoli) a fronte degli 85’000 stimati. Anche i dati del mese di marzo e di aprile sono stati rivalutati verso l’alto: rispetto a un mese fa si parla di oltre 93’000 posti di lavoro in più. Guardando al mese di maggio, si scopre che i posti di lavoro sono stati creati soprattutto nei settori del tempo libero e ospitalità con ristoranti e bar in prima fila (oltre 48’000 posti di lavoro sui 70’000 del settore), dai governi locali (55’000), nella sanità (35’000) e nell’assistenza sociale (12’000). Ma qualcuno ha anche perso: in particolare il settore finanziario ha visto ben 22’000 posti di lavoro in meno (anche il trasporto aereo ha perso dei posti, ma soprattutto a causa di una chiusura aziendale). In totale il settore privato ha creato circa 120’000 posti di lavoro e il settore pubblico 52’000. Tutto questo con un aumento dei salari medi orari (37,53 dollari – 29,78 CHF) dello 0,3% su base mensile e del 3,4% su base annua. Insomma, si registra un’occupazione in aumento che porta a salari in crescita, ma senza un a vera e propria impennata. Vedremo nelle prossime settimane come questi dati influenzeranno le scelte di politica monetaria.
E proprio di politica monetaria e della Federal Reserve abbiamo parlato in Kevin Warsh, un “uomo di Wall Street” alla testa della Federal Reserve. Nel nostro articolo settimanale (pubblicato anche da L’Osservatore che ringraziamo) constatiamo che la scelta di nominare un uomo dell’establishment finanziario repubblicano e integrato nei circuiti economici tradizionali americani, è un segnale che suggerisce prudenza e continuità almeno sul terreno monetario. Niente di meglio, dopo le tensioni con il precedente Presidente Jerome Powell.
Trovate qui gli articoli della settimana
Kevin Warsh, un “uomo di Wall Street” alla testa della Federal Reserve
Se vi siete persi gli articoli delle scorse settimane, eccoli:
Oltre 14’000 disoccupati. I ticinesi vogliono lavorare
Swatch, Audemars Piguet e l’economia della fila
Primo maggio: il lavoro che manca
Inflazione, crescita e incertezza: l’economia globale nel 2026
Casse malati – Quando la realtà presenta il conto alla politica
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Inflazione, crescita e incertezza: l’economia globale nel 2026
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In attesa di quello che ci riserverà l’economia nella prossima settimana, vi auguro una splendida domenica!
Un caro abbraccio,
Amalia Mirante















