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“DANZA E MISTERO”: UNA MOSTRA FOTOGRAFICA INSTALLATIVA IN OMAGGIO A CHARLOTTE BARA (Ascona dal 15 nov. 2018 al 30 aprile 2019) @ Ascona
Nov 15 2018–Apr 30 2019 giorno intero

Dal 15 novembre 2018 al 30 aprile 2019 gli spazi esterni del Museo Castello San Materno e del Teatro San Materno ospiteranno una mostra fotografica dello spettacolo “Danza e Mistero” di Tiziana Arnaboldi, dedicato alla danzatrice sacra Charlotte Bara (1901-1986).

L`installazione fotografica dello spettacolo “Danza e Mistero” di Tiziana Arnaboldi, omaggio a Charlotte Bara, a cura di Margrith Raguth, dalle mura del Castello di Mesocco, approda ad Ascona negli spazi esterni del Teatro San Materno e del Museo Castello San Materno. La mostra, con le fotografie di Adriano Heitmann traccia un ponte simbolico tra i due enti asconesi, con una collaborazione che non poteva essere più calzante per l’artista a cui è dedicata.

Il progetto conduce lo spettatore attraverso un viaggio nel mondo della danzatrice belga Charlotte Bara (1901-1986) che, ad Ascona, ha lavorato e vissuto dal 1919 fino alla sua morte, abitando dapprima solo nel Castello San Materno poi, dal 1928, nell’omonimo Teatro, realizzato per lei dall’architetto tedesco Carl Weidemeyer. Grazie alle fotografie degli spettacoli di Bara, conservate negli archivi del Museo Comunale d’Arte Moderna di Ascona, Tiziana Arnaboldi ha individuato il rapporto speciale e unico di Bara con l`elemento luce. L’esposizione illustra come per Bara “ogni movimento deve inviare le sue vibrazioni fino al cielo e diventare parte dell`eterno ritmo”.

La mostra – installazione comprende 5 moduli in cui sono riportate su ogni lato 3 immagini fotografiche di momenti significativi dello spettacolo “Danza e Mistero”, in cui “frammenti di posture uniche e di rara bellezza di mani, braccia e sguardi avvolti di mistero”, rendono omaggio alla danzatrice sacra Charlotte Bara, dialogando con lo spazio naturale delle due antiche dimore asconesi della danzatrice.

Grazie al lungo e prezioso lavoro di valorizzazione di questo spaccato di storia della danza internazionale, la compagnia di Tiziana Arnaboldi è stata insignita del prestigioso Premio svizzero per il Patrimonio della danza 2018, da parte dell’ Ufficio federale della cultura.

Museo Castello San Materno
Fondazione per la cultura Kurt e Barbara Alten
Via Losone 10
6612 Ascona
Tel. +41(0)91 759 81 60/40
museosanmaterno@ascona.ch
www.museoascona.ch

Teatro San Materno
Via losone 3
casella postale 833
CH-6612 ascona
telefono +41 91 792 30 37
info@teatrosanmaterno.ch
www.teatrosanmaterno.ch

Accesso libero
Date mostra: 15 novembre 2018 – 30 aprile 2019

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m.a.x. museo, CHIASSO (SVIZZERA): DAL 17 FEBBRAIO 2019 AL 15 SETTEMBRE 2019 LA MOSTRA FRANCO GRIGNANI (1908-1999) @ Chiasso
Feb 16@17:42–Apr 24@18:42

m.a.x. museo, CHIASSO (SVIZZERA): DAL 17 FEBBRAIO 2019 AL 15 SETTEMBRE 2019 LA MOSTRA FRANCO GRIGNANI (1908-1999)
Polisensorialità fra arte, grafica e fotografia

La mostra intende presentare, in forma antologica, il lavoro di una vita di Franco Grignani e affronta in particolare la sua ricerca declinata attorno al tema della polisensorialità. Tre i settori esplorati e sui quali si snoda il percorso espositivo: fotografia, grafica e design, arte.

Dal 17 febbraio 2019 al 15 settembre 2019, il m.a.x. museo di Chiasso (Svizzera) offre l’occasione di conoscere la complessità dell’artista, del grafico, del fotografo: in mostra saranno visibili immagini fotografiche, opere pittoriche, logotipi, materiali originali legati alla grafica e alla comunicazione pubblicitaria, oggetti di design.

L’esposizione è curata da Mario Piazza e Nicoletta Ossanna Cavadini.

Attraverso una ricca scelta di opere e materiale di archivio – che in parte è inedito – è possibile ripercorrere l’evoluzione artistica di Franco Grignani, dalla sua iniziale sperimentazione fotografica alla grafica pubblicitaria e alla Optical Art.

Il percorso al m.a.x. museo intende mettere in evidenza anche la stretta relazione tra Franco Grignani e numerosi giovani grafici svizzeri, che hanno inteso la loro esperienza nel suo studio di Milano come un vero e proprio laboratorio di apprendimento e formazione professionale. In questo senso viene rilevato e consolidato negli anni un interessante “filo diretto” artistico con la Svizzera, lungo l’asse Basilea – Zurigo – Milano.

La mostra è il frutto della ricerca effettuata sull’Archivio privato Manuela Grignani Sirtoli, sul Fondo Lanfranco Colombo di proprietà della Regione Lombardia e conservato al MUFOCO – Museo di Fotografia Contemporanea (Cinisello Balsamo-Milano) e su Fondi specifici dell’Aiap Associazione italiana design della comunicazione visiva e del suo CDPG (Centro di Documentazione sul Progetto Grafico), e su importanti collezioni d’arte private italiane e svizzere. È stato concesso il patrocinio del Consolato Generale d’Italia a Lugano, per la valorizzazione della cultura italiana all’estero e la messa in luce della ricerca a valore internazionale di Franco Grignani.

La sezione fotografica della mostra sarà esposta nel febbraio del 2020 al MUFOCO – Museo di Fotografia Contemporanea (Cinisello Balsamo-Milano).

INAUGURAZIONE: sabato 16 febbraio 2019, ore 18.00
• PERCHÉ FRANCO GRIGNANI?

Chi non ha mai visto il marchio Pura Lana Vergine? Disegnato nel 1963, è l’opera di un progettista che con arguzia e ferrea volontà ne ha modellato le linee bianche e nere al fine di costruire una forma unica e riconoscibile. Un’icona che oggi ci viene istintivamente da associare a qualcosa di morbido. L’autore di questo segno-immagine

è Franco Grignani, un artista, un grafico, un fotografo. O, sinesteticamente, tutt’e tre insieme, perché a catturare la natura nascosta delle forme egli ha dedicato una vita di incessanti ricerche, indagando solitario le interazioni dei processi percettivi. Così ha usato la grafica per divulgare la sua arte, ha sperimentato la fotografia per cogliere le mille posture del movimento e ha usato l’arte per fissare tutto ciò in cicli pittorici tesi a conquistare la bellezza del vedere.

Nel programma annuale del Centro Culturale Chiasso dedicato al tema “sinestesia” risulta centrale la figura di Franco Grignani, quale maestro della sperimentazione artistica, della grafica pubblicitaria e della fotografia su più livelli polisensoriali. La mostra si articola in tre sezioni appunto, in cui vengono particolarmente messi in luce l’incrocio sinestetico fra queste tre discipline, unito all’esperienza della luce e della musica.
• FRANCO GRIGNANI – BIOGRAFIA

Franco Grignani nasce nel 1908, a Pieve Porto Morone vicino a Pavia. La sua grande

passione per l’arte lo porta presto a partecipareSecondo a ma Futurismo. Nel 1933 espone alla “Grande Mostra Nazionalema

insieme ad altri 200 giovani artisti chiamati da Filippo Tommaso Marinetti. Quasi tutti i dipinti di questo periodo sono andati perduti. Con la fine degliinizianniadedicarsi‘20 alla sperimentazione innovativa, anche grazie all’uso della macchina fotografica.

Dopo gli studi al Politecnico di Torino (Facoltà di Arc esperienza alla Facoltà di Matematica a Pavia), Grignani si trasferisce a Milano, dove

si dedica alla progettazione di aree espositive e al graphic design: lavora, tra gli altri, per Fiat, Editoriale Domus e Borletti. Durante la Seconda Guerra Mondiale è docente in un corso di avvistamento aereo, esperienza che influenza le sue ricerche sulla percezione visiva. Nel 1942 sposa Jeanne Michot, che lo affiancherà nella realizzazione di grandi campagne pubblicitarie per Pirelli, Montecatini, Zignago, Necchi e molti altri. La sperimentazione artistica, arricchita dalle sue esperienze fotografiche, affianca l’attività di graphic designer, che si rivela la fonte di reddito fondamentale per finanziare la sua ricerca.

Negli anni ’50 inizia una lunghissimaAlfieri &collaborazioneLacroix;diventaart con director della rivista “Bellezza d’Italia”, housing organ della Dompé Farmaceutici di

cui sarà anche autore della comunicazione. È selezionatore, impaginatore e autore delle copertine di “Pubblicità in Italia”. Nel periodo del pieno sviluppo economico italiano, Grignani lavora come grafico per la grande committenza: per clienti quali

Pirelli, Arnoldo Mondadori Editore, Fiat, Ermenegildo Zegna; e in qualità di grafico disegna marchi (tra cui Camiceria Cinquini di Bergamo, Chemi, Galleria Peccolo di Livorno, Montesud, Solo Seta Sempre Seta, Aerhotel, Breda Nardi, Ceramiche Falcinelli, Centro Cultura Giancarlo Puecher, Galleria S.Fedele) e cura campagne pubblicitarie. Realizza centinaia tra annunci e pubblici della stampa, che rimarranno tra i capolavori della grafica italiana. Nel contempo

continua a progettare allestimenti fieristici, come il Padiglione ACNA alla fiera di Milano del 1955. Nella seconda metà degli anni Sessanta, con Giulio Confalonieri, Silvio Coppola, Bruno Munari e Pino Tovaglia fa parte di Exhibition Design, un gruppo di ricerca antesignano per il disegno industriale italiano, con cui progetta prodotti e oggetti di serie: dalle ceramiche Cilsa ai primi oggetti di design di Alessi, a tessuti per Driade e Tessitura Mompiano.

Con l’inizio degli anni ’70 corporatesispecializzaimage,madlla nellametàdel decennio si dedica quasi esclusivamente all’attività art Comune di Milano l’incarico per una mostra negli spazi de verranno esposte più di 150 opere. Nel 1980 la Nuova Accademia di belle Arti NABA

gli propone di entrare nello staff docente: inizia una lunga esperienza di insegnamento che affianca l’attività di ricerca artistica.

L’altissima qualità visiva delle sue numerosiopere premièconfermat riconoscimenti internazionali. Suoi lavori sono presenti nelle collezioni del MoMA di

New York, dello Stedelijk Museum di Amsterdam, del Museo Varsavia, del Victoria and Albert Museum di Londra.

Franco Grignani si spegne a Milano il 20 febbraio 1999.

Vedi maggiori info cliccando qui

Feb
20
mer
DREAM BEASTS LE SPETTACOLARI CREATURE DI THEO JANSEN A MILANO DAL 20 FEBBRAIO AL 19 MAGGIO 2019 @ Milano
Feb 20–Mag 19 giorno intero

Il Museo presenta per la prima volta in Italia le Strandbeest, gigantesche installazioni cinetiche dell’artista olandese (20 febbraio – 19 maggio 2019) Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci via San Vittore 21, Milano
Milano, 19 febbraio 2019. Il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia, con la main sponsorship di Audemars Piguet, il contributo di Fondazione IBSA e KLM, il sostegno di Ambasciata e Consolato generale dei Paesi Bassi e Mondriaan Fund, presenta per la prima volta in Italia le opere dell’artista olandese Theo Jansen, conosciuto in tutto il mondo per le sue gigantesche installazioni cinetiche Strandbeest (“animali da spiaggia”), creature ibride dall’aspetto zoomorfo che si muovono sfruttando la spinta del vento. Da mercoledì 20 febbraio a domenica 19 maggio i visitatori del Museo potranno ammirarle nella mostra Dream Beasts. Le spettacolari creature di Theo Jansen.

Jansen, dopo un periodo di studi in Fisica applicata alla Delft University of Technology, nel 1990 inizia a dedicarsi al progetto Strandbeest. Le sue opere possono sembrare scheletri di animali preistorici o enormi insetti. Sono invece gigantesche sculture animate fatte di materiali di epoca industriale: tubo flessibile in plastica, filo di nylon e nastro adesivo. Nascono come algoritmi e non richiedono motori, sensori o tecnologie avanzate per spostarsi: si muovono grazie alla forza del vento e dell’aria caratteristiche della costa olandese, loro habitat naturale. Nel corso degli anni le Strandbeest realizzate da Jansen si sono evolute seguendo un processo di selezione che ne fa quasi una nuova specie animale costruita dall’uomo.

L’esposizione, ospitata nel padiglione Aeronavale del Museo, ha l’intento di portare il pubblico a confrontarsi, anche a livello emotivo, con i valori di innovazione e sostenibilità comunicati dalla ricerca dell’artista. I visitatori potranno passeggiare accanto a 13 di queste imponenti creature e apprezzare i loro movimenti così sorprendentemente naturali.

Definito dalla critica internazionale “un moderno Leonardo da Vinci”, Theo Jansen ama coniugare il sapere scientifico a suggestioni di carattere umanistico, spaziando da sperimentazioni sulla cinetica e la meccanica all’esaltazione della natura e della bellezza. Questa sintonia con lo spirito di Leonardo rende Jansen culturalmente vicino all’identità del Museo, che ha nel suo Dna il dialogo fra arte e scienza e che ha scelto di proporre l’opera dell’artista olandese ai suoi visitatori proprio nell’anno dedicato alle celebrazioni vinciane.

Le opere di Jansen sono state ospitate in alcuni dei più importanti musei internazionali quali l’Exploratorium di San Francisco, la Cité des Sciences e il Palais de Tokyo di Parigi, l’Art & Science Museum di Singapore e alla prestigiosa fiera d’arte contemporanea Art Basel Miami, presentato da Audemars Piguet.

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“Siamo felici di offrire ai nostri visitatori la possibilità di ammirare le sorprendenti creature di Theo Jansen, che abbiamo fortemente voluto portare in Italia al Museo” dichiara Fiorenzo Galli, Direttore Generale del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia “Ci affascina il sogno dell’artista di dare vita a esseri artificiali che immagina possano vivere secondo regole naturali, progettati attraverso una contaminazione tra metodi ingegneristici e processi artistici, sfruttando il vento e l’aria per muoversi. Siamo certi che vedere alcune delle Strandbeest in movimento sarà molto coinvolgente per persone di ogni età”.

“La combinazione tra innovazione, sostenibilità e creatività avvicina il lavoro di quest’artista allo spirito leonardesco – dichiara l’assessore alla Cultura del Comune di Milano Filippo Del Corno -. Il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia, che valorizza in modo permanente l’opera di Leonardo, è naturalmente uno dei più qualificati interpreti del suo pensiero e ha dunque saputo cogliere la corrispondenza di intenti, proponendo un artista contemporaneo che mette al centro del proprio pensiero progettuale la natura e la protezione dell’ambiente”.

“Siamo lieti che la collaborazione con Theo Jansen continui” sostiene Olivier Audemars, Vicepresidente del Consiglio di Amministrazione di Audemars Piguet “La ricerca della perfezione tecnica di Jansen, unita alla capacità di superare i confini tra arte e ingegneria, fotografa alla perfezione il dialogo esistente tra questi ambiti, e questa costante interazione rappresenta il fulcro dello spirito di indipendenza di Audemars Piguet”.

“Siamo molto orgogliosi di essere parte di questo importante progetto, che rientra a pieno titolo nell’impegno di Fondazione IBSA per la divulgazione e promozione del dialogo tra arte e scienza”, commenta Silvia Misiti, Direttore di Fondazione IBSA. “Il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia è un partner prestigioso con il quale la Fondazione ha scelto di avviare quest’anno una collaborazione prioritaria. Oltre alla sponsorizzazione della mostra di Jansen, negli spazi museali si terranno anche altri eventi, il primo dei quali sarà la cerimonia di premiazione delle Fellowship IBSA”.

“Siamo entusiasti di sostenere l’esposizione artistica di questo straordinario autore olandese in qualità di Official Carrier” – afferma Lucia Impiccini Marketing Director di Air France-KLM “L’innovazione è nel DNA di KLM che ha sempre sapientemente investito in innovazione per proporre il meglio in termini di comfort e servizi ai propri clienti superando il concetto del semplice volare verso una destinazione, ma cercando di offrire vere esperienze di viaggio. In questo siamo vicini all’artista olandese che intende far sperimentare emozioni e sensazioni nuove attraverso le proprie opere”.

“L’Ambasciata e il Consolato Generale a Milano del Regno dei Paesi Bassi promuovono la mostra DREAM BEASTS di Theo Jansen” sottolinea Johan Verboom, Console Generale dei Paesi Bassi “Caratteristica distintiva delle spettacolari installazioni cinetiche dell’artista olandese è il movimento: così come le Strandbeesten, oggigiorno anche la diplomazia è in movimento verso un cambiamento all’insegna di un mondo migliore e più ecosostenibile”.

Durante il periodo di apertura della mostra il Museo propone un Programma per il pubblico, pensato per ragazzi, adulti e famiglie oltre a un Programma per le scuole, dedicato a insegnanti e studenti.

ALCUNI APPUNTAMENTI PER IL PUBBLICO

• sabato 23 e domenica 24 febbraio, Weekend speciale di apertura: Re-Animation con l’artista, visite guidate alla mostra, attività nel temporary lab all’interno della mostra (dagli 11 anni), per scoprire come si muovono le creature di Theo Jansen e comprendere quanta meccanica, ingegneria e biologia nascondono;

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• tutti i weekend di marzo, aprile e maggio: Re-Animation e visite guidate con gli animatori scientifici del Museo, attività nel temporary lab e visite guidate per i piccoli (dai 5 anni);

• giovedì 7 marzo, 11 aprile e 9 maggio, Dutch Night Dream Beasts: serate di apertura straordinaria dell’esposizione in cui le creature di Theo Jansen prendono vita in mezzo al pubblico.

ALCUNI APPUNTAMENTI PER LE SCUOLE

• mercoledì 27 e giovedì 28 febbraio visita della mostra dedicata agli insegnanti;
• workshop dedicati agli studenti delle scuole ad indirizzo artistico;

• visite guidate alla mostra e attività nel temporary lab con attività interattive per sperimentare un modo nuovo per lavorare con gli studenti sulle materie STEAM tra arte e ingegneria, matematica, meccanica e biologia.

La mostra s’inserisce nel quadro più ampio degli eventi internazionali che si terranno a Milano nello stesso periodo: le celebrazioni per i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci, il Miart e il Salone del Mobile.

L’ingresso alla mostra è incluso nel biglietto del Museo.
INFORMAZIONI PER IL PUBBLICO

Giorni e orari di apertura: da martedì a venerdì: 9.30 – 17 | sabato e festivi 9.30 – 18.30.

Biglietti d’ingresso

intero 10,00 € | ridotto 7,50 € per bambini e giovani da 3 a 26 anni; persone oltre i 65 anni; gruppi di almeno 10 persone; giornalisti in visita personale dietro presentazione del tesserino dell’Ordine dei Giornalisti in corso di validità e compilando il form di accredito; docenti delle scuole statali e non statali; convenzioni | speciale 4,50 € per gruppi di studenti accompagnati dall’insegnante previa prenotazione.

Ingresso gratuito per: visitatori disabili e accompagnatore, bambini sotto i 3 anni; giornalisti che stanno realizzando un servizio sul Museo, accreditati in precedenza.

Biglietti online

Sul sito del Museo è possibile acquistare il biglietto d’ingresso al Museo – intero o ridotto, il biglietto per il sottomarino Enrico Toti. È possibile prenotare alcune attività interattive e visite guidate (max. 1 attività per persona), al costo di prevendita di 1 euro. www.museoscienza.org | info@museoscienza.it | T 02 48 555 1

Feb
21
gio
Uscire dal Caos: riprende la serie di incontri sul Medio Oriente Mediterraneo dal 21 febbr. al 23 maggio 2019 @ Lugano
Feb 21–Giu 6 giorno intero

È intitolata “Uscire dal caos. Configurazioni geopolitiche e culturali del Medio Oriente Mediterraneo” la nuova serie di incontri organizzata dalla MEM Freethinking Platform, l’iniziativa dell’USI diretta dal professor Gilles Kepel che ha l’obiettivo di incoraggiare l’analisi e il dibattito su questa regione. Il titolo, ispirato all’ultimo libro dello stesso Prof. Kepel, evoca la caotica e mutevole situazione della regione, suggerendo al contempo nuove narrazioni e potenziali vie di uscita alle criticità. La serie è composta dalle lezioni pubbliche del corso del Prof. Kepel e da interventi di esperti della regione.

Il ciclo di conferenze sarà inaugurato il prossimo 21 febbraio 2018. Il 28 febbraio alle ore 18:30 nell’Auditorio del campus di Lugano, con una conferenza nel contesto della quale Carla Del Ponte presenterà il suo libro Gli impuniti (Sperling&Kupfer, 2018), dedicato ai crimini della guerra in Siria negletti dalla comunità internazionale. Carla Del Ponte ha infatti fatto parte, dal 2011 al 2017, di una commissione internazionale dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, incaricata di indagare le violazioni commesse durante il conflitto siriano.

Tutte le conferenze della serie si terranno di giovedì alle 18:30 e – a eccezione della prima – in lingua francese. Ecco il programma:

21 febbraio 18.30, Aula A-11
Sortir du Chaos: les crises en Méditerranée et au Moyen-Orient Prof. Gilles Kepel

28 febbraio 18.30, Auditorio
I crimini in Siria e la mia lotta per la verità – Presentazione del libro Carla Del Ponte

7 marzo 18.30, Aula A-11
Sortir du Chaos: le baril et le coran Prof. Gilles Kepel

14 marzo 18.30, Auditorio
Déstruction, conservation, transmission du patrimoine dans la région MEM Yves Ubelmann, Iconem

28 marzo 18.30, Aula A-11
Sortir du Chaos: des «Printemps arabes» au «Califat jihadiste» Prof. Gilles Kepel

11 aprile 18.30, Aula A-11
Sortir du Chaos: après Daesh entre désagrégation et recomposition Prof. Gilles Kepel

18 aprile 18.30, Auditorio
Méditerranée: frontières à la dérive Prof. Camille Schmoll, Université Paris 7

9 maggio 18.30, Aula A-11
La naissance du premier califat de l’Islam: une tragédie moderne Prof. Hela Ouardi, Université de Tunis

23 maggio 18.30, Aula A-11
Sortir du Chaos: l’enjeu planétaire de la bataille du Levant Prof. Gilles Kepel

Mar
1
ven
AL VIA IL CONCORSO PER IL PREMIO BINDI 2019. IL FESTIVAL A SANTA MARGHERITA LIGURE DAL 5 AL 7 LUGLIO @ Santa Margherita Ligure (GE)
Mar 1@12:05–Lug 5@13:05

Sono aperte le iscrizioni alla 15a edizione del Premio Bindi di Santa Margherita Ligure (GE), uno dei più prestigiosi concorsi e festival italiani dedicati alla canzone d’autore, intitolato a Umberto Bindi, indimenticato cantautore genovese.

Il festival si svolgerà dal 5 al 7 luglio e, oltre al concorso, che è in programma sabato 6, ospiterà incontri, presentazioni, live, showcase ed una serata tributo ad un grande cantautore.

Il concorso è riservato a singoli o band che compongano le proprie canzoni. Non ci sono preclusioni per il tipo di proposte artistiche, da quelle stilisticamente più tradizionali a quelle più innovative. Fra tutti gli iscritti, una commissione selezionerà dieci artisti che si esibiranno nella finale del 6 luglio di fronte ad una prestigiosa giuria composta da musicisti, giornalisti e addetti ai lavori.

Caratteristica del Premio Bindi è quella di non premiare una singola canzone ma l’artista nel suo complesso, dal momento che tutti i finalisti avranno modo di eseguire ben quattro canzoni, tre proprie e una cover di Umberto Bindi.

Il 1° classificato riceverà una targa di riconoscimento e una borsa di studio di 1000 euro. Ma molti altri sono i premi in palio, come la “Targa Giorgio Calabrese” al miglior autore, assegnata in collaborazione con Warner Chappell Music Italiana, la Targa “Migliore canzone” scelta in base ai canoni radiofonici in collaborazione con l’etichetta “Platonica”, la “Targa Beppe Quirici” al miglior arrangiamento e composizione musicale. Altre premi potranno aggiungersi nelle prossime settimane,

L’iscrizione è gratuita. La domanda deve essere effettuata entro e non oltre il 1° maggio 2019 esclusivamente tramite il sito www.premiobindi.com nell’apposita sezione. Sul sito è disponibile anche il bando completo del concorso.

Il Premio Bindi si avvale della direzione artistica di Zibba ed è organizzato dall’Associazione Le Muse Novae. È sostenuto dal contributo del Comune di Santa Margherita Ligure e dalla Regione Liguria

Le scorse edizioni del Premio sono state vinte da Lomè (2005), Federico Sirianni (2006), Chiara Morucci (2007), Paola Angeli (2008), Piji (2009), Roberto Amadè (2010), Zibba (2011), Fabrizio Casalino (2012), Equ (2013), Cristina Nico (2014), Gabriella Martinelli (2015), Mirkoeilcane (2016), Roberta Giallo (2017), Lisbona (2018).

Per maggiori informazioni:

Associazione Culturale Le Muse Novae: Tel 0185-311603 – www.premiobindi.com – info@premiobindi.com

Mar
2
sab
“ALIENI: la conquista dell’Italia da parte di piante e animali introdotti dall’uomo.” (Morbegno, 2 marzo) @ Morbegno, Valtellina
Mar 2–Apr 28 giorno intero

Mostra scientifica con piante e animali vivi

Inaugurazione sabato 2 marzo ore 16.00 – Sala Perego del Museo – Morbegno

Si inaugura sabato 2 marzo alle ore 16.00 presso il Museo civico di Storia naturale di Morbegno la mostra scientifica “Alieni: la conquista dell’Italia da parte di piante e animali introdotti dall’uomo”. La mostra itinerante sarà allestita nella sala Perego del Museo al terzo piano e sarà visitabile dal 2 marzo fino al 28 aprile nei giorni di mercoledì dalle ore 16.00 alle ore 19.00, sabato e domenica dalle ore 14.30 alle ore 17.30 (Pasqua chiuso, aperto Lunedi dell’Angelo e 25 aprile). All’inaugurazione saranno presenti i curatori, Francesco Tomasinelli e Associazione Culturale Pithekos, e solo per l’occasione l’ingresso sarà libero e gratuito e sarà offerta una visita guidata dedicata, in particolare, agli insegnanti.
Adatta ad adulti e bambini, il tema è quello della salvaguardia della biodiversità trattato con un approccio didattico e accattivante. Saranno esposte, infatti, piante vive, animali vivi in acquari e terrari, animali tassidermizzati, modelli in scala, riproduzioni di habitat e storie fotografiche. L’obiettivo è far chiarezza sulle specie esotiche ossia quelle piante e animali inserite dall’uomo, in maniera più o meno consapevole, in un ambiente nel quale non sarebbero mai giunte in modo autonomo e che, dunque, non si sono evolute insieme alla comunità delle specie native. Un fenomeno che ha rivelato avere conseguenze a lungo termine nefaste: estinzione o ibridazione di specie autoctone, degradazione degli habitat, diffusione di virus o microrganismi patogeni, con un ulteriore conseguente impatto sanitario e socioeconomico negativo per l’uomo.
La discrepanza tra la gravità della problematica e la sua scarsa conoscenza da parte dell’opinione pubblica è stata la scintilla per la creazione della mostra “Alieni”. Non si può auspicare l’adozione di comportamenti responsabili senza una presa di coscienza sulle conseguenze che azioni apparentemente banali, o addirittura involontarie, potrebbero comportare. Ognuno di noi può, infatti, ritrovarsi in quel viaggiatore che trasporta con sé illegalmente insetti infilati nei bagagli, semi incastrati tra le pieghe degli abiti, organismi nascosti tra i legni di un souvenir, alghe attaccate ad attrezzature sportive. Se è pur vero che il fenomeno della traslocazione di specie da una regione all’altra del Mondo ha origini molto lontane, è tuttavia solo nell’ultimo trentennio, con la globalizzazione e l’intensificarsi dei viaggi, che il fenomeno ha visto esponenziare il suo tasso di crescita.
In Italia, in particolare, a causa delle favorevoli condizioni climatiche e dell’eterogeneità ambientale, il numero delle specie aliene è aumentato del 96% e la lista, stilata da Life Asap (Alien Species Awareness Program, il progetto europeo di formazione e informazione sulle specie aliene invasive), continua ad allungarsi. Un simbolo per tutti è diventato lo scoiattolo rosso minacciato dallo scoiattolo grigio americano, caso storico e diplomatico il suo, ma non meno gravoso di quello delle api uccise dal calabrone asiatico, delle palme portate al collasso dal punteruolo rosso, dei castagni devastati dal cinipide del castagno; e ancora: il gambero di fiume italiano confinato dal gambero della Louisiana, la vongola verace soppiantata dalla vongola filippina… Gli “Alieni” in arrivo a Morbegno sono su questa lista nera.
La mostra nasce poco più di un anno fa proprio dalla collaborazione tra il Progetto Life Asap, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) e il Sistema Nazionale per la protezione dell’ambiente (SNPA) e porta il timbro della supervisione scientifica del Dipartimento di Scienze Teoriche e Applicate dell’Università degli Studi dell’Insubria. Al coordinamento il professor Adriano Martinoli, zoologo ed esperto di gestione e conservazione della fauna, da sempre impegnato nell’ambito della divulgazione scientifica attraverso i più svariati canali comunicativi. Inaugurata ed esposta per la prima volta presso i Musei Civici di Villa Mirabello di Varese, a pochi passi dall’Università, ha conquistato l’attenzione di oltre 5.000 visitatori in appena due mesi di apertura. Cifre di successo alle quali Martinoli e i curatori, Francesco Tomasinelli e Associazione Culturale Pithekos, erano già abituati con le precedenti “Predatori del Microcosmo” e “Piante guerriere”, entrambe già portate a Morbegno dalla direttrice del Museo, Gabriella Bianchi, sempre vigile sulle novità che si affacciano sul panorama dell’educazione ambientale e già al lavoro al calendario espositivo del 2020. Biologo, fotografo professionista, autore, consulente ecologico e ambientale conosciuto a livello internazionale, Francesco Tomasinelli, è dunque già di casa a Morbegno e parteciperà all’inaugurazione del 2 marzo (ore 16.00). Personalità conosciuta al grande pubblico anche per il suo ruolo di esperto all’interno della trasmissione televisiva GEO (Rai 3) e per la sua capacità di divulgare temi scientifici con ironia assieme al comico e amico Antonio Ornano. Per i suoi reportage fotografici in quest’occasione si è avvalso della collaborazione del pluripremiato fotografo Marco Colombo, vincitore del prestigioso “BBC Wildlife Photographer of the Year” edizioni 2018, 2016 e 2011. Colombo è anch’egli autore e divulgatore scientifico, collaboratore di trasmissioni televisive quali Lineablu e Geo. I loro scatti “Alieni” sono pervasi da quel senso di bello e terribile tipico di ciò che non si conosce e sono maestri nell’arte della creazione di un nuovo punto di vista che permette un’esplorazione della realtà diversa da quella consueta. Si dischiude così, sotto gli occhi dello spettatore, la vita segreta di piante e animali dagli adattamenti morfologici, fisiologici e comportamentali sorprendenti. Imperdibili.
L’organizzazione interna della mostra e la didattica sono affidate all’Associazione VentiVenti di Morbegno, per informazioni e prenotazioni di visite guidate contattare direttamente l’Associazione chiamando il numero 338 1702694 o inviando una mail a mf.mogaveroa2020@gmail.com. Il costo d’ingresso è € 5,00 per il pubblico adulto, ridotto € 3,00 per minorenni e studenti fino alle superiori e gratuito per bambini fino a cinque anni.
In occasione della mostra, per i mesi di marzo e aprile, l’appuntamento consueto con il laboratorio “Museo in Famiglia” sarà ispirato al tema: “Ecoalieni vegetali” sabato 30 Marzo dalle ore 15:00 alle ore 16.30 e “Ecoalieni animali” sabato 27 Aprile dalle ore 15:00 alle ore 16.30. (In base al numero delle richieste sarà possibile attivare il turno aggiuntivo dalle ore 16.30 alle ore 18.00). I laboratori sono rivolti a bambini e ragazzi dai 5 ai 12 anni accompagnati da almeno un adulto e si svolgono nell’aula didattica al secondo piano. Il costo è di 1 € a partecipante. E’ possibile iscriversi mandando un’email a museo@morbegno.gov.it oppure telefonando al numero 0342 612451 in orario di apertura del Museo: martedì, giovedì, sabato, domenica e festivi infrasettimanali dalle 14.30 alle 17.30.

Museo civico di Storia naturale
Via Cortivacci, 2
23017 Morbegno
tel. e fax 0342 612451
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Mar
3
dom
ASSOCIAZIONE CULTURALE CIRCORU presenta: FESTIVAL M.I.C. primavera 2019 dal 3 marzo al 5 maggio 2019 @ Locarno vedi programma
Mar 3–Mag 5 giorno intero

Musica Improvvisata Contemporanea

Spazio Culturale Panelle 10
via panelle 10 6600 Locarno
079 4418637 info@circoru.org
www.circoru.org

Domenica 3 marzo 2019 alle 14.00 Tavola Rotonda

MUSICA NEL PRESENTE

con Giancarlo Schiaffini, Walter Prati, Alessandro De Rosa e Guy Bettini

Una tavola rotonda attorno al tema della musica fatta nel presente, tra musica
improvvisata e composizione contemporanea. Indagare quali sono i processi creativi e quali i possibili presupposti come pure le relazioni con la contemporaneità e i possibili sbocchi con Giancarlo Schiaffini, che terrà pure un concerto alle 17.30, Schiaffini é una personalità di spessore in questo ambito sia come musicista che come pensatore; molte le pubblicazioni in ambito musicologico tra cui va ricordato “E non chiamatelo jazz” che tratta questi temi. Anche Walter Prati, che da anni pratica l’improvvisazione con musicisti del calibro di Evan Parker, ha scritto un libro dal titolo esemplare “All’improvviso”. Alessandro De Rosa non é solo un apprezzato giornalista per la Rete 2, ma ha appena pubblicato un libro in dialogo con Ennio Morricone che sta riscuotendo un notevole successo.
Il dibattito sarà coordinato da Guy Bettini ideatore del Festival M.I.C.

alle 17.30 Concerto: Studer / Frey / Schiaffini / Koch

Peter K. Frey: contrabbasso Daniel Studer: contrabbasso
Hans Koch: sax soprano, clarinetto basso Giancarlo Schiaffini: trombone

Frey e Studer (da 20 anni attivi in duo), accompagnati da musicisti stellari, quali sono il sassofonista e clarinettista Hans Koch e il trombonista Giancarlo Schiaffini. Un quartetto creato nel 2012 da Studer al Moods di ZH in qualità di “Artist in residence”. Peter K. Frey ha suonato con Lester Bowie, Albert Mangelsdorf, Mal Waldron, Irene Schweizer e Paul Lovens…
Daniel Studer insegna improvvisazione e composizione alla Hochschule der Künste a Berna. Ha collaborato tra gli altri con Lester Bowie, Michel Doneda, Paolo Fresu, Barney Kessel, Joelle Léandre, Evan Parker, Antonello Salis, Irene Schweizer, Massimo Urbani e Bobby Watson.
Giancarlo Schiaffi ni ha studiato con Ligeti, Stockhausen e Globokar. Ha collaborato con Franco Evangelisti (1972) con il “Gruppo Nuova Consonanza” (dal 1983) con John Cage e Luigi Nono.
Nel 2000 é stato “Composer in residence for the International Composers & Improvisers Forum” a Monaco di Baviera. Hans Koch ha lavorato con una miriade di musicisti e dagli anni ’80 con gente del calibro di Cecil Taylor e Fred Frith. Quale compositore ha forgiato il sound del mitico trio
Koch-Schütz-Studer. (Giancarlo De Bernardi)

il biglietto solo dibattito costa 5.- sfr con concerto 15.-sfr solo concerto 15.-sfr
studenti, AVS e membri CircoRu dibattito 0.- sfr concerto 10.- sfr

Con il sostegno finanziario di PROHELVETIA,
SWISSLOS ticino, Oertli Stiftung ,
Percento Culturale Migros, Città di Locarno
Domenica 10 marzo 2019 alle 17.30 DAY & TAXI

Christoph Gallio: sax soprano e contralto Gerry Hemingway: batteria
Silvan Jeger: contrabbasso e voce

DAY & TAXI vede la luce nel 1988 quale quartetto, completato dal compianto geniale sassofonista Urs Blöchlinger. Dall’anno successivo é un trio condotto da Christoph Gallio, che ha subito nel corso di 30 anni diversi cambiamenti di formazione. Il concerto di Locarno presenterà nuovo materiale (confl uito nel cd “Way”), tra cui delle miniature, cantate dal bassista Silvan Jeger, con testi della scrittrice austriaca Mayröcker. Bruce Gallanter definisice il trio “one of Europe’s best kept secrets”.
Gallio ha lavorato con Irene Aebi, Fred Frith, Rashied Ali, William Parker, Phil Minton, Peter Kowald, Lindsay Cooper e molti musicisti giapponesi. Silvan Jeger, il suo campo d’azione va dal Jazz alla musica improvvisata, dalla musica per teatro al Pop sperimentale e alla musica Ambient.
Gerry Hemingway, dagli anni ’80 é leader di innumerevoli formazioni con grossi calibri quali Ellery Eskelin, Kermit Driscoll e Oscar Noriega. Per undici anni batterista del quartetto di Anthony Braxton, collabora con il gruppo BassDrumBone ( Ray Anderson e Mark Helias) e con Reggie Workman. Numerose le esibizioni con Marilyn Crispell e di spessore la collaborazione con il grande John Cale (Velvet Underground). (Giancarlo De Bernardi)

il biglietto concerto 15.- sfr
studenti, AVS e membri CircoRu concerto 10.- sfr

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Domenica 24 marzo 2019 17.30 GUILLAUME GARGAUD

Guillaume Gargaud: chitarra ed elettronica

Chitarrista improvvisatore, con all’attivo già una ventina di album e varie colonne sonore per cinema e danza. Nella sua lunga attività ha sperimentato molte forme di musica, dal Bebop al Free Jazz. Dal 2003 é membro del collettivo “Zwann Ei” ed ha allargato il suo campo d’azione, inglobando molte novità tecnologiche al suo strumento.
Nella ormai ventennale carriera ha collaborato con musicisti di tutto il mondo, tra i quali il danzatore Butô Yumi Fujitani, Federico Barabino (Buenos Aires), il “Future Ethnic Comparative Research Lab.” (Parigi), Mangane (Senegal) e Mike Majkowski (Berlino). (Giancarlo De Bernardi)

il biglietto concerto 15.- sfr
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Domenica 31 marzo 2019 17.30 FISCHER – LOHER – STRAHL

Silke Strahl: sax Nils Fischer: clarinetto basso Raphael Loher: pianoforte

Loher (“Sekhmet”,“EKL”,“Paint as you like”) torna allo Spazio Culturale Panelle con due nuovi compagni di ventura, Nils Fischer e Silke Strahl. Il trio riesce a creare un suono intriso di passaggi accattivanti e dolci, possenti grooves, silenzi alternati al frastuono, senza paure e ritegno. Gli infl ussi musicali spaziano dal Jazz alle nuove direzioni della musica classica contemporanea e improvvisazione
Silke Strahl si muove tra i vari generi contemporanei, la libera improvvisazione e la musica classica.
Si interessa anche a progetti interdisciplinari quali “The Conductress”, con il quale ha vinto un premio al concorso di Lucerna del 2016.
L’evoluzione musicale di Nils Fischer é marcata da Urs Leimgruber, Reto Suhner e Frank Möbus .
Dal 2009 dirige il suo gruppo “The Great Harry Hillman“. Nella primavera 2015 il quartetto ha vinto il premio “ZKB“ al Moods.
Raphael Loher, gradito ritorno per il geniale pianista. Al pianoforte classico abbina synthesizer, piano preparato e Wurlitzer, creando un suono molto variegato e personale. Ha studiato con Pierre Favre, Frank Gratkowski e Sylvie Courvoisier e collabora con Gerry Hemingway,John Voirol, Christoph Erb e Manuel Troller. (Giancarlo De Bernardi)

il biglietto concerto 15.- sfr
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Domenica 7 aprile 17.30 “YELLOW LIVE”

Michael Vatcher: batteria Christoph Erb: sax tenore, sax soprano

Ritorno del collaudato duo formato dallo straordinario batterista californiano Michael Vatcher e dal geniale ed imprevedibile sassofonista lucernese Christoph Erb. Si ritrovano due importanti figure dell’avanguardia americana rispettivamente europea. Presenteranno anche brani tratti dal loro recente lavoro “Yellow live” (VetoRecords).
Michael Vatcher nel periodo californiano ha collaborato con Michel Moore,
John Handy e Terry Gibb. Dopo un anno a New York, giunto in Olanda nel 1981, da subito si integra alla perfezione nel tessuto musicale e sperimentale dei paesi bassi, entrando a far parte dapprima del Tristan Honsinger Sextet e in seguito del trio di Simon Nabatov con Ernst Reijsiger e collaborando con grossi calibri quali John Zorn, Tom Cora. Compone inoltre per il “New Danse developement” di Amsterdam delle danzatrici Katie Duck e Eileen Standley.
Christoph Erb é stato definito un creatore di drammaturgie sonore di cristallina bellezza. Ma anche la bellezza ha dirupi, zone incolte e precipizi. Con il suo sassofono combatte contro i demoni e arriva ad esplorare territori dove sinora avevano accesso solo gli alieni. La musica comunque rimane “terrena”, rappresentando l’uomo nella sua essenza. Erb ha suonato in diversi progetti per duo e trio ed ha collaborato con Tomeika Reid, Peter Schärli, Nate Wooley, Jamie Branch, Paul Lovens, Hans Koch, Urs Leimgruber, Martin Schütz, Peter Schärli, Frantz Loriot, Julian Sartorius, Christian Weber .
(Giancarlo De Bernardi)

il biglietto concerto 15.- sfr
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Domenica 14 aprile 17.30 Bärlibobärg

Christian Weber: contrabbasso Antoine Boinay: pianoforte
Elio Amberg: sassofono tenore Maris Egli: batteria

Il vento rinfresca e porta con sé avventure e profumi di luoghi lontani. Il fruscio delle onde suona come partenza, all’orizzonte troneggiano nuvole minacciose. Si sono riuniti tutti, sui loro volti i segni dell’ansia di ricerca. Elio Amberg, quasi sempre il primo, affronta i pericoli senza timore alcuno. Christian Weber al timone, mantiene spesso il controllo e la visione della meta. Maris Egli é il leggendario rematore, dovesse una volta cessare il vento. Infine Antoine Boinay, guida spirituale e guru, luminare della bacchetta da rabdomante. Si presentano cosi i quattro “filibustieri” del gruppo Bärlibobärg. L’estate scorsa i quattro hanno registrato il loro cd, prodotto da Benoit Delbecq, appena uscito negli scorsi mesi.
Christian Weber é giustamente considerato uno dei maggiori contrabbassisti, non solo a livello svizzero. Ha suonato in diversi ensemble in tutto il mondo. Attualmente i suoi progetti includono il trio con Ellery Eskelin e Michael Griener e quello con Michael Wintsch e Christian Wolfarth. Nel 2003 ha ricevuto il “Cultural award for arts” della città di Zurigo.
Antoine Boinay, oltre ai “Bärlibobärg”, tra i suoi progetti attuali spicca il “Totelin Trio”. Parecchie le collaborazioni illustri, quali Gerry Hemingway, Christian Zemp, Lucien Dubuis e Frank Möbus.
Elio Amberg, oltre al suo Elio Amberg Quartet, é membro delle formazioni Schööf e Yeti Crab, vantando collaborazioni con Gerry Hemingway, Silvan Jeger, Raphael Loher, Christoph Baumann e HP Pfamatter.
Maris Egli suona con diverse formazioni, privilegiando la musica improvvisata, ma senza disdegnare il Jazz e altre forme musicali. (Giancarlo De Bernardi)

il biglietto concerto 15.- sfr
studenti, AVS e membri CircoRu concerto 10.- sfr

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Giovedì 18 aprile 20.30 Ensemble SOUS-SOL

Natalie Peters: voce Monica Costarelli: voce Tina Weber: voce
Yara Mennel: violino Enrico Teofani: trombone Paride Guerra: batteria
Reinhard Külling: fisarmonica Hanswerner Plüss: clarinetti
Hanspeter Wespi: violoncello Ueli Zysset: contrabbasso
Massimo Mazzi Damotti: pianoforte

Da più di nove anni ormai l’Ensemble é il punto fermo delle attività proposte dal CircoRu. Creato e condotto dal trombettista Guy Bettini, il gruppo studia e approfondisce l’improvvisazione per formazioni allargate, con l’intento, senza direttore e in assenza di strutture o di percorsi concettuali predefiniti, di suonare una musica creativa, differenziata e sensibile. Ogni concerto diviene così un’esperienza unica e irripetibile, sempre molto apprezzata dal pubblico. Il CircoRu dal 2010 ha organizzato seminari per l’ensemble con musicisti di grande spessore: Barre Phillips, Joelle Léandre, Alexander von Schlippenbach, Paul Lovens, Urs Leimgruber, Michel Doneda e Gerry Hemingway.
(Giancarlo De Bernardi)

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Domenica 5 maggio 17.30 ONE MORE François Houle

François Houle: clarinetto Natalie Peters: voce Guy Bettini: cornetta

Approfittando della sua presenza in Svizzera, il grande clarinettista canadese Houle si esibirà con il duo One More. Houle e Bettini si conoscono dagli anni 90’ quando erano entrambi membri dell’ensemble di Joëlle Léandre calcando palchi prestigiosi come il Festival di New York, di Parigi, di Marsiglia e della Radio Brema…Ora vent’anni dopo si rincontrano a Locarno e grazie all’improvvisazione verrà fatto il punto alla nuova situazione, nella quale la voce imprevedibile di Peters metterà in discussione molti parametri, creando ancora più sorprese.
François Houle, uno dei più inventivi musicisti del panorama odierno. Negli anni ha sviluppato un linguaggio improvvisativo unico, virtuosistico e ricco di sonorità accattivanti. Ha studiato alla McGill University, vincendo il concorso nazionale per debuttanti, per poi studiare alla Yale University. Insegna alla Vancouver Community College School of Music, dopo esser stato anche docente alla University of British Columbia. Nel 2008 è stato nominato “associate composer” per il Canadian Music Centre. Ha collaborato con musicisti del calibro di Dave Douglas, Mark Dresser, Joëlle Léandre, Myra Melford, René Luissier, John Butcher… Ha fondato una propria casa discografica, la Afterday Audio. Incide per la Leo Records, hatArt, Songlines e Redshift … Spesso è stato inserito nella speciale graduatoria di Down Beat quale “talento emergente” e quale “Deserving Wider Recognition”. E’ stato “Artist on residence” al Banff Centre for the arts e alla Fondazione Civiella Ranieri in Umbria.
Natalie Peters, ha sviluppato la propria vocalità tanto in ambito recitativo che sonoro, trasformandola a tutti gli effetti in uno strumento musicale, superando ogni barriera stilistica. Ha diviso il palco con Urs Leimgruber, Achille Succi, Sara Käser, Lino Blöchlinger e Paul Lovens, con i ballerini Gyohai Zaitsu e Flavia Ghisalberti. Nel 2014 si è diplomata ad Heidelberg nel metodo Feldenkrais, con la tesi
“Scopri la voce – un percorso verso la musica improvvisata”.
Guy Bettini, co-fondatore dell’”Echtzeitmusik” di Berlino, ha collaborato con Rupp, Peter Kowald, George Lewis, Tony Buck. Ha ottenuto il primo premio al “Festival infernale” di Berlino. Nel 2000 ha vinto la borsa nella sezione jazz del senato berlinese. Crea “Freenology” con Sonny Simmons, Paul Lovens e
Clayton Thomas, con concerti in tutta Europa. Suona con Urs Leimgruber con Sebi Tramontana, Gerry Hemingway e col trio XOL che nel 2015 ha ospitato in una tournee europea Peter Brötzmann e nel 2016 Harri Sjöström. Ha collaborato con Alexander von Schlippenbach, Michel Doneda, Barre Phillips, Werner Lüdi, Frank Gratkowski, Gianni Gebbia, Roger Turner, Silvia Bolognesi, Achille Succi…
(Giancarlo De Bernardi)

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Mar
8
ven
18° Festival La donna crea/ 16° Rassegna internazionale Voci Audaci 8 marzo -23 giugno 2019 @ Locarnese, vedi programma
Mar 8–Giu 23 giorno intero

Gambarogno, Locarno, Losone, Muralto, Tenero
Amori diversi

Venerdì 8 marzo 2019 festeggiamo insieme la giornata delle donne con l’apertura della primavera di OSA! Organico scena artistica, che si compone della 18° edizione del festival dell’arte al femminile La donna crea, con la direzione artistica di Santuzza Oberholzer, e della 16° edizione della rassegna internazionale Voci audaci, diretto da Oskar Boldre.
OSA! ospita eventi di teatro, teatro-ragazzi, musica e seminari di canto nei numerosi luoghi culturali del Locarnese toccati dalla manifestazione. Ben 7 dei 15 spettacoli sono ad entrata libera, permettendo così, grazie anche alle nuove collaborazioni, una partecipazione popolare.

AMORI DIVERSI
La primavera di OSA! inizia l’8 marzo: Amori diversi è il fil rouge della stagione 2019.
Il plurale è d’obbligo perché le vie che sceglie il cuore delle donne sono diverse, le loro scelte sono spesso assolute e il loro amore tanto tenace da cambiare la vita. Spettacoli e incontri in cui si vuole riflettere su come gli oggetti su cui rivolgere il proprio cuore possono essere i più vari, e a volte proprio la mancanza d’amore porta a virare il nostro interesse su scelte vuote e superflue.
Emblematico l’incontro di apertura alla Biblioteca cantonale di Locarno con la scrittrice bilingue albanese-italiano Elvira Dones e con Hana, protagonista del suo libro Vergine giurata, che per amore della libertà rinuncia alla femminilità e all’onore. Hana lascia l’Università per tornare dallo zio malato, nelle montagne dell’Albania: un atto d’amore ma anche un grande sacrificio perché, rifiutando un matrimonio combinato, decide di diventare secondo le leggi del Kanun albanese “una Vergine giurata”, indossando vesti di uomo; ma la rinuncia alla femminilità non può essere per lei definitiva. Nel 2015 è stato girato il film omonimo, diretto da Laura Bispuri e interpretato da Alba Rohrwacher.
TEATRO
L’amore per la casa in cui siamo cresciuti e per le proprie origini, è in scena Al Centro La Torre di Losone il 15 marzo con Santuzza Oberholzer del Teatro dei Fauni che presenta Il tempo delle case, dove si racconta di come le case in cui abitiamo ci modellano, ritornando con la memoria alla Locarno degli anni ’60. Il Quartier Nuovo fatto di viali alberati, botteghe e fabbrichette, è visto attraverso gli occhi di una monella per la quale “modernità” era anche indossare i pantaloni e guardare Zorro alla tv. La narrazione è accompagnata dalla musica dal vivo di Tiziano Tomasetti, che rievoca le sonorità dell’epoca.
Sempre a partire dalle frequenze dell’amore temi di grande attualità sono affrontati da due attrici italiane dalla forte carica ironica. Il consumismo sfrenato riesce a placare i vuoti d’amore? È la domanda che si fa Antonella Questa in Un sacchetto d’amore, il 12 aprile all’Oratorio di Tenero. Tutto sembra a portata di click, ma spesso si compra per supplire alla mancanza di rapporti autentici. Antonella con il suo sarcasmo tagliente, è un gradito ritorno per il pubblico di OSA!
Barbara Moselli in Le donne baciano meglio il 26 aprile alla Cambusateatro di Locarno, racconta la scoperta della sua diversità a 33 anni e il suo percorso verso l’accettazione di sé. Un monologo comico, dove il palco è un grande camerino, e il racconto personale si affianca alla tematica dell’omosessualità femminile, dell’innamoramento e del cambiamento.
L’amore per il creato con la sua grandezza e la sua semplicità è al centro del rito sonoro che ha come protagonista una signora del teatro italiano e poetessa affermata, Mariangela Gualtieri con la guida di Cesare Ronconi, della storica compagnia italiana di ricerca Teatro Valdoca. Al GranRex di Locarno il 31 marzo Bello Mondo, rito sonoro e partitura ritmica con versi tratti da Le giovani parole (Einaudi, 2015): un lungo ringraziamento al bello mondo con la sua percepibile meraviglia. A seguire il film Gli indocili di Ana Shametaj, ritratto di dodici giovani attori della Compagnia, appuntamento nell’ambito del festival L’immagine e la parola.
Tra le vocazioni di Osa! c’è anche l’attenzione verso i giovani artisti, in questo ambito il collettivo Quelle debutta il 14 giugno a Cambusateatro con Veridico, di Giorgia Marzetti. Uno spettacolo con teatro e musica ispirato alla cantastorie siciliana Rosa Balistreri, la voce della Sicilia di un tempo. Il gruppo Quelle è stato fondato proprio per la creazione di un primo studio, che ha ricevuto la “Menzione Speciale” del Premio Giovani Realtà 2018.
TRE APPUNTAMENTI DEDICATI ALLE FAMIGLIE.
Gli appuntamenti per i più piccoli sono dedicati alle fiabe classiche, messe in scena per la gioia dei bambini con allegria e divertimento.
La compagnia girovaga Nicole &Martin racconta tra acrobazie e canti, le fiabe dei Fratelli Grimm nella sua Tenda Bianca a Losone prima di ripartire in giro per l’Europa. Il 13 marzo va in scena anche per le scuole I musicanti di Brema, quattro scalcagnati animali ritenuti ormai inutili, mettono in fuga i briganti. Mentre il 14 La fanciulla senza mani è una storia d’amore tra due persone che cercandosi, imparano a conoscersi. A seguire per festeggiare i 20 anni della Compagnia un film e aperitivo.
Dedicato a Geppetto nella festa del papà, il 19 marzo la compagnia italiana Il cerchio tondo racconta in modo originale di Pinocchio, storia di un burattino, alla Sala Congressi di Muralto. Le avventure della celeberrima marionetta sono presentate in un grande teatrino trasformista, in cui i burattini si uniscono alla tradizione della Commedia dell’Arte.
TEATRO E MUSICA POPOLARE
Ai racconti e alle canzoni delle nostre terre legati alla natura e agli alberi sono dedicati i due spettacoli corali del Teatro dei Fauni, adatti a tutti e in scena con ogni tempo, che fanno parte del ciclo Antenati con le radici.
Nell’ambito del Festival Camelie di Locarno, il 30 marzo La storia di Tonio il boscaiolo, che vede il mondo con occhi antichi e nel bosco ha perfino incontrato uno strano omuncolo, con Andrea Valdinocci e il musicista Lio Morandi.
Il 7 aprile nel nucleo storico di Contone nel Gambarogno, Mestieri e misteri, un percorso-collage di teatro e musica, in cui si racconta dei mestieri del passato legati agli alberi: dai gelsi coltivati per secoli, ai castagni pane degli avi. La drammaturgia prende spunto dal corpus di racconti, testimonianze. Le musiche e i canti sono curati da Danilo Boggini e Lio Morandi.
LE VIE DELLA MUSICA VOCALE CON VOCI AUDACI
Si apre il 22 marzo alla Sala Congressi di Muralto con i suoni delle steppe asiatiche de Les violons barbares, violini, percussioni e tre o meglio quattro voci grazie al canto difonico. Nato dall’incontro di Epi (Mongolia), Dimitar Gougov (Bulgaria) e Fabien Guyot (Francia), il trio porta gli spettatori in paesaggi sonori lontani e selvaggi, appuntamento in collaborazione con Locarno Folk, sostenuto da Coop cultura.
I concerti che seguono sono tutti a La fabbrica di Losone. Il coro polifonico Ancore d’aria è formato da 25 cantanti italiani e svizzeri e diretto da Oskar Boldre. L’11 maggio, viaggiando con grande versatilità dalla world music al prog-rock a cappella, rivisita autori quali B. McFerrin, F.Zappa, Zap Mama e altri, e ricerca nuovi orizzonti percorribili dalla voce. Una parte del concerto è dedicata all’improvvisazione con divertenti “Tell Impro”.
Alash ensemble è un trio che viene dalla Tuva, regione russa al confine con la Mongolia, in concerto il 20 giugno. Maestri del canto di gola, tecnica per cantare contemporaneamente su più registri, esperti degli strumenti della loro terra, gli Alash hanno creato uno stile unico, fedele alla loro eredità musicale. Hanno pubblicato quattro CD e girato in diversi paesi del mondo, riscuotendo notevole successo. Il 21 giugno Canto in cerchio Circlesongs, un appuntamento per sperimentare il canto corale anche senza preparazione. È un concerto, in cui gli artisti e insegnanti delle master class di canto (vedi seguito), improvvisano guidando i partecipanti in un canto collettivo. Questa tecnica, che si ispira agli usi canori di molti popoli, è stata resa celebre da Bobby McFerrin.
Dal 20 al 23 giugno si tengono i tradizionali Seminari di canto e improvvisazione vocale, insegnanti rinomati vocalist: Rhiannon dagli USA, Anita Daulne dalla R. D. del Congo / Belgio, Oskar Boldre e Costanza Sansoni dall’Italia, quest’anno anche un corso tenuto dal trio Alash sul canto difonico. Info sui seminari: oskarboldre@tiscali.it; telefono 076 4336838

OSA! Prenotazioni: telefono 076 280 96 90 / e-mail: ticket@organicoscenaartistica.ch
tutto il programma scaricabile da: www.organicoscenaartistica.ch

Mar
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dom
IL GRANDE BATTERISTA AMERICANO HEMINGWAY al PANELLE il 10 marzo a Locarno e le anticipazioni fino al 5 maggio 2019 @ Locarno
Mar 10@18:20–Mag 5@19:20

ASSOCIAZIONE CULTURALE CIRCORU presenta: FESTIVAL M.I.C. primavera 2019

Musica Improvvisata Contemporanea

Spazio Culturale Panelle 10
via panelle 10 6600 Locarno
079 4418637 info@circoru.org
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IL GRANDE BATTERISTA AMERICANO HEMINGWAY al PANELLE
Domenica 10 marzo 2019 alle 17.30 DAY & TAXI

Christoph Gallio: sax soprano e contralto Gerry Hemingway: batteria
Silvan Jeger: contrabbasso e voce

Siamo orgogliosi di poter ospitare di nuovo uno dei massimi rappresentanti della batteria moderna, Gerry Hemingway, per undici anni batterista del quartetto di Anthony Braxton, collabora con il gruppo BassDrumBone ( Ray Anderson e Mark Helias) e con Reggie Workman. Numerose le esibizioni con Marilyn Crispell e di spessore la collaborazione con il grande John Cale (Velvet Underground).
Christoph Gallio, lo si può definire sassofonista storico per il jazz svizzero accanto ai scomparsi Werner Lüdi e Urs Blöchlinger dal quale ha ereditato il progetto Day & Taxi. Preziose pure le sue collaborazioni con Fred Frith, Rashied Ali, William Parker.
Al basso una grande promessa del del giovane jazz svizzero Silvan Jeger.
Il concerto di Locarno presenterà nuovo materiale (confl uito nel cd “Way”), tra cui delle miniature, cantate dal bassista Jeger, con testi della scrittrice austriaca Mayröcker. Bruce Gallante (Downtown Music Gallery di New York) definisice il trio “one of Europe’s best kept secrets”.

il biglietto concerto 15.- sfr
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ANTICIPAZIONE PROSSIMI CONCERTI

Domenica 24 marzo 2019 17.30 GUILLAUME GARGAUD

Guillaume Gargaud: chitarra ed elettronica

Chitarrista improvvisatore, con all’attivo già una ventina di album e varie colonne sonore per cinema e danza. Nella sua lunga attività ha sperimentato molte forme di musica, dal Bebop al Free Jazz. Dal 2003 é membro del collettivo “Zwann Ei” ed ha allargato il suo campo d’azione, inglobando molte novità tecnologiche al suo strumento.
Nella ormai ventennale carriera ha collaborato con musicisti di tutto il mondo, tra i quali il danzatore Butô Yumi Fujitani, Federico Barabino (Buenos Aires), il “Future Ethnic Comparative Research Lab.” (Parigi), Mangane (Senegal) e Mike Majkowski (Berlino). (Giancarlo De Bernardi)

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Domenica 31 marzo 2019 17.30 FISCHER – LOHER – STRAHL

Silke Strahl: sax Nils Fischer: clarinetto basso Raphael Loher: pianoforte

Loher (“Sekhmet”,“EKL”,“Paint as you like”) torna allo Spazio Culturale Panelle con due nuovi compagni di ventura, Nils Fischer e Silke Strahl. Il trio riesce a creare un suono intriso di passaggi accattivanti e dolci, possenti grooves, silenzi alternati al frastuono, senza paure e ritegno. Gli infl ussi musicali spaziano dal Jazz alle nuove direzioni della musica classica contemporanea e improvvisazione
Silke Strahl si muove tra i vari generi contemporanei, la libera improvvisazione e la musica classica.
Si interessa anche a progetti interdisciplinari quali “The Conductress”, con il quale ha vinto un premio al concorso di Lucerna del 2016.
L’evoluzione musicale di Nils Fischer é marcata da Urs Leimgruber, Reto Suhner e Frank Möbus .
Dal 2009 dirige il suo gruppo “The Great Harry Hillman“. Nella primavera 2015 il quartetto ha vinto il premio “ZKB“ al Moods.
Raphael Loher, gradito ritorno per il geniale pianista. Al pianoforte classico abbina synthesizer, piano preparato e Wurlitzer, creando un suono molto variegato e personale. Ha studiato con Pierre Favre, Frank Gratkowski e Sylvie Courvoisier e collabora con Gerry Hemingway,John Voirol, Christoph Erb e Manuel Troller. (Giancarlo De Bernardi)

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Domenica 7 aprile 17.30 “YELLOW LIVE”

Michael Vatcher: batteria Christoph Erb: sax tenore, sax soprano

Ritorno del collaudato duo formato dallo straordinario batterista californiano Michael Vatcher e dal geniale ed imprevedibile sassofonista lucernese Christoph Erb. Si ritrovano due importanti figure dell’avanguardia americana rispettivamente europea. Presenteranno anche brani tratti dal loro recente lavoro “Yellow live” (VetoRecords).
Michael Vatcher nel periodo californiano ha collaborato con Michel Moore,
John Handy e Terry Gibb. Dopo un anno a New York, giunto in Olanda nel 1981, da subito si integra alla perfezione nel tessuto musicale e sperimentale dei paesi bassi, entrando a far parte dapprima del Tristan Honsinger Sextet e in seguito del trio di Simon Nabatov con Ernst Reijsiger e collaborando con grossi calibri quali John Zorn, Tom Cora. Compone inoltre per il “New Danse developement” di Amsterdam delle danzatrici Katie Duck e Eileen Standley.
Christoph Erb é stato definito un creatore di drammaturgie sonore di cristallina bellezza. Ma anche la bellezza ha dirupi, zone incolte e precipizi. Con il suo sassofono combatte contro i demoni e arriva ad esplorare territori dove sinora avevano accesso solo gli alieni. La musica comunque rimane “terrena”, rappresentando l’uomo nella sua essenza. Erb ha suonato in diversi progetti per duo e trio ed ha collaborato con Tomeika Reid, Peter Schärli, Nate Wooley, Jamie Branch, Paul Lovens, Hans Koch, Urs Leimgruber, Martin Schütz, Peter Schärli, Frantz Loriot, Julian Sartorius, Christian Weber .
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Percento Culturale Migros, Città di Locarno

Domenica 14 aprile 17.30 Bärlibobärg

Christian Weber: contrabbasso Antoine Boinay: pianoforte
Elio Amberg: sassofono tenore Maris Egli: batteria

Il vento rinfresca e porta con sé avventure e profumi di luoghi lontani. Il fruscio delle onde suona come partenza, all’orizzonte troneggiano nuvole minacciose. Si sono riuniti tutti, sui loro volti i segni dell’ansia di ricerca. Elio Amberg, quasi sempre il primo, affronta i pericoli senza timore alcuno. Christian Weber al timone, mantiene spesso il controllo e la visione della meta. Maris Egli é il leggendario rematore, dovesse una volta cessare il vento. Infine Antoine Boinay, guida spirituale e guru, luminare della bacchetta da rabdomante. Si presentano cosi i quattro “filibustieri” del gruppo Bärlibobärg. L’estate scorsa i quattro hanno registrato il loro cd, prodotto da Benoit Delbecq, appena uscito negli scorsi mesi.
Christian Weber é giustamente considerato uno dei maggiori contrabbassisti, non solo a livello svizzero. Ha suonato in diversi ensemble in tutto il mondo. Attualmente i suoi progetti includono il trio con Ellery Eskelin e Michael Griener e quello con Michael Wintsch e Christian Wolfarth. Nel 2003 ha ricevuto il “Cultural award for arts” della città di Zurigo.
Antoine Boinay, oltre ai “Bärlibobärg”, tra i suoi progetti attuali spicca il “Totelin Trio”. Parecchie le collaborazioni illustri, quali Gerry Hemingway, Christian Zemp, Lucien Dubuis e Frank Möbus.
Elio Amberg, oltre al suo Elio Amberg Quartet, é membro delle formazioni Schööf e Yeti Crab, vantando collaborazioni con Gerry Hemingway, Silvan Jeger, Raphael Loher, Christoph Baumann e HP Pfamatter.
Maris Egli suona con diverse formazioni, privilegiando la musica improvvisata, ma senza disdegnare il Jazz e altre forme musicali. (Giancarlo De Bernardi)

il biglietto concerto 15.- sfr
studenti, AVS e membri CircoRu concerto 10.- sfr

Con il sostegno finanziario di PROHELVETIA,
SWISSLOS ticino, Oertli Stiftung ,
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Giovedì 18 aprile 20.30 Ensemble SOUS-SOL

Natalie Peters: voce Monica Costarelli: voce Tina Weber: voce
Yara Mennel: violino Enrico Teofani: trombone Paride Guerra: batteria
Reinhard Külling: fisarmonica Hanswerner Plüss: clarinetti
Hanspeter Wespi: violoncello Ueli Zysset: contrabbasso
Massimo Mazzi Damotti: pianoforte

Da più di nove anni ormai l’Ensemble é il punto fermo delle attività proposte dal CircoRu. Creato e condotto dal trombettista Guy Bettini, il gruppo studia e approfondisce l’improvvisazione per formazioni allargate, con l’intento, senza direttore e in assenza di strutture o di percorsi concettuali predefiniti, di suonare una musica creativa, differenziata e sensibile. Ogni concerto diviene così un’esperienza unica e irripetibile, sempre molto apprezzata dal pubblico. Il CircoRu dal 2010 ha organizzato seminari per l’ensemble con musicisti di grande spessore: Barre Phillips, Joelle Léandre, Alexander von Schlippenbach, Paul Lovens, Urs Leimgruber, Michel Doneda e Gerry Hemingway.
(Giancarlo De Bernardi)

il biglietto concerto 15.- sfr
studenti, AVS e membri CircoRu concerto 10.- sfr

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Domenica 5 maggio 17.30 ONE MORE François Houle
François Houle: clarinetto Natalie Peters: voce Guy Bettini: cornetta

Approfittando della sua presenza in Svizzera, il grande clarinettista canadese Houle si esibirà con il duo One More. Houle e Bettini si conoscono dagli anni 90’ quando erano entrambi membri dell’ensemble di Joëlle Léandre calcando palchi prestigiosi come il Festival di New York, di Parigi, di Marsiglia e della Radio Brema…Ora vent’anni dopo si rincontrano a Locarno e grazie all’improvvisazione verrà fatto il punto alla nuova situazione, nella quale la voce imprevedibile di Peters metterà in discussione molti parametri, creando ancora più sorprese.
François Houle, uno dei più inventivi musicisti del panorama odierno. Negli anni ha sviluppato un linguaggio improvvisativo unico, virtuosistico e ricco di sonorità accattivanti. Ha studiato alla McGill University, vincendo il concorso nazionale per debuttanti, per poi studiare alla Yale University. Insegna alla Vancouver Community College School of Music, dopo esser stato anche docente alla University of British Columbia. Nel 2008 è stato nominato “associate composer” per il Canadian Music Centre. Ha collaborato con musicisti del calibro di Dave Douglas, Mark Dresser, Joëlle Léandre, Myra Melford, René Luissier, John Butcher… Ha fondato una propria casa discografica, la Afterday Audio. Incide per la Leo Records, hatArt, Songlines e Redshift … Spesso è stato inserito nella speciale graduatoria di Down Beat quale “talento emergente” e quale “Deserving Wider Recognition”. E’ stato “Artist on residence” al Banff Centre for the arts e alla Fondazione Civiella Ranieri in Umbria.
Natalie Peters, ha sviluppato la propria vocalità tanto in ambito recitativo che sonoro, trasformandola a tutti gli effetti in uno strumento musicale, superando ogni barriera stilistica. Ha diviso il palco con Urs Leimgruber, Achille Succi, Sara Käser, Lino Blöchlinger e Paul Lovens, con i ballerini Gyohai Zaitsu e Flavia Ghisalberti. Nel 2014 si è diplomata ad Heidelberg nel metodo Feldenkrais, con la tesi
“Scopri la voce – un percorso verso la musica improvvisata”.
Guy Bettini, co-fondatore dell’”Echtzeitmusik” di Berlino, ha collaborato con Rupp, Peter Kowald, George Lewis, Tony Buck. Ha ottenuto il primo premio al “Festival infernale” di Berlino. Nel 2000 ha vinto la borsa nella sezione jazz del senato berlinese. Crea “Freenology” con Sonny Simmons, Paul Lovens e
Clayton Thomas, con concerti in tutta Europa. Suona con Urs Leimgruber con Sebi Tramontana, Gerry Hemingway e col trio XOL che nel 2015 ha ospitato in una tournee europea Peter Brötzmann e nel 2016 Harri Sjöström. Ha collaborato con Alexander von Schlippenbach, Michel Doneda, Barre Phillips, Werner Lüdi, Frank Gratkowski, Gianni Gebbia, Roger Turner, Silvia Bolognesi, Achille Succi…
(Giancarlo De Bernardi)

il biglietto concerto 15.- sfr
studenti, AVS e membri CircoRu concerto 10.- sfr

Con il sostegno finanziario di PROHELVETIA,
SWISSLOS ticino, Oertli Stiftung ,
Percento Culturale Migros, Città di Locarno
www.circoru.org

Mar
24
dom
Inaugurazione PAOLO BELLINI. SCULTURA SINESTETICA | Domenica 24 marzo 2019, ore 17.00 a Chiasso @ Chiasso
Mar 24–Apr 28 giorno intero

Paolo Bellini
scultura sintetica
Spazio Officina

inaugurazione
domenica 24 marzo 2019
ore 17.00
(non sabato 23 marzo, come inizialmente comunicato)

Nell’ambito della stagione espositiva 2018–2109 che ha come filo conduttore la sinestesia, lo Spazio Officina di Chiasso ospita la mostra dedicata all’espressione scultorea delle più recenti opere dell’artista Paolo Bellini (nato a Mendrisio nel 1941).

L’esposizione, a cura di Andrea B. Del Guercio, critico d’arte contemporanea, e Nicoletta Ossanna Cavadini, direttrice del m.a.x. museo e dello Spazio Officina, s’inserisce nel filone degli approfondimenti tematici di artisti contemporanei legati per nascita o per operatività al Canton Ticino.

periodo espositivo
24 marzo – 28 aprile 2019
martedì – venerdì ore 14.00–18.00
sabato – domenica ore 10.00–12.00 e 14.00–18.00
lunedì chiuso

Vi ricordiamo con piacere che la mostra

AUTO CHE PASSIONE!
Interazione fra grafica e design
sarà inaugurata al Museo Nazionale dell’Automobile di Torino

Giovedì 28 marzo, ore 18.00
L’ Associazione amici del m.a.x. museo organizza per l’occasione una particolare gita con visita all’MAUTO, all’Italdesign, ai Musei d’impresa Aurora e Lavazza e visita di Palazzo d’Azeglio programma (clicca qui)

iscrizione obbligatoria.
amici@maxmuseo.ch

(clicca qui per scaricare l’invito)

Paolo Bellini, Divergenti, scultura in ferro, 70 x 93 x 44 cm, Collezione dell’artista.
Foto di Lorenzo Waller.

m.a.x. museo e Spazio Officina

Spazio Officina, CHIASSO (SVIZZERA) DAL 24 MARZO 2019 AL 28 APRILE 2019 LA MOSTRA PAOLO BELLINI Sensorialità sinestetica @ Chiasso
Mar 24–Apr 28 giorno intero

La mostra allo Spazio Officina si inserisce nel filone Genius Loci degli approfondimenti tematici di artisti contemporanei legati per nascita o per operatività al Canton Ticino, e propone un focus su Paolo Bellini (Mendrisio, 1941), con particolare riferimento all’atelier da lui tenuto a Chiasso e successivamente a Tremona.

Il legame tra l’artista e Chiasso è molto forte, sia per quanto riguarda il processo di ricerca e creazione, sia per l’attività espositiva. Per due decenni (fino al 2009) Paolo Bellini ha operato nel suo atelier di via Soldini; Chiasso ha inoltre ospitato la sua prima mostra collettiva (nel 1966) e la sua prima mostra personale (nel 1968), entrambe alla Galleria Mosaico. Risale poi al 1988 la personale nella Sala Diego Chiesa, che inaugura la nuova fase creativa di Paolo Bellini con l’uso dell’alluminio e del ferro.

Paolo Bellini torna dunque a Chiasso e l’esposizione allo Spazio Officina si distingue per essere, con le sue 42 opere in mostra, una fra le più ricche dell’intera carriera dell’artista. Attraverso il percorso attentamente studiato è possibile compiere un “viaggio ideale” nel nuovo e più recente ciclo di sculture nate nel segno delle relazioni sinestetiche che vedono una interazione fra elementi grafico-scultorei, la poesia e l’immagine.

L’esposizione è curata da Andrea B. Del Guercio e Nicoletta Ossanna Cavadini.

Alla mostra si affiancano vari eventi collaterali, tra cui una conferenza pubblica, laboratori didattici, una performance di danza, visite guidate. Domenica 14 aprile è inoltre prevista l’inaugurazione di un’opera di Paolo Bellini nel Parco delle Sculture, attiguo al m.a.x. museo.

L’esposizione è resa possibile grazie al Dicastero Educazione e Attività culturali del Comune di Chiasso, con il sostegno della Repubblica e Cantone Ticino-Fondo Swisslos, dell’AGE SA, dell’associazione amici del m.a.x. museo (aamm) e del Circolo “Cultura, insieme” di Chiasso per la conferenza in programma.

Si ringrazia la SUPSI-Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana, e in particolare il Laboratorio cultura visiva del Dipartimento ambiente costruzioni e design, per la collaborazione nell’ambito del progetto grafico.

INAUGURAZIONE: domenica 24 marzo 2019, ore 17.00

• PAOLO BELLINI – BIOGRAFIA

Paolo Bellini nasce a Mendrisio nel 1941. Grazie all’apprendistato svolto nelle fonderie

artistiche del borgo, intrapreso a partire dal 1958, Bellini impara a conoscere le varie

tecniche di fusione dei metalli e ha l’opportunità di avvicinare artisti quali Jean Arp, Remo Rossi, Emilio Stanzani, Olivier Strebelle e Lynn Chadwick, Mario Neri e Marino Marini.

Dopo aver terminato gli studi all’Accademia di Brera a Milano sotto la guida di Marino Marini e Alik Cavaliere, si trasferisce per qualche tempo in Belgio come assistente dello scultore Strebelle. In seguito a questa esperienza Bellini intraprende una serie di viaggi di studio attraverso l’Europa.

Rientrato in Ticino, decide di aprire un proprio atelier a Chiasso. Ha l’occasione di incontrare più volte, nel 1976 e nel 1981 a Much Hadham in Inghilterra, lo scultore Henry Moore, che diventa in quegli anni un costante punto di riferimento per la sua ricerca artistica.

Nel corso della sua carriera Paolo Bellini si cimenta con diversi materiali: bronzo (abbandonato a metà degli anni ’80), laminati di recupero, alluminio o ferro, che a partire dal 1987 costituisce la sua materia di studio e lavoro privilegiata. La produzione più recente è caratterizzata anche dall’utilizzo della lamiera zincata, più sottile e luminosa.

Fra i riconoscimenti ricevuti si segnala in particolare il terzo premio al concorso per la scultura di una fontana a Lugano (1966), il primo premio alla 3. Biennale Innovazione Arte di Lugano (1967) e il primo premio al concorso per la scultura in Piazzale alla Valle a Mendrisio (1973). Dal 1990 al 1995 è stato membro della Commissione Federale di Belle Arti.

Paolo Bellini espone regolarmente in Svizzera e all’estero; sue opere fanno parte di collezioni all’interno e fuori dei confini nazionali, e sono altresì presenti in diversi Musei svizzeri. Nel Cantone Ticino molte sono le sue sculture in collezioni pubbliche e private.

Vive a Rancate e lavora nel suo atelier a Tremona.
• PERCORSO ESPOSITIVO

All’interno dello Spazio Officina il percorso espositivo inizia con tre opere degli anni Duemila in ferro (Hydra, 2005-2006, Equilibri, 2006, Disegno spaziale, 2006) che voglio fare un trait d’union fra la precedente ricerca dell’artista e la più recente produzione che coinvolge anche la lamiera zincata.

Complessivamente sono esposte 42 sculture di vario formato che rappresentano la più recente ricerca plastica di Paolo Bellini, una ricerca che si è sviluppata nel corso degli anni sempre più verso l’essenzialità. Il ferro, materiale dominante della mostra, viene vieppiù sostituito con lo zinco, incentivando il processo creativo ed emozionale. “Il cambio di materiale costituisce una cesura importante nella vita artistica di Paolo Bellini:

il gesto di “modellare” l’argilla e la cera, tradizionalmente effettuato prima della fusione in bronzo, viene sostituito dal nuovo atto di “saldare” e assemblare lastre di metallo, inizialmente alluminio, poi ferro, per approdare infine negli ultimi anni alla leggerezza più inusitata della lamiera zincata. L’esito raggiunto da Bellini diviene così sorprendente: l’effetto plastico può essere ricondotto a trasparenti figurazioni grafiche collocate nello spazio e nel tempo. Le lamiere creano il volume indefinito della scultura, costituiscono un elemento-filtro fra spazio esistente e spazio creato, e quindi suscitano una visione immaginifica e poetica […] Il materiale cambia nuovamente, e Bellini in questo caso utilizza lo Zincor, ossia lastre di acciaio elettrozincato bifacciali che gli permettono di raggiungere effetti di uniformità e regolarità con uno spessore simile più a quello del cartoncino che del metallo. Una sublimazione della scultura che, attraverso questa lucentezza ed esilità, raggiunge effetti lirici”, capaci di suscitare emozioni plurime in chi le guarda, quindi un’emozione sinestetica. (tratto da “Scultura sinestetica”, saggio di Nicoletta Ossanna Cavadini in catalogo).

Sposando dunque il tema del programma del Centro Culturale Chiasso per il periodo 2018-2019, la mostra mette in evidenza le relazioni sinestetiche che vedono una interazione fra elementi grafico-scultorei, la poesia e l’immagine. Il processo creativo dell’artista appare infatti frutto di una lunga e insistita esperienza, contrassegnato da una volontà di ricerca plastica animata dal confronto tra progettualità e sensibilità, in cui ogni “frammento” trova la sua perfetta collocazione nella definizione del racconto visivo. Andrea B. Del Guercio, co-curatore della mostra, indica che “Ciò che distingue il lavoro di Bellini dal patrimonio della scultura contemporanea è tutto espresso e conservato nel processo espressivo tendente verso l’idea di una scultura che racconta se stessa; se andiamo immediatamente al rapporto con l’opera, saltando solo momentaneamente i processi che conducono alla redazione, troviamo che essa, ogni singola, determina una propria affermazione, indica e rappresenta se stessa, suggerisce una ben spiccata personalità, ha una identità autonoma perfettamente compiuta.” (tratto da “Paolo Bellini. Quando la scultura racconta se stessa”, saggio di Andrea B. Del Guercio in catalogo).
• CALENDARIO DELLE INIZIATIVE COLLATERALI ALLA MOSTRA

• Visite guidate gratuite con ingresso allo Spazio Officina a pagamento
– domenica 31 marzo 2019, ore 10.00

– domenica 28 aprile 2019, ore 16.00, finissage allo Spazio Officina, segue aperitivo

• Visite guidate per associazioni, gruppi e scolaresche su prenotazione: eventi@maxmuseo.ch

• Conferenza pubblica

Andrea B. Del Guercio, Accademia di Belle Arti di Brera e co-curatore della mostra

Paolo Bellini: il processo creativo Lunedì 1 aprile 2019, ore 20.30 Foyer Cinema Teatro, Chiasso

con apertura serale dello Spazio Officina fino alle ore 22.30 entrata gratuita

• Performance
Opera d’arte vivente
Sensorial Strokes

di Katja Vaghi, Stone Leaf

venerdì 12 aprile 2019, ore 20.00; seconda performance ore 20.30 Spazio Officina
entrata gratuita

• Presentazione pubblica domenica 14 aprile 2019, ore 16.00 saluto del sindaco Bruno Arrigoni

inaugurazione della scultura White Sail Parco delle sculture, m.a.x. museo
• Giornate di approfondimento

con l’Associazione amici del m.a.x. museo sabato 6 aprile 2019
Visita all’atelier di Paolo Bellini a Tremona

Ritrovo parcheggio Palapenz ore 9.00, in pulmino ore 9.30 visita all’Atelier con l’artista
ore 12.00 pranzo al grotto

ore 14.30 visita al Parco archeologico di Tremona con Alfio Martinelli
iscrizione obbligatoria entro lunedì 1 aprile 2019 amici@maxmuseo.ch

• LABORATORI DIDATTICI AL m.a.x. museo

In occasione di ogni mostra il ma.x. museo organizza laboratori didattici per bambini e adulti. Per la mostra Paolo Bellini. Scultura sinestetica vengono proposti tre temi e incontri con l’artista:

• Diario di uno scultore

Ispirati dalle opere di Paolo Bellini, creeremo anche noi block notes tridimensionali, piccole sculture in cui esprimere il nostro potenziale creativo.
• Da un foglio…

Un laboratorio per creare un’opera semplicemente partendo da un foglio. Esploreremo il crearsi di un’opera scultorea dalle due dimensioni alle tre dimensioni. Che cosa ne uscirà?
• Non solo marmo

Chi l’ha detto che una scultura deve essere fatta per forza in marmo? Un laboratorio per creare un’opera e leggerla attraverso un materiale plastico.

Per bambini e adulti interessati (gruppi liberi), sono previsti i seguenti appuntamenti, che si concludono con una merenda:

– Diario di uno scultore: sabato 30 marzo 2019, ore 15.00–17.00

– Da un foglio: sabato 13 aprile 2019, ore 15.00–17.00

– Non solo marmo: mercoledì 17 aprile 2019, ore 15.00–17.00 (consigliato per i più piccoli)

Iscrizione obbligatoria: eventi@maxmuseo.ch
• Incontro con l’artista – “Sculture lillipuziane” solo per scolaresche

Mercoledì 3 aprile 2019, ore 9.30 – 11.30 Mercoledì 17 aprile 2019, ore 9.30 – 11.30

Con materiali metallici leggeri ogni bambino – dopo aver visitato la mostra con le mediatrici culturali – realizzerà la sua mini-scultura e incontrerà l’artista. Ogni mini-scultura verrà esposta nella vetrina esterna dello Spazio Officina

PAOLO BELLINI
Scultura sinestetica
a cura di Andrea B. Del Guercio e Nicoletta Ossanna Cavadini

Spazio Officina (Via Dante Alighieri 4), Chiasso (Canton Ticino – Svizzera) 24 marzo 2019 – 28 aprile 2019
Orari
martedì –venerdì, ore 14.00 – 18.00

sabato–domenica, ore 10.00 – 12.00/14.00 – 18.00 lunedì chiuso
Aperture speciali
domenica 21 aprile 2019 Pasqua
lunedì 22 aprile 2019 Pasquetta

Chiusure
venerdì 19 aprile 2019 Venerdì Santo
sabato 20 aprile 2019 Sabato Santo

m.a.x. museo Spazio Officina
Via Dante Alighieri 6 Via Dante Alighieri 4
CH – 6830 Chiasso CH – 6830 Chiasso
T. +41 58 122 42 52 T. +41 58 122 42 60
info@maxmuseo.ch

www.centroculturalechiasso.ch

Mar
27
mer
Max Museo | PAOLO BELLINI | Scultura sinestetica dal 24 marzo al 28 aprile 2019 a Chiasso @ Chiasso
Mar 27–Apr 28 giorno intero

Rendiamo partecipi gli amici del m.a.x. museo del riconoscimento assegnato dalla prestigiosa Fondazione svizzera per il Premio Doron al Centro Culturale Chiasso.
www.doron-prize.ch

con l’occasione vi ricordiamo i prossimi appuntamenti

PAOLO BELLINI
Scultura sinestetica / Synesthetic sculpture

conferenza pubblica
lunedì 1 aprile 2019, ore 20:30

Paolo Bellini: il processo creativo
Andrea B. Del Guercio, Professore all’Accademia di Belle Arti di Brera
co-curatore della mostra

Foyer del Cinema Teatro
con apertura serale dello Spazio Officina fino alle 22:30
entrata gratuita

periodo espositivo
24 marzo – 28 aprile 2019

martedì – venerdì ore 14:00-18:00
sabato – domenica ore 10:00-12:00 e 14:00-18:00
lunedì chiuso

Giornate di approfondimento con l’associazione amici del m.a.x. museo

sabato 6 aprile
Vista all’Atelier di Paolo Bellini a Tremona
Ritrovo al parcheggio del Palapenz ore 9:00, con auto private
ore 9:30 visita dell’Atelier con l’artista
ore 12:00 pranzo al grotto
ore 14:30 visita al parco archeologico di Tremona con Alfio Martinelli

(clicca qui per aprire il programma completo)

iscrizione obbligatoria entro lunedì 1° aprile scrivendo a:
amici@maxmuseo.ch

Continua con successo la mostra al m.a.x. museo

FRANCO GRIGNANI (1908 – 1999)
Polisensorialità fra arte, grafica e fotografia

clicca qui per vedere il video
andato in onda su ArtBox SkyArte

periodo espositivo
17 febbraio – 15 settembre 2019
martedì – domenica ore 10:00-12:00 e 14:00-18:00
lunedì chiuso

Didascalia: interno dello Spazio Officina con visione delle opere esposte di Paolo Bellini.
Photo Carlo Pedroli

m.a.x. museo e Spazio Officina

via Dante Alighieri 6, Chiasso
Switzerland

Mar
29
ven
AUTO CHE PASSIONE! Interazione fra grafica e design a Torino dal 29 marzo al 30 giugno 2019 @ Torino (I)
Mar 29–Giu 30 giorno intero

Dal m.a.x museo di Chiasso al MAUTO di Torino

Il m.a.x museo ha ospitato fra il 7 ottobre 2018 e il 27 gennaio 2019 la mostra AUTO CHE PASSIONE! Interazione fra grafica e design, che ha permesso a un pubblico entusiasta di ripercorrere un ideale viaggio lungo un secolo nella storia dell’automobile. L’esposizione – a cura di Marco Turinetto, docente al Politecnico di Milano, e Nicoletta Ossanna Cavadini, direttrice del m.a.x. museo e Spazio Officina – ha offerto la possibilità di ammirare da un lato una ricca scelta di opere grafiche espressione della grafica pubblicitaria, dall’altro una dozzina di vetture fra raffinate auto d’epoca ed emozionanti prototipi concepiti negli ultimi anni ed esposte nell’attiguo Spazio Officina, creando quel ponte ideale di iterazione fra grafica e design.

La mostra di Chiasso è nata come progetto integrato in collaborazione con il MAUTO-Museo Nazionale dell’Automobile di Torino, progetto che ora attua la sinergia di rete museale nella sua completezza del progetto originario. Sarà infatti inaugurata giovedì 28 marzo alle ore 18.00 al prestigioso Museo Nazionale dell’Automobile di Torino la mostra che presenterà documenti di grafica ammirati al m.a.x. museo affiancati da numerose autovetture conservate nella collezione, nei depositi e alcune che provengono dagli stessi collezionisti delle automobili precedentemente esposte allo Spazio Officina. La mostra di Chiasso prosegue dunque idealmente in uno dei luoghi più significativi della storia dell’automobile. All’inaugurazione saranno presenti i due co-curatori della mostra Marco Turinetto e Nicoletta Ossanna Cavadini con la Direttrice del MAUTO Mariella Mengozzi e il designer Mike Robinson.

La mostra al MAUTO di Torino sarà visitabile dal 29 marzo al 30 giugno 2019. Fondato nel 1932, il Museo dell’Automobile nasce da un’idea di due pionieri del motorismo internazionale, Cesare Goria e Roberto Biscaretti di Ruffia. «Il MAUTO – dichiara il Direttore Mariella Mengozzi – è una realtà riconosciuta a livello internazionale, che vanta una collezione di vetture d’epoca unica al mondo, esposte in un allestimento emozionante; il Centro di Documentazione e il Centro di Restauro sono il fiore all’occhiello della struttura, frutto dell’impegno costante nella ricerca e nel recupero della storia del settore. L’obiettivo del museo

è valorizzare le proprie risorse orientandosi verso un pubblico sempre più vasto, offrendo alle diverse tipologie di visitatori esperienze coinvolgenti e rafforzando la propria vocazione di centro di attrazione per tutti gli appassionati». In mostra saranno esposti anche i disegni realizzati dal fondatore Carlo Biscaretti di Ruffia.

In occasione dell’inaugurazione, l’Associazione Amici del m.a.x museo propone una visita di approfondimento, che si terrà fra giovedì 28 marzo e sabato 30 marzo. Il programma prevede, oltre alla presenza all’opening dell’esposizione, una visita guidata alla mostra permanente del MAUTO e in via eccezionale all’Italdesign fondata da Giorgetto Giugiaro; sarà pure l’occasione per ammirare angoli e strutture di pregio di Torino, con varie tappe che porteranno tra l’altro al Palazzo d’Azeglio ora Fondazione Einaudi, al Museo Aurora e all’Officina della scrittura, al Museo Lavazza.

Tutti i dettagli sono presentati nel documento allegato. L’iscrizione alla gita è possibile con la tessera di socio aamm; l’adesione all’Associazione Amici del m.a.x museo può essere effettuata accreditandosi al bookshop del m.a.x. museo.

Apr
1
lun
Into the Pink Il rosa nell’arte in mostra a Melano da lunedi 1 aprile al 29 giugno 2019 @ Melano
Apr 1–Giu 29 giorno intero

Apre al pubblico lunedì 1 aprile, presso gli spazi espositivi di Artrust a Melano, Into the Pink, mostra d’arte collettiva curata dalla galleria ticinese. Protagonista unico della mostra il colore rosa, in tutte le sue declinazioni. Il visitatore potrà all’interno dell’allestimento compiere un viaggio alla scoperta delle molteplici applicazioni di questo colore nell’arte moderna e contemporanea, in epoche e stili differenti.
Into the Pink è la nuova mostra curata da Artrust e allestita presso gli spazi della galleria in via Pedemonte di Sopra 1 a Melano (CH). La mostra aprirà al pubblico lunedì 1 aprile 2019 e presenterà una selezione di opere legate dal comune denominatore del colore rosa.

«Visitare questa mostra sarà come leggere un breve manuale di storia dell’arte contemporanea indossando un paio di lenti rosa. ­­– afferma Patrizia Cattaneo Moresi, Direttrice di Artrust SA – È un’immersione in questo colore, per esplorarne le sue infinite declinazioni artistiche. Un colore che porta con sé tanti significati, e anche tante contraddizioni, che ha rivestito e riveste un ruolo importante nella storia dell’arte. E forse non solo in quella, considerato che recenti scoperte scientifiche lo indicano come il pigmento delle prime forme di vita sulla terra: sembra, infatti, che i primi batteri a fare la loro comparsa sul nostro pianeta fossero rosa».

Le opere in mostra permettono di esplorare l’utilizzo del rosa nel paesaggio, nella figura, nel nudo, passando dalle riproduzioni realistiche a quelle espressioniste, dalle visioni impressioniste sino a quelle puramente astratte.
In dialogo tra loro artisti di movimenti, stili, epoche distanti e differenti: si va da Castelli a Le Corbusier e Léger, dagli esponenti del gruppo CoBrA a quelli del gruppo Rot Blau, dai Nouveau Réalistes Tinguely, Spoerri e Niki De Saint Phalle, al re della Pop Art Andy Warhol, per arrivare fino alla Street Art con le opere di Banksy.

La mostra, a ingresso gratuito, sarà aperta al pubblico fino al 29 giugno, dal lunedì al sabato, dalle 14.00 alle 18.00.

INTO THE PINK
1 aprile – 29 giugno 2019

@Artrust SA
Via Pedemonte di Sopra 1, 6818 Melano
Dal lunedì al sabato, dalle 14.00 alle 18.00
INGRESSO LIBERO

Con opere di:
Banksy | Blade | Bernard Buffet | Paul Camenisch | Luciano Castelli | Robert Combas | Mario Comensoli | Corneille | Niki De Saint Phalle | Christian Esctal | Fang-Xing Chen | François Gall | Claude Gilli | André Lanskoy | Charles Lapicque | Le Corbusier | Fernand Léger | Carl Walter Liner | Marco Lupi | Marino Marini | André Masson | Albert Müller | Gen Paul | Quik | A.R. Penck | Ravo | Raul33 | Walter Ropele | Ivo Soldini | Daniel Spoerri | Jean Tinguely | Italo Valenti | Ting Walasse | Andy Warhol | Waner | Peter Wiederkehr

Per maggiori informazioni:
www.artrust.ch/into-the-pink
instagram: @artrust_sa

Into the Pink, la nuova mostra a cura di Artrust dal 1 aprile a Melano (CH) fino al 29 giugno 2019 @ Melano
Apr 1–Giu 29 giorno intero

Il prossimo 1 aprile apre al pubblico, presso gli spazi espositivi di Artrust a Melano, Into the Pink, mostra d’arte collettiva curata dalla galleria ticinese. Protagonista unico della mostra il colore rosa, in tutte le sue declinazioni. Il visitatore potrà all’interno dell’allestimento compiere un viaggio alla scoperta delle molteplici applicazioni di questo colore nell’arte moderna e contemporanea, in epoche e stili differenti.

pink mostra a melanoInto the Pink è la nuova mostra curata da Artrust e allestita presso gli spazi della galleria in via Pedemonte di Sopra 1 a Melano (CH). La mostra aprirà al pubblico lunedì 1 aprile 2019 e presenterà una selezione di opere legate dal comune denominatore del colore rosa.

«Visitare questa mostra sarà come leggere un breve manuale di storia dell’arte contemporanea indossando un paio di lenti rosa. ­­– afferma Patrizia Cattaneo Moresi, Direttrice di Artrust SA – È un’immersione in questo colore, per esplorarne le sue infinite declinazioni artistiche. Un colore che porta con sé tanti significati, e anche tante contraddizioni, che ha rivestito e riveste un ruolo importante nella storia dell’arte. E forse non solo in quella, considerato che recenti scoperte scientifiche lo indicano come il pigmento delle prime forme di vita sulla terra: sembra, infatti, che i primi batteri a fare la loro comparsa sul nostro pianeta fossero rosa».

Le opere in mostra permettono di esplorare l’utilizzo del rosa nel paesaggio, nella figura, nel nudo, passando dalle riproduzioni realistiche a quelle espressioniste, dalle visioni impressioniste sino a quelle puramente astratte.
In dialogo tra loro artisti di movimenti, stili, epoche distanti e differenti: si va da Castelli a Le Corbusier e Léger, dagli esponenti del gruppo CoBrA a quelli del gruppo Rot Blau, dai Nouveau Réalistes Tinguely, Spoerri e Niki De Saint Phalle, al re della Pop Art Andy Warhol, per arrivare fino alla Street Art con le opere di Banksy.

La mostra, a ingresso gratuito, sarà aperta al pubblico fino al 29 giugno, dal lunedì al sabato, dalle 14.00 alle 18.00.

INTO THE PINK
1 aprile – 29 giugno 2019

@Artrust SA
Via Pedemonte di Sopra 1, 6818 Melano
Dal lunedì al sabato, dalle 14.00 alle 18.00
INGRESSO LIBERO

Con opere di:
Banksy | Blade | Bernard Buffet | Alexandre Calder | Paul Camenisch | Luciano Castelli | Robert Combas | Mario Comensoli | Corneille | Niki De Saint Phalle | Christian Esctal | Fang-Xing Chen | François Gall | Claude Gilli | André Lanskoy | Charle Lapicque | Le Corbusier | Fernand Léger | Carl Walter Liner | Marino Marini | André Masson | Albert Müller | Gen Paul | Quik | A.R. Penck | Raul33 | Ravo | Walter Ropele | Daniel Spoerri | Jean Tinguely | Italo Valenti | Ting Walasse | Andy Warhol | Waner | Peter Wiederkehr
Per maggiori informazioni:
www.artrust.ch/into-the-pink
instagram: @artrust_sa

ARTRUST è una galleria d’arte che opera sfuggendo alle definizioni classiche e alle suddivisioni del mercato dell’arte. Al centro del proprio progetto, nel quale l’aspetto culturale e quello commerciale viaggiano di pari passo, c’è l’arte in ogni sua forma.
Artrust è una collezione in costante evoluzione, che attualmente comprende una selezione tanto vasta quanto varia di opere d’arte moderna e contemporanea, nella quale, accanto ai capolavori di alcuni grandi nomi del Novecento – tra cui Werefkin, Legér, Degas, Segantini, Giacometti, Tinguely, Picasso, Mirò – coesistono le opere di artisti del grande movimento che oggi va sotto il nome di Street Art.
Artrust è al fianco degli artisti del proprio territorio per la promozione delle loro attività artistiche in diversi ambiti e sedi e collabora con affermati artisti stranieri supportando la loro presenza in territorio elvetico.
www.artrust.ch

Via Pedemonte di Sopra, 1 – CH-6818 Melano – Switzerland
+41 91 649 33 36 – pressoffice@artrust.ch
Matteo Cappelletti, Francesca Masciadri

Apr
5
ven
PAOLO BELLINI – Scultura sinestetica. Spazio Officina, Chiasso (Canton Ticino – Svizzera) 24 marzo – 28 aprile 2019 @ Chiasso
Apr 5–Apr 28 giorno intero

Prosegue la serie di eventi che accompagnano la mostra in corso allo Spazio Officina dedicata all’artista ticinese Paolo Bellini, che potrà essere visitata fino al prossimo 28 aprile. In particolare vi segnaliamo i tre appuntamenti previsti fra venerdì 12 aprile e domenica 14 aprile: si tratta di iniziative che si rivolgono sia agli adulti sia ai bambini, in tre ambiti diversi strettamente legati alla mostra. In particolare domenica 14 aprile è prevista la posa di un’opera di Paolo Bellini nel Parco delle Sculture, attiguo al m.a.x. museo.

 PERFORMANCE – OPERA D’ARTE VIVENTE SENSORIAL STROKES
di Katja Vaghi, musiche di Stone Leaf
Venerdì 12 aprile 2019, ore 20.00; seconda performance ore 20.30
Spazio Officina
entrata gratuita

• OPERA D’ARTE VIVENTE SENSORIAL STROKES
In occasione dell’esposizione di Paolo Bellini all’interno dello Spazio Officina si propone una performance di danza contemporanea in consonanza con il concetto di sinestesia in una interazione fra opere d’arte, posture del corpo e musica. I due performer creeranno percorsi sensitivi attraverso il movimento e il suono, suscitando tensioni “immersive” che diano la possibilità di generare un’altra dimensione sensoriale. La performance giocherà reinterpretando in maniera poetica le immagini urbane, la dinamicità delle forme e l’uso di materiale recuperato per creare un’atmosfera che comunica a più di un organo di senso. Entrando in dialogo con le forme e lavorando con le stesse opposizioni e tensioni delle opere, si vuole creare una percezione più ampia delle stesse.

Katja Vaghi, danzatrice, coreografa, ricercatrice di danza e insegnante di pratiche somatiche, si forma alla Ballet Arts di New York per poi proseguire il suo percorso di approfondimento tra Zurigo, Londra e Berlino, lavorando e partecipando a diversi progetti. Consegue il dottorato in studi della danza contemporanea presso la University of Roehampton, è guest lecturer presso la Rambert School of Ballet and Contemporary Dance. Alla ricerca pratica in studio affianca la riflessione teorica sul movimento. Nata nel Mendrisiotto vive attualmente a Berlino, dove lavora come performer e drammaturga.

Stone Leaf è un percussionista solista, polistrumentista, produttore e performer di musica elettronica attivo sulla scena internazionale. La sua ricerca indaga l’origine del suono attraverso la materia: l’elaborazione di complesse sonorità (mediante suoni di sintesi elettronica) caratterizza la sua identità sonica. È ideatore di installazioni audio/video che spingono il fruitore a vivere l’opera come un’esperienza fisica, un viaggio sensoriale dove il tema proposto si materializza attraverso l’impatto sui sensi (olfattivo, tattile, uditivo e visivo), uno spazio in cui diventare parte integrante dell’opera.

 LABORATORIO DIDATTICO per bambini e adulti
• Da un foglio…
Un laboratorio per creare un’opera semplicemente partendo da un foglio. Esploreremo il crearsi di un’opera scultorea dalle due dimensioni alle tre dimensioni. Che cosa ne uscirà?
Il laboratorio è aperto sia alle scolaresche sia a tutti i bambini e gli adulti interessati

sabato 13 aprile 2019, ore 15.00-17.00, con merenda

I laboratori didattici sono rivolti a:

• scolaresche (scuole dell’infanzia, scuole elementari, scuole medie):
si tengono in orario scolastico durante la settimana, dal lunedì al venerdì, su iscrizione (eventi@maxmuseo.ch);

• bambini e adulti interessati: iscrizione obbligatoria (eventi@maxmuseo.ch)

Tutti i laboratori sono tenuti da mediatrici culturali (una delle quali con certificato del Percorso Formazione Specialistica rilasciato dall’Associazione Bruno Munari) e si svolgono al m.a.x. museo nell’arco di due ore circa con gruppi scolastici di minimo 15 e massimo 25 partecipanti, mentre per gruppi liberi si richiede un minimo di 15 presenze.
L’attività è seguita da una visita “attiva” alla mostra.
Il costo complessivo per laboratorio è di CHF 10 / Euro 10 (bambini), CHF 15 / Euro 15 (adulti).
Il materiale viene messo a disposizione dal museo.
Iscrizione obbligatoria: eventi@maxmuseo.ch.
 PRESENTAZIONE PUBBLICA – WHITE SAIL NEL PARCO DELLE SCULTURE
Inaugurazione della scultura di Paolo Bellini White Sail
Domenica 14 aprile 2019, ore 16.00
Parco delle Sculture, adiacente il m.a.x. museo

La presentazione pubblica della scultura White Sail corona il momento di incontro tra Paolo Bellini e la comunità chiassese: l’opera, donata dallo scultore, realizzata nel 2005 come “vela bianca” andrà ad arricchire il Parco delle Sculture collocato dietro il m.a.x museo nel dialogo con la “white box” del museo ed entrerà nella collezione ufficiale del Comune di Chiasso. Il varo dell’opera, alla presenza dell’artista Paolo Bellini, sarà preceduto dal saluto del Sindaco Bruno Arrigoni e del Capodicastero Davide Dosi e introdotto da Nicoletta Ossanna Cavadini.

• WHITE SAIL, 2005, Scultura in ferro, cm. 210 x 120 x 95
La scultura White Sail fa parte del gruppo di sculture in ferro ancora di dimensioni monumentali che l’artista ticinese esegue agli inizi degli anni Duemila. Insolito il colore bianco per la poetica di Bellini, ben si sposa con la forma a vela che vuole celare dinamismo e metamorfosi fra la visione di movimento in contrapposizione con l’aspetto materico del ferro e della sua struttura basamentale.
Inserita in catalogo quale ultima tavola è già citata facente parte della collezione pubblica di Chiasso.
• LA MOSTRA – PAOLO BELLINI. SCULTURA SINESTETICA
La mostra allo Spazio Officina si inserisce nel filone Genius Loci degli approfondimenti tematici di artisti contemporanei legati per nascita o per operatività al Canton Ticino, e propone un focus su Paolo Bellini (Mendrisio, 1941), con particolare riferimento all’atelier da lui tenuto a Chiasso e successivamente a Tremona.
Il legame tra l’artista e Chiasso è molto forte, sia per quanto riguarda il processo di ricerca e creazione, sia per l’attività espositiva. Per due decenni (fino al 2009) Paolo Bellini ha operato nel suo atelier di via Soldini; Chiasso ha inoltre ospitato la sua prima mostra collettiva (nel 1966) e la sua prima mostra personale (nel 1968), entrambe alla Galleria Mosaico. Risale poi al 1988 la personale nella Sala Diego Chiesa, che inaugura la nuova fase creativa di Paolo Bellini con l’uso dell’alluminio e del ferro.

Paolo Bellini torna dunque a Chiasso e l’esposizione allo Spazio Officina si distingue per essere una fra le più ricche dell’intera carriera dell’artista. La mostra accoglie il visitatore con tre opere collocate all’ingresso, che corrispondono alla ricerca dell’artista intorno agli anni Duemila e aprono la visione della produzione del più recente spirito creativo riferito agli ultimi dieci anni. Cinquecento metri quadrati, fruibili con una quarantina di sculture di medie e grandi dimensioni, offrono in seguito emozioni ai visitatori lasciandoli liberi in un percorso ad personam attorno alle opere, che sembrano nascere dal suolo con i loro basamenti. Tutte le opere sono pubblicate in catalogo.

L’esposizione è curata da Andrea B. Del Guercio e Nicoletta Ossanna Cavadini.

All’interno dello Spazio Officina, la visita alla mostra è accompagnata da tre filmati messi a disposizione per gentile concessione dall’archivio della RSI Radiotelevisione svizzera.

PAOLO BELLINI
Scultura sinestetica
a cura di Andrea B. Del Guercio e Nicoletta Ossanna Cavadini
Spazio Officina (Via Dante Alighieri 4), Chiasso (Canton Ticino – Svizzera)
24 marzo 2019 – 28 aprile 2019
Orari
martedì –venerdì, ore 14.00 – 18.00
sabato–domenica, ore 10.00 – 12.00/14.00 – 18.00
lunedì chiuso

Aperture speciali
domenica 21 aprile 2019 Pasqua
lunedì 22 aprile 2019 Pasquetta

Chiusure
venerdì 19 aprile 2019 Venerdì Santo
sabato 20 aprile 2019 Sabato Santo

Ingresso
Intero: CHF/Euro 7.-
Ridotto: CHF/Euro 5.- (AVS/AI, over 65 anni, studenti, FAI SWISS, FAI, TCS, TCI, convenzionati) Scolaresche e gruppi di minimo 15 persone: CHF/Euro 5.-
Metà prezzo: Chiasso Card Gratuito: bambini fino a 7 anni, Aiap, associazione amici del m.a.x. museo, giornalisti, ICOM, Passaporto Musei Svizzeri, Visarte

Entrata gratuita: ogni prima domenica del mese
Ingresso cumulativo m.a.x museo + Spazio Officina: Intero CHF/Euro 12.-,
Ridotto CHF/Euro 10.-
Ingresso cumulativo m.a.x museo + Spazio Officina – Scolaresche e gruppi di minimo 15 persone: CHF/Euro 7.-

Parcheggio gratuito
presso il Centro Ovale di Chiasso (livello -1), 4 minuti a piedi dal m.a.x. museo, su presentazione del ticket del parcheggio al m.a.x. museo.

RailAway FFS – offerta combinata
All’entrata del m.a.x. museo, su presentazione di un ordinario biglietto del treno, una carta giornaliera, un biglietto risparmio, un abbonamento di una comunità tariffaria oppure un abbonamento generale, si beneficia del 10% di sconto sul biglietto d’ingresso della mostra in corso.
Dalla stazione di Chiasso al m.a.x. museo: circa 10 minuti a piedi.
Informazioni: nelle stazioni o su ffs.ch/maxmuseo.

Apr
6
sab
Esposizione MIRROR IMAGES Immagini speculari in arte e medicina. Castello di Sasso Corbaro 6 aprile-25 agosto 2019 @ Bellinzona
Apr 6–Ago 25 giorno intero

La mostra “MIRROR IMAGES— Immagini speculari in arte e medicina” presenta opere di artisti contemporanei, esperimenti scientifici, strumenti medici e curiosità, che prendono spunto dallo specchio. Senza superfici riflettenti, specchi o tecniche come la fotografia, il video e il cinema che permettono di estendere la nostra percezione della realtà, non saremmo in grado di vedere il nostro corpo. Eppure, quando ciò accade proviamo sorpresa perché l’immagine resa ci sdoppia: percepiamo il nostro corpo al tatto qui, ma lo vediamo là, proiettato su una superficie esterna. Ogni volta che scorgiamo la nostra immagine allo specchio si ripresenta quel fugace attimo di disorientamento che sussiste quando scopriamo di essere in egual misura soggetto osservante e oggetto osservato. Disembodiment (smembramento) è pertanto il nome con cui i neuro-scienziati designano tale momento perché rispecchia un processo cognitivo in cui oltrepassiamo mentalmente i confini fisici del nostro corpo proiettandone le caratteristiche su superfici esterne. In quell’istante, la nostra capacità di stabilire la posizione e i limiti corporei nello spazio, fisiologicamente definita propriocezione, perde la nitidezza abituale e incomincia a sfumare. Diversi artisti e scienziati puntano l’attenzione proprio su quell’attimo enigmatico di smarrimento, lo riproducono o lo prolungano artificiosamente, soffermandosi sulla cesura che separa la persona dal suo riflesso per chiedersi: quali sono i nostri confini fisici e dove iniziano i corpi esterni?

L’esposizione è promossa dalla Città di Bellinzona, dall’Organizzazione Turistica Regionale

Bellinzonese e Alto Ticino e dalla Fondazione Sasso Corbaro, in collaborazione con la Settimana del

Cervello della Svizzera italiana.

Per la Città si tratta del primo appuntamento della Rassegna Cultura e Scienza che, con la Rassegna Cultura e Diversità, focalizzata quest’anno sul tema della diversità in campo artistico e musicale, rappresentano i due nuovi filoni di eventi che vedono la Città di Bellinzona nel ruolo di promotore culturale.

I promotori sono particolarmente felici di ospitare al Castello di Sasso Corbaro “MIRROR IMAGES— Immagini speculari in arte e medicina” che segna l’apertura primaverile delle esposizioni culturali e artistiche in Città. La mostra raggiunge Bellinzona riadattata alla splendida cornice medievale del sito UNESCO proseguendo il suo tragitto dal Kunstmuseum di Thun, dal Museo di Storia della Medicina e dalla Fondazione Schering di Berlino.

Apr
7
dom
«In-flore-scientia. Arte e botanica. Josef Hanel (1865-1940) / Gabriela Maria Müller» Museo Vincenzo Vela, Ligornetto, 7 aprile – 11 agosto 2019 @ Ligornetto
Apr 7–Ago 11 giorno intero

Natura, arte e scienza si intrecciano al Museo Vincenzo Vela in un insolito e suggestivo allestimento, che invita alla riflessione e alla contemplazione. All’inedita serie di diapositive su vetro colorate a mano di soggetto botanico del fotografo-pittore Josef Hanel (1865-1940) sono affiancati recenti lavori dell’artista Gabriela Maria Müller (*1963), composti con pollini, semi, foglie, terre e cera.

Dal 7 aprile all’11 agosto 2019 le sale del Museo Vincenzo Vela accoglieranno un raffinato quanto inconsueto allestimento in cui fotografia, pittura, scienza e arte contemporanea si intrecciano con esiti sorprendenti, aprendosi al tema del mondo vegetale e della botanica. Come già avvenuto negli ultimi decenni in ripetute occasioni, il museo offre uno spunto di riflessione tematico, che prende avvio da un elemento caratterizzante – in questo caso lo splendido giardino che circonda l’edificio –, per promuovere un progetto interdisciplinare, dedicato alla rappresentazione della natura e della flora.

L’inedita serie di diapositive su vetro dipinte a mano dal fotografo-pittore Josef Hanel (1865-1940) – raffiguranti soggetti botanici e realizzate nei primi decenni del XX secolo con intento scientifico-didattico – è posta in dialogo con una selezione di opere e installazioni recenti dell’artista Gabriela Maria Müller, molte delle quali realizzate ad hoc. Per l’occasione il Museo Vincenzo Vela ha collaborato con il Museo botanico dell’Università di Zurigo, proprietario della preziosa collezione di diapositive. La mostra è curata da Gianna A. Mina in collaborazione con la biologa e archeobotanica Christiane Jacquat, già curatrice del museo zurighese.

Pittore-decoratore di formazione e fotografo autodidatta, Josef Hanel nasce a Hennersdorf, nella regione allora austriaca dei Sudeti, ed è in seguito attivo tra Austria, Germania e Cecoslovacchia. Il fotografo-pittore ha dapprima riprodotto in bianco e nero nel loro habitat funghi, felci, licheni, muschi e piante da fiore per poi dipingerli a mano con estrema maestria, mediante pennelli finissimi. Le sue fotografie colpiscono per l’accurata inquadratura, le sottili sfumature, i giochi di luce e l’uso sapiente del colore, qualità che conferiscono alle immagini una valenza artistica che va al di là della loro indubbia importanza scientifica. La veridicità della loro ambientazione e la cura profusa nella resa minuziosa dei soggetti ne accresce il valore scientifico e al tempo stesso evidenzia e legittima le capacità e le ambizioni artistiche di Hanel.

Nelle sale del museo si snoda un percorso tematico che consente al visitatore di apprezzare il lavoro di Josef Hanel sotto vari punti di vista. In alcuni casi le minute lastre sono allestite su tavole retroilluminate oppure riprodotte su monitor; altrove, tramite ingrandimenti fotografici si allude a un’ulteriore destinazione delle diapositive, usate mediante proiezioni per l’insegnamento della botanica o per conferenze pubbliche. Allo stesso tempo gli ingrandimenti rendono evidente la qualità artistica di questi “quasi-dipinti”. Il discrimine tra arte e botanica, a cui allude il titolo della mostra In-flore-scientia, si fa pertanto sottile.

L’interesse per la natura e l’esperienza in qualità di pittore decoratore, abbinate all’uso del mezzo fotografico, fanno di Josef Hanel un pioniere in questo campo, meritevole di essere conosciuto e apprezzato, non foss’altro che per l’estrema bellezza delle sue immagini.
All’interno dell’allestimento dedicato a Josef Hanel e in dialogo con elementi della collezione permanente, si innestano con grazia silente e con rigore concettuale gli interventi concepiti in situ dell’artista Gabriela Maria Müller. Nata nel 1963 in Appenzello e ticinese d’adozione, Gabriela Müller ha sviluppato negli anni un percorso creativo che l’ha portata, con coerenza e in maniera sempre più stringente, a concentrare la sua poetica attorno al soggetto “natura”, in un processo di progressiva interiorizzazione e di celebrazione del “mistero” insito nella ciclicità del mondo naturale, di cui è parte il genere umano.

Le opere e le installazioni realizzate dall’artista – composte con elementi di origine minerale (cenere, roccia, ruggine) e vegetale (terra di bosco, semi, foglie, soffioni, cera) – instaurano con le fotografie di Hanel un rapporto profondo e ricco di stimoli, che interroga lo spettatore sulla resilienza del mondo vegetale, apparentemente fragile e caduco, e lo motiva, attraverso l’attenzione per il “piccolo”, l’umile, a considerarlo parte imprescindibile di un tutto. Ne deriva un sottile intreccio di corrispondenze che evidenzia sorprendenti affinità tra i due artisti, accomunati, oltre che dalla tematica e dal rapporto simbiotico con la natura, dal trattamento acribico, quasi virtuosistico ed impenetrabile, dei medium e delle tecniche adottate.

A MENDRISIO IL MARE E IL CIELO DI PIERO GUCCIONE dal 7 aprile al 30 giugno 2019 @ Mendrisio
Apr 7–Giu 30 giorno intero

Dal 7 aprile al 30 giugno 2019 il Museo d’arte Mendrisio presenta una grande antologica dedicata a PIERO GUCCIONE (1935-2018), tra i più grandi artisti italiani del secondo Novecento, attivo sino allo scorso anno, celebre per le sue magnifiche marine.

Non c’è mai stato un artista che sia riuscito a dare la dimensione della luce e della relazione tra l’azzurro, il mare e il cielo come Piero Guccione. Nato nel 1935 a Scicli e recentemente scomparso, per oltre quaranta anni ogni mattina Guccione ha guardato il mare cercando di coglierne le variazioni, non per semplice descrittivismo, ma per trovarci sempre l’anima dell’uomo.

«Mi attira l’assoluta immobilità del mare, che però è costantemente in movimento.» Guccione ha portato la sua ricerca ai limiti dell’astrazione, restando tuttavia ben ancorato alla realtà. Persino nelle ultime opere dove la rarefazione è condotta all’estremo e il senso di vuoto diventa qualità principale, egli vuole e sa rimanere pittore di un’antica tradizione radicata nel dato realistico, figurativo.

Con la prima retrospettiva post mortem, il Museo d’arte Mendrisio intende ripercorrere il viaggio attorno al mare di Guccione attraverso l’esposizione di 56 capolavori tra oli e pastelli, a partire dal 1970 fino alla conclusione del suo percorso. La scelta delle opere è stata curata dal Museo d’arte Mendrisio in collaborazione con l’Archivio Piero Guccione.

Un catalogo di 120 pagine, edito dal Museo d’arte Mendrisio, documenta con fotografie e schede tutte le opere in mostra, introdotte dai contributi di studiosi e seguite da apparati riportanti una bibliografia scelta e una selezione delle esposizioni.

Una mostra incantevole per ricordare un grande artista.

Je suis l’autre. Giacometti, Picasso e gli altri. Il Primitivismo nella scultura del Novecento a Lugano dal 7 aprile al 28 luglio 2019 @ Lugano
Apr 7–Lug 28 giorno intero

Riapre Villa Malpensata

Lugano ritrova uno dei suoi musei più amati dal grande pubblico

Je suis l’autre. Giacometti, Picasso e gli altri.
Il Primitivismo nella scultura del Novecento

7 aprile – 28 luglio 2019, Spazio Mostre
Lugano ritrova uno dei suoi musei più amati dal grande pubblico.
Il prossimo 7 aprile, con l’esposizione JE SUIS L’AUTRE. GIACOMETTI, PICASSO

E GLI ALTRI. IL PRIMITIVISMO NELLA SCULTURA DEL NOVECENTO, saranno infatti inaugurate al pubblico le sale totalmente rinnovate di Villa Malpensata, oggi sede del MUSEC – Museo delle Culture di Lugano.

Per molti anni Villa Malpensata è stata il punto d’incontro tra la grande arte e la Città di Lugano.

Oggi, lo storico complesso edilizio affacciato sul lungolago di Lugano è stato ristrutturato e ammodernato, diventando più grande e ancora più accogliente. Così si prepara a tornare al centro della scena culturale del Ticino e di tutta la Regione dell’Insubria.

«Il MUSEC che torna a svolgere in pieno le sue attività a Villa Malpensata

– luogo storicamente votato alle esposizioni d’arte e amato dal grande pubblico – è anche un peculiare e innovativo modello di conduzione delle moderne organizzazioni culturali – dice il Sindaco della Città di Lugano, On. Marco Borradori – un modello il cui obiettivo di sviluppo in parte è originale, e in parte accomuna lo stesso MUSEC al Museo d’arte della Svizzera italiana (MASI) per la scelta gestionale di una fondazione privata di utilità pubblica. Stiamo parlando di un sistema che si fonda principalmente sulla sostenibilità economico-finanziaria e sui piccoli passi, ma anche sul lavoro che genera risorse e quindi crescita. Ci sono voluti molti anni per capirlo. Non era facile, ma i risultati raggiunti ci permettono oggi di comprenderlo e di apprezzarlo sino in fondo».

«Molti dei risultati che giustamente oggi celebriamo con la riapertura del MUSEC a Villa Malpensata – dice il presidente della Fondazione culture e musei Roberto Badaracco, municipale della Città di Lugano – si devono a un sistema di collaborazioni che permette di collocare questo museo, da protagonista, sulla scena di settori diversi tra loro: la museografia, la ricerca nel campo dell’antropologia e dell’arte, la formazione superiore

e, più in generale, un campo, quello della cultura, non sempre così facile da delimitare o recintare».

«In un giorno per noi così importante – aggiunge il direttore del MUSEC e della Fondazione culture e musei, Francesco Paolo Campione – il mio pensiero e il mio ringraziamento va a tutte le persone che hanno lavorato per raggiungere questo obiettivo. Dalle sale dell’Heleneum a quelle di Villa Malpensata il salto è grande. La nostra rete di protezione è annodata dai fili tessuti negli ultimi 15 anni da tutti coloro i quali hanno collaborato con il Museo. Un pezzo del successo di oggi appartiene a ciascuno di loro».

*****

Dopo alcune anteprime, Villa Malpensata inaugura quindi le sue nuove sale espositive con una mostra promossa dal Museo delle Culture di Lugano e dal Museo Nazionale Romano con Electa.

Il progetto di Je suis l’autre. Giacometti, Picasso e gli altri. Il Primitivismo nella scultura del Novecento è curato da Francesco Paolo Campione con Maria Grazia Messina. Dopo una prima tappa alle Terme di Diocleziano a Roma, prosegue mettendo in dialogo ottanta opere tra sculture di grandi maestri del Novecento e capolavori di arte etnica e popolare databili tra il XVIII e l’inizio del XX secolo, assieme a una selezione di opere precolombiane.

Je suis l’autre è un viaggio tematico attraverso l’atto creativo, l’inconscio e i miti ed è concepito come una mappa che guida il visitatore attraverso la rivoluzione formale della scultura del Novecento, nata per l’appunto dall’incontro tra gli artisti delle Avanguardie e l’arte etnica e popolare. Dagli inizi del Novecento, infatti, comincia anche per la scultura quel processo di rinnovamento dei linguaggi che aveva già coinvolto la pittura: con il desiderio di affrancarsi dai canoni della verosimiglianza, gli scultori fecero propria l’idea di poter esprimere i loro mondi interiori. L’universo espressivo ingenuo, spontaneo e denotato da una forte carica vitale dell’arte cosiddetta «primitiva» ha, in tal senso, rappresentato una vera «rivelazione».

La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Electa e curato da Francesco Paolo Campione e Maria Grazia Messina. Il volume comprende numerosi saggi e un ricco corredo fotografico.

In occasione dell’esposizione luganese sarà presentata anche una ricca antologia sulle «arti primitive» viste dagli artisti e dagli intellettuali del Novecento, un testo che offre un’ampia e documentata visione multifocale dei significati e dei valori delle opere presentate e, più in generale, del tema del Primitivismo nell’arte del Novecento.

Gli artisti in mostra:

Karel Appel, Kenneth Armitage, Jean Arp, Enrico Baj, Mirko Basaldella, Adriana Bisi Fabbri, Serge Brignoni, Agustín Cárdenas, Alik Cavaliere, Lynn Chadwick, Gaston Chaissac, Pietro Consagra, Roberto Crippa, André Derain, Jean Dubuffet, Max Ernst, Agenore Fabbri, Sonja Ferlov Mancoba, Lucio Fontana, Henri Gaudier-Brzeska, Umberto Gervasi, Julio González, Henry Heerup, Ernst Ludwig Kirchner, Jacques Lipchitz, Piero Manzoni, Marino Marini, André Masson, Luciano Minguzzi, Louise Nevelson, Costantino Nivola, Isamu Noguchi, Pablo Picasso, Arnaldo Pomodoro, Man Ray, Regina [Cassolo Bracchi], Raffaello Arcangelo Salimbeni, Salvatore Scarpitta, Fritz Wotruba, Ossip Zadkine.
*****
Contemporaneamente alla mostra Je suis l’autre. Giacometti, Picasso e

gli altri. Il Primitivismo nella scultura del Novecento, il MUSEC offre al pubblico la possibilità di visitare tre diverse esposizioni:

• nello Spazio Maraini, «Le metamorfosi della nostalgia. Esotismo e fotografia fra Otto e Novecento» (fino al 1° settembre 2019);

• nello Spazio Tesoro, l’esposizione permanente con una selezione di capolavori delle collezioni del Museo (entrata gratuita);

• nello Spazio Cielo, «Un tesoro ritrovato. Nuove opere della Collezione Brignoni» (fino al 16 giugno 2019).

altre info: musec.ch

Apr
12
ven
Landscape and Structures Un inventario personale di Jürg Conzett fotografato da Martin Linsi con 22 modelli di Lydia Conzett-Gehring (12 apr – 7 lugl. 2019, a Mendrisio) @ Mendrisio
Apr 12–Lug 7 giorno intero

È stata presentata ieri al Teatro dell’architettura dell’USI a Mendrisio la mostra “Landscape and Structures – Un inventario personale di Jürg Conzett, fotografato da Martin Linsi, con 22 modelli di Lydia Conzett-Gehring”. Promossa dall’Accademia di architettura dell’Università della Svizzera italiana, l’esposizione è stata presentata ai media dal Rettore dell’USI Boas Erez, dal Direttore dell’Accademia di architettura Riccardo Blumer, dal Coordinatore di direzione dell’Accademia Marco Della Torre e dagli stessi autori, Jürg Conzett, Martin Linsi e Lydia Conzett-Gehring.

L’esposizione, aperta da venerdì 12 aprile a domenica 7 luglio 2019, presenta una ricca documentazione su ponti, viadotti, passerelle e gallerie costruite in Svizzera dalla fine del ‘700 fino ad oggi, con 160 fotografie in grande formato, filmati e 22 modelli lignei di opere progettate o realizzate dallo studio Conzett Bronzini Partner AG. Le opere in mostra sono state selezionate da Jürg Conzett, dottore honoris causa dell’USI e docente all’Accademia di architettura dall’anno accademico 2018-19.

LA MOSTRA
La mostra si sviluppa attraverso numerose sezioni tematiche che occupano i tre piani del Teatro dell’architettura e presentano un ricco repertorio di infrastrutture del territorio Svizzero selezionate negli anni dal noto ingegnere progettista Jürg Conzett, documentate assieme al fotografo Martin Linsi e tutte contraddistinte dal fatto di aver instaurato un forte legame col proprio paesaggio di riferimento. Si tratta di ponti, passerelle, gallerie, muri di sostegno e passaggi che fungono da comunicazione e collegamento. L’interesse si rivolge principalmente a opere di ingegneria che rivelano ambizioni di ordine paesaggistico, essendo manufatti che, se da un lato si confrontano con questioni squisitamente tecniche e di redditività, nel contempo suscitano riflessioni di ordine estetico-architettoniche in chi le osserva. L’esposizione testimonia di quei manufatti che hanno costituito un particolare significato nella formazione professionale di Jürg Conzett. In tal senso la selezione dei progetti esposti è soggettiva e senza alcuna pretesa di ordine compilativo o esaustivo del panorama delle infrastrutture svizzere. La rassegna propone una documentazione su infratrutture realizzate dalla fine del ‘700 fino ad oggi e include le opere dei nomi della grande tradizione ingegneristico/costruttiva svizzera, da Karl Etzel a Robert Maillart, da Alexandre Sarrasin a Rino Tami e allo stesso studio Conzett Bronzini Partner AG di Coira.

Pensata originariamente per il Padiglione Svizzero della 12. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, dal 2010 ad oggi l’esposizione è stata via via integrata da nuovi soggetti, come nel caso della sezione dedicata al progetto del „Trutg dil Flem“, un nuovo sentiero escursionistico che si snoda lungo il torrente Flembach a Flims, per il quale Jürg Conzett ha contribuito a definire il tracciato ed ha concepito e realizzato una serie di ponti pedonali.

Le 160 fotografie in bianco e nero di grande formato sono il risultato di una serie di escursioni attraverso la Svizzera portate a termine dai due autori grigionesi durante il 2010. L’esposizione è suddivisa in 23 “stanze”, la cui sequenza è ordinata secondo l’ordine cronologico delle campagne fotografiche: dal paesaggio invernale del Sittertobel tra San Gallo e Herisau alle immagini scattate all’inizio dell’estate successiva al Sustenpass. In ciascuna delle “stanze”, differenti per argomento, sono presenti riflessioni ricorrenti, come ad esempio il fatto che l’immagine di una città è di maggiore impatto quando l’osservatore/utente si avvicina ad essa attraversando un ponte che la domina, come ad esempio nel caso della Fürstenlandbrücke a San Gallo, e della Aarebrücke ad Aarburg. Ricorrente anche la documentazione che testimonia del continuo “dialogo” tra le istanze di tutela promosse dall’Heimatschutz Svizzera e le necessità legate alla costruzione di opere ingegneristiche, di cui il Sitterviadukt delle Ferrovie Federali, il viadotto realizzato con grandi arcate in cemento armato rivestite in pietra, è un’ottima e raffinata testimonianza. Tra i singoli casi viene esposto anche il Ponte della Crotta in fondo alla Valle di Muggio nel Canton Ticino, attraversamento da tempo ormai dismesso. Una gracile struttura in acciaio, sospesa fra imponenti pilastri murati che, pur ricoperto dalla vegetazione, emana ancora oggi tutta la sua forza costruttiva e figurativa.

La pratica di ricorrere a materiali locali e a tecniche costruttive artigianali e tradizionali è presente per esempio anche nella „Dorfbrücke” di Vals, una vera e propria estensione della piazza del paese, realizzata in lastre di Gneis del vallese e cemento armato sapientemente utilizzati nella loro funzione, assieme portante ed estetica. Progettata da Jürg Conzett con la consulenza di Peter Zumthor, La „Dorfbrücke” introduce uno degli argomenti centrali della mostra, e cioè come l’opera ingegneristica possa trarre ispirazione nel costante confronto con la propria tradizione disciplinare, progettuale e costruttiva, in relazione con il paesaggio che la ospita.

La mostra è arricchita da una serie di 22 raffinati modelli lignei realizzati da Lydia Conzett-Gehring, riproduzioni in scala dei ponti progettati o costruiti da Jürg Conzett assieme a Gianfranco Bronzini durante la loro carriera di ingegneri progettisti: come ad esempio il bellissimo modello della passerella di Suransuns lungo il sentiero della Via Spluga che collega la Svizzera all’Italia e che apre la mostra.

Vengono per la prima volta proposti assieme anche una serie di tre filmati dedicati al lavoro di Jürg Conzett: “Jürg Conzett – Die Kunst der Begründung” un cortometraggio di 15 minuti in cui Conzett racconta del proprio approccio al progetto, realizzato dal noto regista Christoph Schaub, 2001, Schaub Filmproduktion/ SRG SSR idée suisse; “Traversina 30.06.1996” un servizio per la RTR-Radiotelevisiun Svizra Rumantscha- di Susanna Fanzun realizzato nel1996, dedicato alla realizzazione della prima passerella Traversina, lungo il sentiero della Via Spluga, andata poi distrutta da una frana; e infine “Traversina” 28.08.2005” video di 6 minuti di Susanna Fanzun del 2005 sulla realizzazione della seconda passerella Traversina, sempre per la RTR – Radiotelevisiun Svizra Rumantscha.

Accompagna le sezioni della mostra anche un ricco portfolio (Sammelmappen) che racchiude documenti tecnici, bollettini e articoli descrittivi e scientifici dedicati agli oggetti in mostra, raccolti sistematicamente da Jürg Conzett.

Un inventario personale di Jürg Conzett fotografato da Martin Linsi @ Mendrisio
Apr 12@09:00–Lug 7@10:00

Una mostra promossa dall’Accademia di architettura dell’Università della Svizzera italiana

Testi e disegni di Jürg Conzett
Fotografie di Martin Linsi
Modelli di Lydia Conzett-Gehring

Da venerdì 12 aprile a domenica 7 luglio 2019 al Teatro dell’architettura dell’USI a Mendrisio sarà allestita la mostra “Landscape and Structures – Un inventario personale di Jürg Conzett, fotografato da Martin Linsi”. L’esposizione presenta una ricca documentazione su ponti, viadotti, passerelle e gallerie costruite in Svizzera dalla fine del ‘700 fino ad oggi, con 160 fotografie in grande formato, filmati e 22 modelli lignei di opere progettate o realizzate dallo studio Conzett Bronzini Partner AG e selezionate da Jürg Conzett, dottore honoris causa dell’USI e docente all’Accademia di architettura per l’anno accademico 2018-19.

La mostra si sviluppa attraverso numerose sezioni tematiche che occupano i tre piani del Teatro dell’architettura e presentano un ricco repertorio di infrastrutture del territorio Svizzero, selezionate negli anni dal noto ingegnere progettista Jürg Conzett e documentate assieme al fotografo Martin Linsi, tutte contraddistinte dal fatto di aver instaurato un forte legame col proprio paesaggio di riferimento. Si tratta di ponti, passerelle, gallerie, muri di sostegno e passaggi, tutte opere che fungono da comunicazione e collegamento. L’interesse si rivolge principalmente a opere di ingegneria che rivelano ambizioni architettoniche, essendo manufatti che, se da un lato si confrontano con questioni squisitamente tecniche e di redditività, nel contempo suscitano determinate sensazioni e riflessioni estetico-architettoniche in chi le osserva.

La rassegna propone una documentazione su infrastrutture realizzate dalla fine del ‘700 fino ad oggi e include le opere di nomi della grande tradizione ingegneristico/costruttiva svizzera, da Karl Etzel a Robert Maillart, da Alexandre Sarrasin a Rino Tami e allo stesso studio Conzett Bronzini Partner AG di Coira.

Pensata originariamente per il Padiglione Svizzero della 12. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, dal 2010 ad oggi l’esposizione è stata via via integrata da nuovi soggetti, come nel caso della sezione dedicata al progetto del „Trutg dil Flem“, un nuovo sentiero escursionistico che si snoda lungo il torrente Flembach a Flims, per il quale Jürg Conzett ha contribuito a definire il tracciato ed ha concepito e realizzato una serie di ponti pedonali. La mostra è inoltre arricchita in questa edizione da filmati e da una serie di 22 modelli lignei dei ponti progettati o realizzati da Jürg Conzett e Gianfranco Bronzini durante la loro carriera di ingegneri progettisti.
Le 160 fotografie in bianco e nero di grande formato presenti in mostra sono il risultato di una serie di escursioni attraverso la Svizzera portate a termine dai due autori grigionesi nell’arco di diversi anni. L’esposizione è suddivisa in più di 20 „stanze“, la cui sequenza è ordinata secondo l’ordine cronologico delle campagne fotografiche: dal paesaggio invernale del Sittertobel tra San Gallo e Herisau alle immagini scattate all’inizio dell’estate successiva al Sustenpass. In ciascuna delle “stanze”, differenti per argomento, sono presenti riflessioni ricorrenti, come ad esempio il fatto che l’immagine di una città acquisisca maggiore importanza nel momento in cui l’osservatore/utente si avvicina ad essa attraversando un ponte che la domina, come ad esempio nel caso della Fürstenlandbrücke a San Gallo, e della Aarebrücke ad Aarburg. Ricorrente anche la documentazione che testimonia il continuo “dialogo” tra le istanze di tutela promosse dall’Heimatschutz e le necessità legate alla costruzione di opere ingegneristiche, di cui il Sitterviadukt delle Ferrovie Federali, il viadotto realizzato con grandi arcate in cemento armato rivestite in pietra, è un’ottima e raffinata testimonianza.

La pratica di ricorrere a materiali locali e a tecniche costruttive artigianali e tradizionali è presente anche nella „Dorfbrücke” di Vals, una vera e propria estensione della piazza del paese, realizzata in lastre di Gneis del vallese e cemento armato sapientemente utilizzati nella loro funzione, assieme portante ed estetica. Progettata da Jürg Conzett con la consulenza di Peter Zumthor, La „Dorfbrücke” introduce uno degli argomenti centrali della mostra, e cioè come l’opera ingegneristica possa trarre ispirazione nel costante confronto con la propria tradizione disciplinare, progettuale e costruttiva, in relazione con il paesaggio che la ospita.

L’esposizione testimonia di quei manufatti che hanno costituito un particolare significato nella formazione professionale di Jürg Conzett. In tal senso la selezione delle opere esposte è soggettiva e senza alcuna pretesa di ordine compilativo o esaustivo del panorama delle infrastrutture svizzere. Tra i singoli casi viene riscoperto anche il Ponte della Crotta in fondo alla Valle di Muggio nel Canton Ticino, attraversamento da tempo ormai dismesso. Una gracile struttura in acciaio, sospesa fra imponenti pilastri murati che, pur ricoperto dalla vegetazione, emana ancora oggi tutta la sua forza costruttiva e figurativa.

Completa la mostra un ricco portfolio consultabile che racchiude documenti tecnici, bollettini e articoli descrittivi e scientifici dedicati agli oggetti in mostra e raccolti sistematicamente da Jürg Conzett.

Per gli orari e tutte le altre informazioni:
https://www.usi.ch/it/comunicati-stampa/10164

Apr
14
dom
Manolo Valdés 14 aprile – 6 ottobre 2019 Museo Casa Rusca, Locarno @ Locarno
Apr 14–Ott 6 giorno intero

Manolo Valdés
14 aprile – 6 ottobre 2019
Museo Casa Rusca, Locarno
A cura di Rudy Chiappini

Inaugurazione: sabato 13 aprile 2019, ore 17.00
(l’artista sarà presente in entrambe le occasioni)

Comunicato stampa

Il prossimo 13 aprile la Città di Locarno inaugurerà la nuova stagione espositiva del Museo Casa Rusca accogliendo l’acclamato artista spagnolo Manolo Valdés (Valencia, 1942).
Con più di 300 esposizioni all’attivo, 70 opere presenti nelle collezioni dei musei più prestigiosi del mondo, conosciuto dal grande pubblico per le sue mostre al Guggenheim di Bilbao, al Centre Pompidou di Parigi e al Centro de Arte Reina Sofía di Madrid, Manolo Valdés giunge a Locarno occupando quegli spazi che hanno visto in questi anni succedersi altrettanti artisti e architetti di fama internazionale quali Valerio Adami, Fernando Botero, Hans Erni, Mimmo Rotella, Javier Marín, Robert Indiana, Mario Botta e Sandro Chia.
La mostra, la prima in Svizzera, è curata da Rudy Chiappini e riunisce oltre 50 tra i lavori più significativi della lunga carriera e dell’universo creativo del grande maestro. Le suggestive sale e la corte di Casa Rusca sono animate dai dipinti e dalle sculture di eleganti figure di dame, di teste maestose dai lineamenti femminili e di statue equestri di nobildonne e cavalieri. La selezione di opere, realizzate dalla metà degli anni Ottanta fino ai giorni nostri, offre una panoramica sulle diverse tecniche e le multiformi sperimentazioni di questo eclettico e poliedrico artista.
Manolo Valdés suscita l’interesse della critica sin dal 1964 come esponente e co-fondatore, con Rafael Solbes e Juan Antonio Toledo, del movimento Equipo Crónica: un team pioneristico di Pop Art spagnola conosciuto soprattutto per le opere di protesta contro il regime franchista. I lavori del collettivo hanno poco da spartire con quelli che oggi contraddistinguono Manolo Valdés; l’unico rimando è l’insistente presenza della rappresentazione di alcune figure miliari dell’arte spagnola tra cui l’Infanta Margarita, Filippo IV e il popolo di Guernica, indagati dall’artista da un punto di vista puramente formale. Negli anni Ottanta, sciolto il sodalizio, Valdés inizia a lavorare da solo, affrancando il proprio operato da connotazioni politico-sociali. La sua meticolosa ricerca sfocia in rielaborazioni di dettagli dei dipinti di pittori antichi e moderni quali El Greco, Velázquez, Rubens, Ribera, Zurbarán, Rembrandt, Goya, Manet, Matisse, Pollock, Picasso e Lichtenstein.
Un percorso artistico quello di Valdés, iniziato con la pittura e proseguito con la scultura, in una reinterpretazione dei grandi maestri dell’arte. Velázquez, Rembrandt e Matisse, in particolare, sono il punto di partenza per le sue creazioni sia pittoriche che scultoree. “La mia sfida” spiega “è reinterpretare il patrimonio artistico del passato, da Velázquez a Matisse, dando origine a qualcosa di nuovo e differente. Mi ha sempre affascinato la storia dell’arte, così come qualsiasi traccia lasciata dall’uomo anche solo con un disegno, vedi le incisioni rupestri della preistoria. Linguaggi che cerco di rielaborare fondendo passato e presente. Stesso discorso per i nudi femminili e altre opere provenienti dal cubismo”.
L’opera in Valdés è in questo senso una revisione continua del passato, un mosaico che si compone di centinaia di frammenti, un’immagine che nasce dall’accumulazione e dall’appropriazione di tante altre immagini saldamente entrate nella nostra cultura visiva, di reminescenze di tutte le civiltà e di tutti i tempi.
A dimostrazione della volontà dell’artista di creare un legame tra passato, presente e futuro dell’arte, egli reinventa i capolavori della storia dell’arte per riproporli in formati, materiali e tecniche diverse restituendoli allo spettatore in un linguaggio espressivo nuovo e originale.
La personale, che proseguirà fino al 6 ottobre, è un tripudio di forme esuberanti e visionarie, nelle quali la storia dell’arte viene ripercorsa e rivista acquisendo una coinvolgente attualità. Saranno presentate alcune stupende sculture della ricorrente e stilizzata Reina Mariana in cui è enfatizzata la regalità tipica di una delle icone della pittura spagnola; le statue equestri in alluminio, legno e resina Caballero (2017) e Dama a caballo (2017) che guardano alla storia della scultura equestre iniziata da Donatello nel Rinascimento; i volti di donna ora in legno verniciato con pittura epossidica blu (Blue Head, 2016) ora in bronzo, alluminio, ottone o Mariposas (2015); i dipinti su larga scala Dorothy sobre fondo gris (2010) e Retrato con rostro amarillo y azul (1999) nei quali si osservano dei volti femminili stratificati: le tele grezze assumono tridimensionalità e diventano materiche. Nella variegata produzione artistica di Valdés non potevano mancare le sculture di dimensioni imponenti come Máscara (2007) e Daphne (2008), quest’ultima dotata di un elaborato copricapo intricato e lucente.
Le opere di Valdés sono percorse da una forza e da una vitalità dirompenti. Nelle sue pitture è percepibile come la passione per l’arte lo spinga a cercare nuovi linguaggi espressivi, a testare e accostare materiali inusuali, ad adoperare, per esempio, sovrapposizioni di sacchi di iuta dipinti con colori pastosi che trasformano le sue tele in oggetti materici e corposi; o ancora la sua raffinatissima sapienza tecnica capace di plasmare le materie più diverse grazie alla quale la lavorazione del legno, del prezioso alabastro e la fusione di resine e bronzo danno vita a insolite sculture.
Curiosità intuitiva sia tecnica sia immaginativa, il personale realismo pittorico, la struttura delle composizioni, l’interesse per l’autonomia del soggetto artistico, il ricorso a stratificazioni multidimensionali, l’accentuazione delle imperfezioni della materia, le realizzazioni in grande scala sono solo alcuni dei tratti distintivi dell’artista che rendono il suo stile immediatamente riconoscibile.
Il messaggio visivo che scaturisce oggi dalla sua inesauribile ricerca scultorea e pittorica è una celebrazione dei soggetti “classici” e, insieme, una rottura con gli archetipi del passato, tale da elevare la proposta estetica di Valdés come una delle più originali e brillanti del panorama artistico internazionale contemporaneo.
La mostra è accompagnata da un catalogo corredato da immagini a colori delle opere esposte, unitamente a contributi critici.
Biografia
Manolo Valdés nasce in Spagna, a Valencia, l’8 marzo 1942.
Apprendista pittore già all’età di 15 anni, nel 1957 si iscrive all’Istituto di Belle Arti di San Carlo di Valencia che, tuttavia, lascia due anni più tardi per dedicarsi interamente alla pittura.
Nel 1962 partecipa all’Esposizione Nazionale di Belle Arti e in questa occasione sono già chiari quelli che saranno gli elementi costanti della sua ricerca artistica: il tema figurativo e lo studio della materia. Valdés attinge dal patrimonio artistico spagnolo, in particolare da Velázquez e Picasso e dai principali esponenti dell’informale: Manolo Millares, Antonio Saura e Antoni Tàpies. In occasione di un viaggio di studio a Parigi rimane inoltre affascinato dalla libertà creativa di Pierre Soulages e Robert Rauschenberg.
Nel 1964 insieme a Juan Antonio Toledo e Rafael Solbes, dopo aver partecipato con successo al XVI Salone della Giovane Pittura di Parigi, prende parte alla fondazione del gruppo Equipo Crónica. Toledo lascia il gruppo molto presto, mentre Valdés e Solbes continuano a lavorare insieme fino alla morte di quest’ultimo nel 1981. Negli anni a seguire Valdés si dedica alla realizzazione di mostre personali in cui si sofferma sulla rilettura di temi artistici e storici svincolati dalle denunce politico-sociali. Riscuote un notevole successo anche nell’ambito della grafica e riceve nel 1983 il Premio Nazionale delle Arti Plastiche. Tre anni dopo, partecipa alla Biennale del Festival Internazionale di Arti Plastiche di Baghdad dove ottiene la Medaglia d’Oro.
Nel 2006, al Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía, si tiene una retrospettiva nella quale vengono riuniti i lavori dei suoi ultimi venticinque anni. Da menzionare sono, inoltre, le esposizioni al National Art Museum of China di Beijing e allo State Russian Museum di San Pietroburgo; esposizioni in Musei in Argentina, Olanda e Germania, oltre che le mostre delle sue sculture monumentali, esposte a Broadway e al Botanical Garden di New York e a Place Vendôme a Parigi.
Le opere di Manolo Valdés fanno parte delle più prestigiose collezioni pubbliche e private; lo si può ammirare al Metropolitan Museum of Art di New York, al Musée National d’Art Moderne Centre George Pompidou di Parigi, al Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía a Madrid, al Museo Guggenheim a Bilbao, al Kunstmuseum a Berlino, solo per citarne alcune.
Attualmente l’artista vive e lavora tra Madrid e New York.
Informazioni

SEDE Museo Casa Rusca
Piazza Sant’Antonio, 6600 Locarno

ORARI Martedì – Domenica 10.00-12.00 / 14.00-17.00
Lunedì chiuso

INGRESSO Intero CHF 12.-
Ridotto AVS/AI e
gruppi (minimo 10 persone) CHF 10.-
Studenti dai 16 anni e
gruppi AVS/AI (minimo 10 persone) CHF 6.-
Ingresso gratuito per le scuole
e per gli studenti fino ai 16 anni

BIGLIETTO COMBINATO MUSEO CASORELLA-CASTELLO + MUSEO CASA RUSCA novità!

Intero CHF 18.-
Ridotto AVS/AI e
gruppi (minimo 10 persone) CHF 15.-
Studenti dai 16 anni e
gruppi AVS/AI (minimo 10 persone) CHF 10.-

PRENOTAZIONI +41 (0)91 756 31 85

CONTATTI Dicastero Cultura Città di Locarno
Piazzetta de’ Capitani 2, 6600 Locarno
+41 (0)91 756 31 70 servizi.culturali@locarno.ch
www.museocasarusca.ch
www.locarno.ch
www.facebook.com/casarusca
www.instagram.com/casarusca

CATALOGO Rudy Chiappini (a cura di), “Manolo Valdés”
Locarno, Museo Casa Rusca
ill. a colori, ISBN 978-88-943679-8-0 CHF 35.-

Mostra personale di: Pam Paolo Mazzuchelli // Disegni sinottici // Galleria Carlo Mazzi, Tegna // 14 aprile-19 maggio 2019 @ Tegna
Apr 14–Mag 19 giorno intero

Dal 14 aprile al 19 maggio, per la seconda volta, Pam Paolo Mazzuchelli tiene una personale alla Galleria Mazzi di Tegna.

La scelta espositiva è caduta su una serie di disegni che l’artista ha realizzato nel corso degli anni e che hanno sempre accompagnato, e tuttora lo fanno, il suo lavoro. Sono disegni molto liberi, intuitivi e spontanei e proprio per questo molto interessanti che lui definisce una sorta di boccata d’ossigeno tra una ricerca e l’altra.
A questo proposito l’artista dice:
“Disegni sinottici” raggruppa per lo spazio intimo della galleria Carlo Mazzi degli attimi di profonda libertà. Sono disegni nati come appunti, presi mentre realizzavo altre opere, che hanno assunto una loro coerenza nel corso degli anni.
Disegni che mi hanno fatto scoprire nuovi punti di vista, intuizioni ed esperienze fatti sul margine e oltre.
È una mostra che si sviluppa in una “striscia” di fughe in avanti, di rimandi e con qualche scarto. Un confronto di immagini, o qualcosa di simile, come in un fumetto di un giornaletto illustrato, che mi ricorda l’infanzia.

La mostra verrà introdotta da Antonia Nessi, conservatrice e co-direttrice del Musée d’art et d’histoire di Neuchâtel.
L’ inaugurazione avrà luogo domenica 14 aprile alle 10.30
Orari d’apertura:
venerdì 16.00-19.00
domenica 15.00-19.00
Oppure su appuntamento telefonico 0041(0)792193938

Apr
15
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Antonella Stancheris “I cavalli della Camargue” a Morcote dal 15 al 28 aprile 2019 @ Morcote
Apr 15–Apr 28 giorno intero

Da oggi fino al 28 aprile 2019 presso gli spazi della 9m2 gallery di Morcote sarà possibile visitare l’esposizione dal titolo “I cavalli della Camargue” della fotografa Antonella Stancheris.
La fotografia è per Antonella un hobby che le consente di mantenere vivi quesiti che vanno oltre la superficie delle nostre percezioni visive. Il risultato diventa allora l’occasione per arricchire la lettura e la conoscenza della contemporaneità, per rivelare la presenza dell’uomo nel suo rapporto fatto di relazioni i cavalli della camarghe a Morcote 15-28apr2019e di esperienze con il mondo esterno e mostra tutto ciò che può sfuggire nel susseguirsi frenetico degli eventi e nella confusione del vivere quotidiano. Antonella vive e lavora a Chiasso.

L’artista sarà presente domenica 28 aprile dalle ore 16 alle ore 18 per il finissage e il consueto caffè con artista.

L’esposizione è visitabile su appuntamento. Mentre lo spazio espositivo è visibile 24h/24 7g/7 in Riva dal Garavell a Morcote.
Ulteriori informazioni su www.9m2.gallery

Catalogo disponibile in galleria.

Antonella Stancheris
La percezione dell’attimo

L’amore per la fotografia è esploso negli ultimi anni della vita di Antonella. Ciò nonostante le sue capacità espressive si mostrano già forti e mature, segno evidente che la passione che l’accompagna è sempre stata presente nella sua vita se pur sopita e subordinata ad altre priorità. Come lei stessa ricorda, la pulsione giovanile avrebbe voluto lanciarla in una carriera artistica ma la razionalità e le necessità pratica hanno voluto altrimenti.

Antonella tuttavia non è rimasta con le mani in mano ed ha indirizzato la sua creatività in altre direzioni, costruendo da sola il proprio futuro imprenditoriale nel quale ha raggiunto risultati di rilievo. Come lei stessa ama sottolineare, tutto ciò che fai nella vita può considerarsi “creativo” a condizione di metterci il cuore. Ed oggi buona parte del suo cuore parla di fotografia.

Persona tranquilla ed equilibrata, Antonella nasconde una grande curiosità che la spinge a esplorare in molte direzioni ma mai in maniera superficiale o trascurata. Il suo istinto creativo la porta a mettersi in gioco ogni volta e a lavorare per obiettivi.

Ma ciò che da davvero forza alle sue immagini è l’atteggiamento visivo, che è struttura, geometria, gusto della composizione. Per esprimerlo al meglio bisogna disporre di una grande sensibilità (una delle poche cose che è impossibile imparare) lasciandosi liberamente guidare dal proprio flusso energetico.

La fotografia consente di mantenere viva l’interrogazione sul vedere. Il risultato diventa, allora, l’occasione per arricchire la lettura e la conoscenza della contemporaneità, per rilevare la presenza dell’uomo nel suo rapporto esperienziale con il mondo e mostra tutto ciò che sfugge nel precipitare degli eventi e nel caos quotidiano.

Imparare a guardare le cose come sono veramente senza basarsi sulla memoria “collettiva” è la chiave con la quale Antonella ci propone il suo lavoro fotografico che, con la stessa serenità d’animo, ci inviata ad osservare per apprezzarne appieno il valore.
a cura di
Walter Ghidini

Il cavallo della Camargue che conosciamo oggi non è molto differente dal cavallo che nella preistoria abitava il sud della Francia. Da allora fino ai giorni nostri ha dovuto adattarsi ad un ambiente poco ospitale quale il delta del Rodano, con condizioni climatiche anche estreme e perennemente a bagno negli acquitrini. La natura ha dunque forgiato un animale fortissimo con zampe corte e molto robuste adatte ai terreni più pesanti, con zoccoli molto duri che garantiscono un’eccezionale resistenza all’umidità. Il mantello grigio nell’adulto garantisce la miglior protezione contro i raggi del sole, mentre il mantello scuro del giovane assicura ottime doti di mimetismo col terreno. Animale molto frugale, ha imparato a cibarsi di erbe salmastre e a brucare anche sotto la superficie dell’acqua. Di carattere vivace ma tranquillo sa come risparmiare al meglio le energie; non stupitevi dunque se quando non lavora appare sempre sonnecchioso e apatico.

Katia Mandelli Ghidini

www.visiografika.com
katia@visiografika.com
Tel. +41 76 336 99 08

9m2 gallery
Riva dal Garavell 20
CH- 6922 Morcote

show-room
Via Ceresio 30
CH-6963 Pregassona

Apr
17
mer
La danza sul grande schermo con anteprime assolute alla scoperta della danza (17 – 30 aprile 2019) @ Ticino vedi programma
Apr 17–Apr 30 giorno intero

La Festa danzante torna in Ticino dal 2 al 5 maggio, iniziando con degli eventi in anteprima lunedì 29 aprile in occasione della giornata internazionale della danza. Per festeggiare questa nuova edizione alla scoperta di nuovi mondi e nuove danze, la collaborazione con i quattro cineclub ticinesi permetterà di portare la danza sul grande schermo con anteprime assolute alla scoperta della danza che ha fatto la storia.

Il programma completo in collaborazione con i cineclub

Mercoledì 17 aprile, “L’Opéra de Paris”, Cinema Teatro Mendrisio, ore 20h45

Lunedì 29 aprile, “Breath Made Visible”, Cinema Rex Locarno, ore 20h30

Martedì 30 aprile, “L’Opéra de Paris”, Cinema Iride Lugano, ore 20h30

Martedì 30 aprile, “Le Grand Bal”, Cinema Forum Bellinzona, ore 20h30

Vedi sito web

2-5maggio2019 festa dannaznte citta del ticino banner verticale
Apr
20
sab
In sella tra Sondrio e Valmalenco: riparte “Rent Bike Palù” dal 20 aprile 2019 @ Sondrio e Valmalenco
Apr 20–Mag 16 giorno intero

Riparte sabato 20 aprile, con un parco bike ancora più ricco, il servizio Rent Bike Palù.
La bella stagione è finalmente arrivata: il momento ideale per rimettersi in sella e scoprire i paesaggi tra Sondrio e Valmalenco.
Il noleggio biciclette è un servizio apprezzato dai turisti che sempre più numerosi scelgono di scoprire il nostro territorio su due ruote. Tra gli itinerari più gettonati il Sentiero Rusca, la Via dei Terrazzamenti sul fondovalle, il Sentiero Valtellina e i sentieri della Valmalenco.
Presso gli Infopoint di Sondrio (via Tonale) e di Chiesa in Valmalenco (località Vassalini), sarà possibile scegliere la MTB che meglio si adatta ai percorsi in quota (Alpe Palù, Caspoggio) o sul fondovalle: freeride, cross country oppure all mountain per adulti e bambini, fino alle e-bike.
Visto il crescente successo del servizio, il Consorzio Turistico Sondrio e Valmalenco ha deciso di ampliare il parco bike. Arrivi che faranno la felicità di chi vorrà affrontare i percorsi più adrenalinici in sella a biciclette da downhill (da fine giugno) oppure a nuovi modelli di e-bike, front e full.
Come negli anni scorsi il campo base sarà posizionato a Vassalini, ai piedi delle Funivie al Bernina e, oltre ai mezzi, nell’antistante Infopoint si potranno ricevere tutte le informazioni necessarie per le giornate bike.
A supporto dell’iniziativa sarà attivo inoltre un bike shuttle (su prenotazione) che permetterà di raggiungere i tanti caratteristici paesi che si incontrano tra Sondrio e Valmalenco per iniziare i propri tour e, volendo, organizzare anche il rientro.
Info: info@sondrioevalmalenco.it
www.sondrioevalmalenco.it

Sondrio e Valmalenco, nel cuore della Valtellina, è un territorio caratterizzato da una natura selvaggia, ma generosa, incastonato tra le Alpi Orobiche e Retiche, tra cui svetta, con i suoi 4.050 metri, il pizzo Bernina. Regno della neve d’inverno con 60 km di piste da sci, uno snowpark e una sconfinata offerta di attività all’aria aperta, tra montagne bellissime e maestose, sa regalare una scenografia di colori, profumi e sapori che mutano ad ogni stagione. Non mancano bellezze naturali, artistiche, storiche e scenari unici, come i terrazzamenti vitati, sul versante retico dell’Adda, sui quali si producono pregiati vini che ben si accompagnano ai migliori prodotti della tradizione enogastronomica valtellinese.

La Famiglia Dimitri “Dimitrigenerations” a Verscio il 20 e 28 aprile 2019 @ Verscio
Apr 20@20:30–Apr 28@18:00

Un divertente programma circense per tutta la famiglia.

Sabato, 20 aprile 2019, ore 20.30.
Domenica, 28 aprile 2019, ore 18.00.

Dimitri ci ha lasciati il 19 luglio 2016, dopo una delle repliche dello show di famiglia nel suo teatro: il grande sogno della sua vita ha portato in scena una dinastia, tre generazioni. Raccogliendo la sua inestimabile eredità, Masha, Nina, Silvana e Samuel hanno elaborato una nuova versione di questo esplosivo spettacolo, comico e poetico, che celebra il teatro, il circo, la danza, la musica e l’acrobazia, in una girandola di risate e equivoci.

Con: Masha Dimitri, Nina Dimitri, Samuel Müller, Silvana Gargiulo

Dagli 8 anni, per famiglie | 100 min. | Senza parole

Vi ricordiamo che si può cenare prima e dopo l’evento presso il Ristorante Teatro Dimitri.
Per prenotazioni: 058 666 67 88 oppure 058 666 67 80.

Apr
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lun
“ALIENI: la conquista dell’Italia da parte di piante e animali introdotti dall’uomo.” Mostra scientifica con piante e animali vivi a Morbegno @ Morbegno
Apr 22–Apr 25 giorno intero

Aperture straordinarie: Pasquetta e 25 Aprile

La mostra “Alieni: la conquista dell’Italia da parte di piante e animali introdotti dall’uomo” inaugurata lo scorso mese presso il Museo civico di Storia naturale di Morbegno resterà chiusa il giorno di Pasqua, ma rimarrà aperta nelle festività di lunedì 22 aprile e giovedì 25 aprile con orario 14.30 – 17.30 per agevolare il pubblico in vista della sua definitiva chiusura. La mostra itinerante proveniente dai Musei Civici di Villa Mirabello di Varese, infatti, chiuderà i battenti domenica 28 aprile, un occasione dunque da non perdere. Sostenuta e patrocinata da Regione Lombardia, “Alieni” è un progetto di Francesco Tomasinelli e Associazione Pithekos che si prefigge di informare e sensibilizzare sul tema delle specie alloctone invasive, principale causa di perdita di biodiversità nel nostro Paese. Esposti piante e animali vivi, animali tassidermizzati, modelli in scala, riproduzioni di habitat, fotografie e pannelli esplicativi. Il percorso guidato parte dalla piccola e apparentemente innocua cimice asiatica e termina tra i rami dell’imponente albero dell’Ailanto: un excursus della durata media di 40 minuti tra le conseguenze dovute a scelte non ponderate e comportamenti irresponsabili dell’uomo (inteso spesso anche come istituzioni) attuati a discapito della natura.
La mostra è visitabile con il seguente orario: sabato e domenica ore 14.30 – 17.30, mercoledì ore 16.00 – 19.00. Aperture fuori orario per scuole e gruppi organizzati sono possibili su prenotazione contattando direttamente l’Associazione VentiVenti di Morbegno al numero 338 1702694 o inviando una mail a mf.mogaveroa2020@gmail.com. Il costo d’ingresso è € 5,00 per gli adulti, € 3,00 per i minorenni e gratuito per bambini fino a cinque anni.
In occasione della mostra il laboratorio “Museo in Famiglia” previsto per sabato 27 aprile sarà declinato sul tema con il titolo “Ecoalieni animali”. L’appuntamento per tutti i bambini e ragazzi dai 5 ai 12 anni, accompagnati da almeno un adulto, è alle ore 15.00 in Museo presso l’aula della didattica al secondo piano (in base al numero delle richieste sarà possibile attivare il turno aggiuntivo con orario 16.30 – 18.00). Il costo è di 1 € a partecipante. E’ possibile iscriversi mandando un’email a museo@morbegno.gov.it oppure telefonando al numero 0342 612451 in orario di apertura: martedì, giovedì, sabato, domenica e festivi infrasettimanali dalle 14.30 alle 17.30.

Museo civico di Storia naturale
Via Cortivacci, 2
23017 Morbegno
tel. e fax 0342 612451
museo@morbegno.gov.it
www.sistemamusealevaltellina.it

Apr
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Tre appuntamenti primaverili a cura del Film Festival Diritti Umani Lugano: 24 aprile, 3 e 10 maggio 2019 @ Lugano, Mendrisio, Airolo
Apr 24–Mag 10 giorno intero

Mercoledì 24 aprile, WELCOME TO SODOM ad Acquarossa,
Venerdì 10 maggio ad Airolo, LIBRE;
Venerdì 3 maggio a Mendrisio, nella Giornata mondiale per la libertà di stampa KAPUSCINSKI – ANOTHER DAY OF LIFE – ANCORA UN GIORNO
in collaborazione con: Syndicom-sindacato dei media e della comunicazione, Reporters Sans Frontieres RSF e Amnesty International, sezione Ticino.

Annunciate le date del sesto Film Festival Diritti Umani Lugano:
dal 9 al 13 ottobre 2019

Tre appuntamenti primaverili per il Film Festival Diritti Umani Lugano, tre serate, tre località, tre film differenti. Riprendono così gli appuntamenti attraverso il Cantone, per portare anche durante l’anno e oltre Lugano, una selezione dei film più amati o che hanno suscitato i dibattiti più interessanti nell’ultima edizione del Festival.

Tre film scelti per la stringente attualità dei suoi temi: ambiente e dignità umana (Welcome to Sodom), libertà di stampa e libertà civile (Kapuscinsky – Another day of life), immigrazione e autodeterminazione (Libre).
Avremo quindi modo di rivedere mercoledì 24 aprile, ad Acquarossa, WELCOME TO SODOM di Christian Krönes e Florian Weigensamer ((Austria 2018; 89 min. E/i); venerdì 3 maggio a Mendrisio, in occasione della Giornata mondiale per la libertà di stampa KAPUSCINSKI – ANOTHER DAY OF LIFE di Raul De La Fuente e Damian Nenow (Polonia,Spagna; 85 minuti, E/i), il film che aveva aperto l’edizione 2018 del FFDUL, e qui riproposto in collaborazione con: Syndicom-sindacato dei media e della comunicazione, Reporters Sans Frontieres RSF e Amnesty International, sezione Ticino; e a concludere questo primo ciclo, venerdì 10 maggio ad Airolo, LIBRE di Michel Toesca (Francia) 100 minuti, F/i).

Non più una tournée per grandi blocchi, ma date a grappolo, pensate per coprire, nell’arco dell’anno, tutto il Cantone, una presenza più fluida e rapida, per rispondere con immediatezza alla chiamata delle sale o delle associazioni che desiderano proporre i film passati al Festival.
Ecco quindi un primo ciclo primaverile, ma è già in definizione un blocco autunnale pre e post festival, così da creare un unico percorso annuale di film e occasioni di incontro e di riflessione, attraverso un cinema da noi spesso inedito.

Le date della sesta edizione del Film Festival Diritti Umani Lugano, sempre sotto la direzione di Antonio Prata, saranno infatti, come di consueto, nella prima metà di ottobre, dal 9 al 13. Anche per agevolare la fruizione da parte delle scuole, momento particolarmente importante e centrale per il Festival.

Roberto Pomari, presidente del Festival, così sottolinea: “Anche quest’anno il Film Festival Diritti Umani Lugano rinnova i suoi appuntamenti primaverili sul territorio cantonale andando ad incontrare, anche nelle regioni periferiche, un pubblico attento e sensibile al quale proporremo alcuni dei migliori film selezionati per la scorsa edizione. Si tratta di un impegno strategico della nostra manifestazione, che intende espandersi nel tempo e nello spazio. Siamo pienamente consapevoli dei nostri limiti logistici e finanziari, ma riteniamo che la forza dei messaggi trasmessi dai film meriti questo sforzo supplementare, volto a consolidare la presenza del nostro festival quale evento culturale di portata cantonale”

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SINOSSI DEI TRE FILM

Welcome to Sodom | Christian Krönes, Florian Weigensamer | Austria | 2018 | 89 min | inglese | sottotitoli ital.+ engl.
Agbogloshi, sobborgo della città di Accra, capitale del Ghana, è la più grande discarica di rifiuti elettronici al mondo nella quale vivono e lavorano circa 6’000 donne, uomini e bambini. La chiamano Sodoma. Ogni anno circa 250.000 tonnellate di computer, smartphones, serbatoi di condizionaltori e altri dispositivi provenienti da un lontano mondo tecnologico e digitalizzato convergono qui, illegalmente. Intrecciati sapientemente, i destini dei vari protagonisti rivelano la complessa storia di questa società apocalittica. Le loro voci interiori, molto personali, permettono una visione profonda della vita e del lavoro che avviene in questo luogo. Possiamo essere certi che sarà proprio questa la destinazione finale degli smartphones e dei computer che stiamo per acquistare proprio oggi.

Kapuściński – Another Day of Life | Raúl De la Fuente e Damian Nenow | Polonia, Spagna | 2018 | 86 min | inglese, portoghese | sottotitoli ital.
«Make sure they won’t forget us.» Forse è questo l’imperativo che risuona nella mente di Ryszard Kapuściński, giornalista nonché autore del libro che dà il titolo al film. Scritto all’indomani del suo viaggio in Angola nel 1975, nel pieno della Guerra Civile, il reporter polacco vuole essere sicuro che nessuno dimentichi ciò che è successo. Raúl de la Fuente e Damian Nenow recuperano il suo messaggio e lo trasformano con grande audacia in un lungometraggio animato, accompagnato da interviste in live-action. Kapuściński, desideroso di dare voce alle persone imbavagliate dal conflitto bellico e dalla povertà, si interroga sul suo ruolo di giornalista, sulle sue responsabilità, sul suo posto nella storia. Il resoconto coraggioso di una storia tristemente vera.
Miglior film d’animazione europeo 2019 – Goya 2019 per il miglior film d’animazione

Libre | Michel Toesca | Francia | 2018 | 100 min | francese | sottotitoli ital.
Cédric Herrou, agricoltore, coltiva i suoi olivi a La Roya, una valle nel sud della Francia al confine con l’Italia. Il giorno in cui incrocia su dei sentieri degli esiliati, decide, insieme ad altri abitanti della valle, di accoglierli offrendo loro un rifugio e aiutandoli a presentare la loro domanda d’asilo. Agendo in questo modo però, viene considerato fuorilegge… Michel Toesca, amico di lunga data di Cédric e residente a la Roya, l’ha seguito per tre anni. Testimone interessato e sensibilizzato, cinepresa alla mano, ha partecipato e ha filmato quotidianamente questa resistenza cittadina. Questo film è la storia della lotta di Cédric e di tanti altri.

LOGISTICA:
Tutte le proiezioni iniziano alle 20.30
Per costo biglietti, eventuali prenotazioni, etc… si fa riferimento alle singole sale.
Link siti delle singole sale:
Acquarossa: https://cinemablenio.vallediblenio.ch
Mendrisio: www.mendrisiocinema.ch
Airolo: www.cinemaleventina.ch

Per informazioni generali: info@festivaldirittiumani.ch
Programma completo sul sito: www.festivaldirittiumani.ch

Film Festival Diritti Umani: WELCOME TO SODOM al Cinema Blenio di Acquarossa il 24 aprile 2019 @ Acquarossa
Apr 24@20:30

Mercoledì 24 aprile, ore 20.30
WELCOME TO SODOM
al Cinema Blenio di Acquarossa,
Il primo degli appuntamenti primaverili
del Film Festival Diritti Umani Lugano.
Mercoledì 24 aprile, al Cinema Blenio di Acquarossa, alle ore 20,30, WELCOME TO SODOM di Christian Krönes e Florian Weigensamer (Austria 2018; 89 min. E/i) sarà il primo dei tre film che il Film Festival DIritti Umani Lugano proporrà nelle sale del Cantone in questo scorcio di primavera.

Film che ha lasciato un segno profondo nella edizione 2018 del Festival, WELCOME TO SODOM è un’opera decisamente forte; girato in una discarica della periferia di Accra, capitale del Ghana, dove vengono riciclati rifiuti elettronici provenienti da Occidente, un luogo popolato soprattutto da operai e bambini che trascorrono intere giornate a rovistare tra i rifiuti tossici. Welcome to Sodom, di Christian Krönes e Florian Weigensamer, sprigiona molteplici punti di riflessione e di denuncia, dallo sfruttamento minorile, all’inquinamento di luoghi che subiscono l’isteria frenetica e opportunistica dell’Occidente e del suo sfrenato consumismo. Presentato ai festival di Melbourne, Seoul e Cracovia.

I prossimi appuntamenti saranno, venerdì 3 maggio a Mendrisio, in occasione della Giornata mondiale per la libertà di stampa KAPUSCINSKI – ANOTHER DAY OF LIFE di Raul De La Fuente e Damian Nenow (Polonia,Spagna; 85 minuti, E/i), il film che aveva aperto l’edizione 2018 del FFDUL, e qui riproposto in collaborazione con Syndicom-sindacato dei media e della comunicazione, Reporters Sans Frontieres RSF e Amnesty International, sezione Ticino; a concludere questo primo ciclo, venerdì 10 maggio ad Airolo, LIBRE di Michel Toesca (Francia) 100 minuti, F/i).

Tre appuntamenti primaverili proposti dal Film Festival Diritti Umani Lugano, tre serate, tre località, tre film differenti. Non più una tournée per grandi blocchi, ma date a grappolo, pensate per coprire, nell’arco dell’anno, tutto il Cantone, una presenza più fluida e rapida, per rispondere con immediatezza alla chiamata delle sale o delle associazioni che desiderano proporre i film passati al Festival.

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SINOSSI DEL FILM
Welcome to Sodom | Christian Krönes, Florian Weigensamer | Austria | 2018 | 89 min | inglese | sottotitoli ital.+ engl.
Agbogloshi, sobborgo della città di Accra, capitale del Ghana, è la più grande discarica di rifiuti elettronici al mondo nella quale vivono e lavorano circa 6’000 donne, uomini e bambini. La chiamano Sodoma. Ogni anno circa 250.000 tonnellate di computer, smartphones, serbatoi di condizionaltori e altri dispositivi provenienti da un lontano mondo tecnologico e digitalizzato convergono qui, illegalmente. Intrecciati sapientemente, i destini dei vari protagonisti rivelano la complessa storia di questa società apocalittica. Le loro voci interiori, molto personali, permettono una visione profonda della vita e del lavoro che avviene in questo luogo. Possiamo essere certi che sarà proprio questa la destinazione finale degli smartphones e dei computer che stiamo per acquistare proprio oggi.

LOGISTICA:
Le proiezioni iniziano alle 20.30
Per costo biglietti, eventuali prenotazioni, etc… si fa riferimento alle singole sale. Link sito sala:
Acquarossa: https://cinemablenio.vallediblenio.ch

Per informazioni generali: info@festivaldirittiumani.ch Programma completo sul sito: www.festivaldirittiumani.ch

LuganoCinema93 – rassegna UN PO’ DI CINEMA SVIZZERO: il film di Stéphane Goël, INSULAIRE il 24 aprile 2019 a Lugano @ Lugano
Apr 24@20:30

Nell’ambito di UN PO’ DI CINEMA SVIZZERO, la rassegna organizzata dai cineclub del Ticino, sarà presentato martedì 24 aprile 2019, alle 20.30 al cinema Iride, il film di Stéphane Goël, INSULAIRE. Il film di Goël racconta di un giovane aristocratico bernese, Alfred von Rodt, che nel 1877 va a vivere con alcuni uomini su una minuscola isola cilena. Nel corso di ventott’anni, von Rodt accumula progetti nella speranza di far rendere il suo pezzo di roccia. Sconfitto dalle tempeste e abbandonato dalla sua ricca famiglia, fallisce centinaia di volte, ma ogni volta si risolleva.
Insulaire racconta il percorso di questa pecora nera, decisa a rompere con le proprie origini, e segue la quotidianità dei suoi discendenti, paradossalmente fieri del loro antenato elvetico.

Mercoledì 24 aprile 2019 a Verscio / TI: IL DIARIO DI EVA di Mark Twain, LETTURA PERFORMATIVA CON DANZA, RITMO, CANTO E VOCE @ Verscio
Apr 24@20:30

3 donne sound drums dance 3 mele
Un racconto ironico, pungente e poetico dalla parte delle donne

elaborazione, regia e voce PATRIZIA BARBUIANI
danza, canto GIORGIA MARZETTI
batteria VERONICA TORRE
produzione TEATROX

Il diario di Eva scritto da Mark Twain è un racconto ironico, pungente e poetico.
La storia, narrata in prima persona da Eva nei giorni della creazione del mondo, ripercorre attraverso i suoi appunti la sua crescita e le sue scoperte giornaliere. Eva è una figura soave, curiosa, ciarliera, romantica, intraprendente, “nomina“ le cose e gli animali, inventa il fuoco e l’amore, dà la parola ad Adamo, figura presente e silenziosa, gli crea attorno il Paradiso terrestre, fantastica su di lui e sulla fine di un sogno. Attraverso l’incontro con Adamo scopre nuove emozioni, la solitudine, il dolore, il disincanto per la perdita del Paradiso sacrificato per amore e senza rimpianto.
L’Eden e la figura di Eva, precorritrice dell’umanità, proposti con sarcasmo e saggezza dal grande scrittore americano Mark Twain.
MERCOLEDÌ 24 aprile, ore 20,30
Rassegna „Trampolino di lancio“
TEATRO DIMITRI, Verscio
biglietti online
telefono (accessibile 24 ore su 24)
Svizzera: 0900 441441 (CHF 1.00/minuto, rete fissa svizzera).

Informazioni: TEATROX, info@teatrox.ch

Trampolino di lancio: TeatroX “Il diario di Eva” il 24 aprile a Verscio @ Verscio
Apr 24@20:30

Il diario di Eva scritto da Mark Twain è un racconto ironico, pungente e poetico.

Mercoledì, 24 aprile 2019, ore 20.30.

La storia, narrata in prima persona da Eva nei giorni della creazione del mondo, ripercorre attraverso i suoi appunti la sua crescita e le sue scoperte giornaliere. Eva è una figura soave, curiosa, ciarliera, romantica, intraprendente, “nomina“ le cose e gli animali, „inventa“ il fuoco e l’amore, dà la parola ad Adamo, figura presente e silenziosa, gli crea attorno il Paradiso terrestre, fantastica su di lui e sulla fine di un sogno. Attraverso l’incontro con Adamo scopre nuove emozioni, la solitudine, il dolore, il disincanto per la perdita del Paradiso sacrificato per amore e senza rimpianto.
L’Eden e la figura di Eva, precorritrice dell’umanità, proposti con sarcasmo e saggezza dal grande scrittore americano Mark Twain.

Con: Patrizia Barbuiani, Giorgia Marzetti, Veronica Torre.

Dai 13 anni | 70 min. | In italiano

Info TeatroX: http://www.barbuiani.com

Vi ricordiamo che si può cenare prima e dopo l’evento presso il Ristorante Teatro Dimitri.
Per prenotazioni: 058 666 67 88 oppure 058 666 67 80.

Apr
25
gio
spettacolo LA COEURDONNIERE di e con Masha Dimitri, in scena giovedì 25 aprile @ Ascona
Apr 25@15:00

L’ultimo spettacolo di Masha Dimitri sta riscuotendo successo sia in
Svizzera che all’estero, dove ha circolato in tournée. Nel periodo di
Pasqua, giovedì 25 aprile sarà in scena ad Ascona, al Teatro del Gatto
alle ore 15:00 e alle ore 20:30. La Coeurdonnière è uno spettacolo per
tutte le età e, poichè è senza parole, … per tutte le lingue. Masha
Dimitri riconferma la sua bravura nel saper condurre lo spettatore in un
viaggio nella clownerie con un pizzico anche di magia e tanta poesia. La
regia è di Yves Dagenais e le suggestive musiche di Oliviero Giovannoni.
Attenzione: se siete deboli di cuore… questo è lo spettacolo adatto.
Per info e prenotazioni www.ilgatto.ch/ 091 792 21 21

Arno Camenisch liest a Verscio il 25 aprile 2019 @ Verscio
Apr 25@20:30

Il noto scrittore grigionese approda al Teatro Dimitri con l’accompagnamento musicale di Roman Nowka.

Giovedì, 25 aprile, ore 20.30.

I suoi libri sono dei cult ed è stato definito l’enfant terrible della letteratura elvetica: Arno Camenisch, classe 1978, le cui opere sono state tradotte in diciotto lingue, porta in scena la sua scrittura in una serata di lettura piena di fascino e poesia.
Nato e cresciuto nel cantone svizzero dei Grigioni, dopo un folgorante esordio nel 2005, ha scritto numerosi romanzi in tedesco e romancio nella variante sursilvana, vincendo fra gli altri il Premio Schiller SBK 2010. Vive e lavora a Bienne.

Dai 6 anni | 80 min. | In tedesco

Vi ricordiamo che si può cenare prima e dopo l’evento presso il Ristorante Teatro Dimitri.
Per prenotazioni: 058 666 67 88 oppure 058 666 67 80.

Si ringrazia per la divulgazione.

Sito Arno Camenisch: https://arnocamenisch.ch
Sito Roman Nowka: https://www.romannowka.com

Apr
26
ven
Luganighetta: una rassegna sempre più golosa dal 26 aprile al 12 maggio 2019 @ Ticino
Apr 26–Mag 12 giorno intero

Luganighetta: una rassegna sempre più golosa
Dal 26 aprile al 12 maggio con Ticino a Tavola e Rapelli: oltre 130 ricette in 54 ristoranti

È un anno davvero da record per la rassegna della tipica salsiccia ticinese. In primo luogo, perché alla quinta “Rassegna della luganighetta” – in programma dal 26 aprile al 12 maggio – parteciperanno 54 ristoranti ticinesi, ben 13 in più dello scorso anno. Una rassegna gastronomica che valorizza una delle più tipiche specialità del nostro territorio e che mira a farla riscoprire in versioni rivisitate, accattivanti e innovative create dagli chef dei ristoranti e grotti di tutto il Cantone.

E poi perché sabato 11 maggio in Piazza Grande a Locarno, i mastri salumieri di Rapelli tenteranno di battere il record della luganighetta più lunga: 1 chilometro, addirittura 900 metri in più di quanto impastato nel 2015 durante Locarno Città del Gusto. La rassegna e l’evento sono organizzati da Ticino a Tavola e Rapelli, in collaborazione con GastroTicino e GastroLagoMaggiore e Valli.

E fu proprio nel 2015 che nacque un po’ in sordina la rassegna della luganighetta ticinese. Poi anno dopo anno ha riscontrato un successo di pubblico da record. Tanto che quest’anno sono 54, come detto, i ristoranti che partecipano. Grazie alla professionalità, entusiasmo e creatività degli chef, i buongustai potranno assaporare oltre 130 piatti diversi che esalteranno la salsiccia ticinese classica, quella al pepe della Valle Maggia, quella alle erbe ticinesi o al peperoncino del Mendrisiotto, il luganiga burger e la luganiga. Tutte salsicce prodotte con carne di maiale svizzera selezionata e senza lattosio o glutine. Ancora una volta, quindi, Ticino a Tavola entra nella “Bottega di Mario Rapelli” dove trova la salumeria artigianale che si ispirano ancora oggi alle antiche ricette segrete datate “1929”.

Solo per dare un’idea delle specialità gustose che saranno in carta durante la rassegna, ecco alcuni piatti iniziando dai classici come luganighetta alla griglia o con risotto e polenta, o ancora come base per sughi di gnocchi e paste; e poi luganiga burger con salsa tartara, uovo, insalata e cipolla fritta, insalatona primaverile con rondelle di luganighetta tiepide e crostino di pane fatto in casa, involtini di vitello ripieni con salsiccia alle erbe ticinesi serviti con rösti e ratatouille, pizza ticinese con pomodoro mozzarella fior di latte, pancetta, luganighetta e Pepe della Valle Maggia, carpaccio di luganighetta con scaglie di formaggio di capra stagionato, spiedino di luganighetta e lardo di Patanegra su grill con crostone di polenta, Flammkuchen con salsiccia olive e catalonia, tartare di luganighetta all’olio di oliva e aceto di Merlot su misticanza di stagione e pagnotta della Valle Maggia grigliata e burro salato, polpette di luganighetta rosolate su letto di fonduta ai formaggi ticinesi e spugnole, duetto di luganighette nostrana e con pepe della Valle Maggia su Black Rock, fajita di luganighetta ticinese, tacos di luganighetta, cordon-bleu ticinese di maiale farcito di luganighetta e formaggio Leventina con insalata di asparagi e mele verdi, incontro di bietole e salsiccia all’aglio orsino con tagliatelle al cacao e arancio.

Sul sito ticinoatavola.ch e sulle pagine Facebook di Rapelli e Ticino a Tavola saranno pubblicate tutte le informazioni sulla rassegna e i piatti da gustare.

FESTA 30 ANNI CASA DELLE DONNE A PREGASSONA IL 26 APRILE 2019 @ Pregassona
Apr 26@14:00

Desideriamo festeggiare invitando tutte le famiglie ad un pomeriggio di festa presso il capannone di Pregassona.

Alle ore 14:00 ci sarà uno spettacolo teatrale dei Giullari di Gulliver.

Alle 15:00 il Furgoncino Krei Art dell’Associazione Kreiamoci proporrà delle attività creative per tutti i bambini (a partire dai 4 anni).

Alle ore 16:30 verrà offerta la merenda preparata dal centro Il Tragitto

Tutte le attività dedicate ai bambini saranno gratuite.

Siete tutti invitati!!

Associazione Consultorio delle Donne
Via Vignola 14 – 6900 Lugano
Equipe Casa 076 248 09 94

Le Donne Baciano Meglio @Cambusateatro a 26 aprile ore 20.30 a Locarno @ Locarno
Apr 26@20:30–21:30

Le Donne Baciano Meglio @Cambusateatro a
26 aprile ore 20.30

Barbara scopre a 33 anni di essere lesbica, inizia così un percorso verso l’accettazione di sé. Un monologo comico, dove il palco è un grande camerino, e il racconto personale si affianca alla tematica dell’omosessualità femminile, dell’innamoramento e…

in collaborazione con
OSA organico scena artistica
Imbarco Immediato

BRUTTO
@teatro della tosse Genova
12&13 aprile ore 19.30

cosa sei disposto a fare per essere bello?

Pierre Byland “L’homme et son chien” a Verscio il 26 e 27 aprile 2019 @ Verscio
Apr 26@20:30–Apr 27@21:30

Pierre Byland “L’homme et son chien”
Il nuovo, attesissimo spettacolo della leggenda vivente tra mimi e clown.

Venerdì, 26 aprile, ore 20.30. PREMIÈRE.
Sabato, 27 aprile, ore 20.30. Replica.

In scena una leggenda vivente, uno dei mimi e dei clown più talentuosi del mondo, allievo di Lecoq e docente alla sua Ecole: Pierre Byland qui è un pianista, pronto ad eseguire il suo concerto. Ma, c’è un ma… Non può cominciare a suonare senza il suo fedele amico, il suo cane. Nell’attesa, intrattiene il pubblico con alcuni racconti in cui protagonisti sono proprio i cani e alcuni celebri padroni, come Beethoven, Mendelssohn, Napoleone, Gesù. Il tempo scorre veloce, tra gag, risate e sorprese, ma… il cane del pianista arriverà?

Dai 9 anni | In italiano e francese

Info Pierre Byland: burlesk-center.ch

Vi ricordiamo che si può cenare prima e dopo l’evento presso il Ristorante Teatro Dimitri.
Per prenotazioni: 058 666 67 88 oppure 058 666 67 80.