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Michele Battaglia e Katia Mandelli Ghidini a Casa Pessina a Ligornetto il 10 marzo 2019 @ Ligornetto
Mar 10–Mar 30 giorno intero

Si intitola “I riflessi del raku vs. i colori del digitale” l’esposizione che vede protagonisti le ceramiche raku di Michele Battaglia e i dipinti digitali di Katia Mandelli Ghidini e che si inaugurerà domenica 10 marzo alle ore 11 presso la sala al piano terreno di Casa Pessina a Ligornetto.

opera di Katia Mandelli e michele battagliaMichele Battaglia vive a Ligornetto da parecchi anni e nel tempo ha affinato la tecnica a lui molto cara delle ceramiche raku, ponendo l’accento sui colori e soprattutto sui riflessi creati dagli smalti da lui stesso sapientemente utilizzati. Troviamo i posacenere, gli svuotatasche, i vasi e una linea di set da tavola dai colori vivaci e allegri.

Katia Mandelli Ghidini vive a Morcote e nello scorso 2018 si è dedicata alla tecnica del dipingere su tablet utilizzando uno speciale strumento in sostituzione al pennello per poi riprodurre i suoi lavori su tela. Un ultimo strato materico dona una sensazione di matericità alle opere, che sono a tiratura limitata e numerata.

L’esposizione si potrà visitare nelle seguenti date: domenica 10 marzo dalle ore 11 alle ore 18, sabato 16, domenica 17, sabato 23, domenica 24 ed infine sabato 30 marzo negli orari 16-18:30.

Per ulteriori informazioni Michele: www.baraku.ch , Katia www.visiografika.com

Presentazione di Michele Battaglia
A cura di Fiorenza Casanova

Il raku è una tecnica di cottura della ceramica di origine giapponese; nata in sintonia con lo spirito Zen esalta la bellezza nella semplicità e naturalezza delle forme.
Di questa tecnica si avvale Michele Battaglia per le sue creazioni.
Michele Battaglia, non è tornitore, ma guida lastre o lunghi nastri di argilla affinché la plasticità del materiale stesso determini l’armonia delle forme.
Nato nel sedicesimo secolo, il raku, oggi apprezzato in molti musei, era usato per la manifattura delle ciotole per la cerimonia del tè; Michele Battaglia mantiene nelle sue opere la semplicità e vuole per esse un utilizzo pratico, le nomina come portafrutta, centrotavola, portaoggetti, vasi. Al visitatore della mostra a Casa Pessina deciderne l’uso o assaporarne “semplicemente” il piacere dell’occhio e del tatto.
Percorso formativo
1993-94 Corsi di ceramica con Adriano Antonini – Morcote
1996 Corso di ceramica con Rosangela Ghielmini – Melano
1998-2011 Attività autodidatta
2012 corso creazioni raku Stefania Taminelli – Cresciano
2016 corso ceramica Fosca Rovelli – Odogno

Mostre /Esposizioni
2013/2015 Spazio espositivo vetrine UIS/ISC – Lugano
2016 Spazio espositivo Studio di architettura Numa Del Parente – Mendrisio
2018 Mostra collettiva Galleria 9m2 – Morcote

Presentazione di Katia Mandelli Ghidini
A cura di Walter Ghidini

L’arte è l’esigenza di tradurre il proprio sentire in forme espressive che ne sintetizzino i contenuti.
L’artista sa bene quanto forte e irresistibile diventa a volte la voglia di “creare”, quasi una necessità che non si placa fino al momento in cui una superificie piana o la materia stessa non siano state finalmente plasmate.
Si sa che in campo artistico l’utilizzo d’ogni forma espressiva è legittimato dall’impossibilità di porre limiti alla sperimentazione e la storia dell’arte ci insegna che, spesso, sono state proprio le provocazioni più che l’esercizio stilistico a marcarne l’evoluzione.
Tra le forme espressive più recenti annoveriamo senz’altro l’arte digitale, nello sviluppo della quale computer, tavolette grafiche e mouse hanno preso il posto di pennelli e tavolozze.

Nel linguaggio comune si tende spesso a identificare con il termine “digitale” tutto l’universo dei computer la cui caratteristica più nota è la ripetibilità, al contrario dell’arte nella quale l’unicità è ancora caratteristica dominante nella determinazione del valore.
Si sarebbe pertanto portati a definire come incompatibili i due universi ma, se guardiamo oltre lo steccato del pregiudizio, vediamo negli strumenti digitali una moltitudine di nuove opportunità espressive che aspettano solo d’essere scoperte.
Uno dei maggiori esponenenti della pop-art, Andy Warhol, ebbe a dire che l’ipotesi di poter disporre dell’attuale tecnologia ai tempi in cuì ebbe inizio il suo tragitto artistico, gli avrebbe aperto non uno ma mille universi creativi ciascuno denso di possibilità.
Lo strumento digitale in mano all’artista è dunque da intendersi alla stregua di qualsiasi altro utensile o tecnica espressiva.

Nelle opere ch’essa definisce “Digital_Art”, Katia Mandelli Ghidini utilizza le dita per simulare i pennelli ed un tablet per simulare la tela ma lascia che sia l’apporto materico tradizionale a “sigillare” l’opera digitale.
Ne deriva una gradevole miscela di tecniche che mostra una volta di più quanto sia impossibile imbrigliare la creatività dell’artista e limitarne la comprensione al mero utilizzo d’una tecnica piuttosto che l’altra.
Artista sensibile e dinamica, Katia ci ha abituati a non dare nulla per scontato e anche questa volta ci sorprende con una collezione di grande impatto cromatico ed emotivo.