“Autodeterminati e coinvolti”: nel 50° anniversario di AGMSI, la Giornata del Malato rinnova
cinquant’anni di impegno accanto alla persona nella fragilità
Domenica 1° marzo 2026 la Svizzera italiana ha vissuto una giornata intensa, fatta di incontri, sguardi, mani
strette e parole condivise. La 50ª Giornata del Malato di AGMSI non è stata soltanto una ricorrenza: è stata
la testimonianza viva di cinquant’anni di presenza accanto alle persone nella fragilità.
Cinquant’anni di ascolto silenzioso, di attenzione concreta, di comunità che sceglie di non voltarsi dall’altra
parte.
Il tema 2026, “Autodeterminati e coinvolti”, ha attraversato ogni momento della giornata, ricordando che
anche nella malattia la persona resta protagonista della propria vita. Autodeterminazione significa dignità.
Coinvolgimento significa non essere soli.
La giornata si è aperta presso l’Ente Ospedaliero Cantonale, all’Ospedale Beata Vergine di Mendrisio, nei
suoi reparti di geriatria e RAMI (Reparti acuti di minore intensità. Dopo i saluti istituzionali, la delegazione
ha incontrato i pazienti dei reparti: momenti semplici, ma carichi di significato, in cui il tempo si è fermato
per lasciare spazio all’ascolto.
La visita è poi proseguita alla Fondazione Luogo Pio G. Riziero Rezzonico – Ca’ Rezzonico di Lugano, dove gli
ospiti della residenza hanno accolto la delegazione con sorrisi, racconti e memoria condivisa. Il pranzo in
comune è diventato un segno concreto di prossimità: non solo presenza formale, ma condivisione autentica.
Nel pomeriggio, la Casa Anziani Residenza Paradiso ha ospitato l’ultimo momento della giornata. Anche qui,
incontri e parole hanno trasformato la visita in un’esperienza di relazione vera, conclusa con una merenda
conviviale che ha suggellato lo spirito di comunità.
La delegazione ufficiale ha accompagnato l’intero programma del 1° marzo, testimoniando che la cura è una
responsabilità collettiva, che unisce istituzioni, operatori, famiglie e volontari.
Le celebrazioni del 50° anniversario si erano aperte il giorno precedente, sabato 28 febbraio, con un evento
pubblico dedicato al dialogo sull’autodeterminazione e il coinvolgimento nella malattia, declinato in ambito
pediatrico. Una testimonianza intensa e una tavola rotonda hanno dato voce a chi vive la fragilità in prima
persona, ricordando che la malattia non cancella la persona, ma ne richiede ancora di più l’ascolto.
La Presidente di AGMSI, Ivana Petraglio, ha dichiarato:
“ È la continuità che fa la differenza, è la Pietas nell’accezione antica del termine che deve sorreggere il
nostro impegno quotidiano”
Anche il Consigliere di Stato Raffaele De Rosa ha voluto sottolineare:
“La fragilità non deve essere relegata in un angolo nascosto della nostra società”
Cinquant’anni dopo la sua fondazione, AGMSI continua a ricordare che la Giornata del Malato non è un
simbolo astratto, ma un impegno concreto. È la scelta di esserci. Di ascoltare. Di coinvolgere. Di custodire la
dignità della persona, sempre.
Perché una comunità si riconosce dalla capacità di restare accanto a chi è più fragile.
















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